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“C'è a chi basta sentirsi dire ti voglio bene. Poi ci sono quelli che accettano il silenzio, apprezzano i fatti e amano la presenza.”
—
Tu che stai leggendo, facciamo una promessa. Qui, ora. Prima di dormire. Facciamo una promessa a noi stessi: non buttiamoci via, non sentiamoci un peso per le altre persone, non diamoci a chi non ci merita, non soffriamo per qualcuno a cui non importa nulla di noi. Facciamoci questa promessa. Tu che stai leggendo, che ti alzi con l'ansia di affrontare i compagni di scuola, dell'università o i colleghi di lavoro. Tu che cammini a testa bassa ed eviti lo specchio, tu che “buongiorno un cazzo”, tu che non hai il coraggio di dirgli che ti piace o tu che non hai il coraggio di dirgli che non lo ami più. Tu che ti mangi le unghie, che ti mordi le labbra, che giochi coi capelli. Tu che SEI BELLISSIMA… ma non ci credi quando te lo dicono. Anzi, te ne vergogni come fosse sicuramente una presa per il culo. Ecco tu, facciamo una promessa. Ora, qui.
Amati.
Sei fantastica così come sei. E basta trovare ragioni per cui non sei abbastanza, lo sei. Il mondo è pieno di persone a cui piaci. Non importa se pesi 40 kg o 180 kg, non importa il colore della tua pelle, dei tuoi capelli, la cellulite, i brufoli sul naso.
Accettati come sei.
Non avere paura di metterti davanti allo specchio e dire “sì cazzo, oggi sono proprio una strafiga”. Non devi avere paura, perché fregatene degli altri, la critica più importante sarà sempre la tua. Quindi amati, ma fallo sul serio. E ricorda che per amarti non devi perdere peso, devi perdere le insicurezze.
“Un giorno mi perdonerò. Del male che mi sono fatta. Del male che mi sono fatta fare. E mi stringerò così forte, da non lasciarmi più.”
— E. Dickinson (via hopeeless)
Per sicurezza, dubito di tutto.
Cartesio
Leggo ovunque che un padre è l'unico uomo che non ti tradirà mai, ed io mi sento così sola e spaesata, lontana da tutte le ragazze che ne hanno uno. E mi sento tanto triste, perché neanche lui mi è restato accanto.
Natasha Maselli. (via ashesofdestiny)
Me and myself
Mi ha stufato questa superficialità dilagante, per cui nessuno si fa domande, nessuno riflette, nessuno osserva e nessuno pensa con la propria testa. Sono stanca di guardarmi intorno e vedere visi sorridenti, fatti di felicità ostentata perché questa società in cui viviamo ci ha insegnato che i sentimenti sono un tabù. Stanca di guardarmi allo specchio e fingermi dura, senza emozioni, stronza il più delle volte, stanca di nascondere la dolcezza perché voi stronzi mi avete convinta che sia come mostrare il fianco. Stanca di prenderlo in culo ogni volta che provo a smentirvi. Voi e le vostre teorie malate secondo cui non si può parlare, non si può riflettere, non si può essere se stessi. Perché è male, non si fa, è ostentazione. Perché se non posti le tette sui social non sei nessuno, se non sei magra non sei bella, se non ascolti musica commerciale sei strana, diversa, vieni emarginata. E voi beoti che come un branco di pecore andate dietro al sistema che ragazzi come noi hanno creato. Io sognatrice che credo un tempo non fosse tutto così schifoso. Che se ti lamenti di qualcosa non sai quello che dici, se lo sai e ti lamenti allora vieni presa per una persona pesante, che sta addosso, “emo deprexxa xdxd”. No, ve ne andate a fanculo tutti. Fate finta che essere come voi vi circondi di amici, e invece siete così stronzi, vuoti di sentimenti e pieni di merda che avete solo ipocrisia a circondarvi e a farvi da ombra. E persone trasparenti come me finiscono nel cantuccio, nel dimenticatoio, perché se mi viene da piangere o da ridere lo faccio ovunque. E quello è il sorriso vero, quello che voglio indossare. Non il vostro falso perbenismo, la vostra voglia di stare sempre allegri che è falsa quanto voi. Mi sono stufata di essere un libro pieno di cose da raccontare e di troppe pagine da sfogliare e veder preferire un libretto delle istruzioni con due stronzate scritte in più lingue per far spessore; sempre stronzate rimangono. E mi rattrista essere arrivata a pensare che gente del genere sia la vera rovina, che siano stupidi per la maggior parte, e che io sia destinata a rimanere sola, fuori dal branco ad andare contromano a tutti voi robot fatti con lo stampino. Mi avete davvero rotto i coglioni, vi fingete profondi e siete superficiali, vi fingete menefreghisti e poi piangete da soli la notte ma guai se lo sapessero quelli che considerate veri amici. Sono stanca di non vedere persone che scoppiano a piangere, di gioia o di tristezza, tra le braccia di un amico fidato. Stanca delle distanze, dei troppi pensieri, delle paranoie, stanca di essere considerata da voi cretini quella sbagliata. Stanca di sentirmi obbligata a cambiare per poter essere accettata. Io non vi voglio, non vi temo, io penso, agisco, ragiono, sogno, sorrido perché sento di sorridere, piango perché voglio sfogarmi, e non importa dove io sia o con chi sia, lo voglio fare? Lo faccio. Perché indossare una maschera quando tanto non serve a niente, maschera o no poi ti scoprono e sei nei cazzi lo stesso. Stanca di vedere che la società funziona a sesso, tette e culi, che se non hai gli addominali allora sei uno sfigato, se non ti fai le canne non sei alla moda, se non la dai via come i coriandoli a carnevale allora sei una figa di legno. Stanca delle opportunità che tutti noi non vogliamo vedere, degli stereotipi, delle persone che si copiano a vicenda e fanno a gara a chi arriva prima sopra all'altro. Ma lì in alto cosa c'è che vi interessa tanto? I likes alle foto? I commenti di pervertiti qualunque che vorrebbero solo sfondarvela, vi sentite arrivate? E ad avere le amiche fighette del cazzo vi sentite completi? A fare da cagnolini e a non pensare con la vostra testa? Perché mi sembra di guardarvi dormire e sognare un posto dove tutti siete belli, felici, “famosi”. Sì perché essere famosi è essere conosciuti sui social ora. Perché devo sentirmi sbagliata per la visione giusta che ho del mondo? Perché devo sentirmi diversa quando sono semplicemente me stessa? Perché dovreste voler essere tutti uguali quando è impossibile essere l'uno la copia dell'altro? “Il mondo è bello perché è vario” è vecchio e in disuso, ora si pensa che il mondo sia bello perché abbiamo un finto senso di appartenenza ad una fascia sociale e di età che neanche ci rispecchia ma vogliamo vivercela così. Che cazzo fate tutti?! Ragionate o devo continuare a sentirmi quella strana? Perché io non ci sto più dentro, mi avete stancata. Aprite gli occhi e chiudete la bocca. Fate crescere il cervello, non i vostri muscoli. Osservate ciò che vi circonda, e meno quelle ragazzine che si vestono provocanti per apparire. Tenete a mente i movimenti di una persona, piuttosto che le sue forme. Soffermatevi sugli occhi, che nelle vostre didascalie a foto dove si vedono più tette che altro affermate essere lo specchio dell'anima. Andate al cuore delle persone, non sopra, sotto, dietro o tra di loro per una scopata e via. Svegliatevi, perché io non ce la faccio più.
Claudia Figini, Facebook. (via weakvisions)
Mi fate incazzare quando vi auto diagnosticate le malattie. Ho saltato un pasto, allora sono anoressica. Ho provato a vomitare senza riuscirci perché fa troppo male e allora sono bulimica. Una notte ho pianto per un ragazzo che non mi nota, allora sono depressa. Mi faccio un graffio e sono autolesionista - e ovviamente metto le foto su ogni social network possibile ma “Non lo faccio per esibizionismo, tu che ne sai del dolore?”. Un giorno ho la luna storta e allora sono bipolare. Dovete smetterla, siete ridicoli, ignoranti e superficiali.
-Vai all'inferno. -Piccola, vengo da lì.
Carlos Ruiz Zafón (via nebbiaovunque)