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@cincinla123
Siamo una generazione che crede nella libertá ma non puó averla Non ancora almeno Siamo obbligati a frequentare scuole dove ti trattano di merda convinti che cosí tu ti impegni di piú Ma non capite che siamo tristi? Non capite che basta un niente per farci crollare tutto addosso? Non capite che se io non studio non è detto che sia perchè sono svogliata ma forse perchè non ci riesco? Non capite che se in classe non riusciamo ad andare d’amore e d’accordo non vuol dire che siamo cattivi? Forse non sapete cosa vuol dire, o semplicemente non ve lo ricordate piú, ma noi soffriamo cazzo! Siamo umani, come voi Anche se voi per un dilatatore, un tatuaggio , una sigaretta in bocca o un amore diverso, ci giudicate “bruciati”, noi non lo siamo, siamo liberi. E non perchè “conciati cosí non troverete mai un lavoro” allora uccidiamo la nostra voglia di libertá. Come molti di voi hanno fatto. Tanto noi nemmeno lo troveremo un lavoro, come continuate a ripeterci dall’etá di 10 anni, in modo da iniziare ad incoraggiarci da subito Al diavolo cazzo! La vita è solo una La viviamo come vogliamo E forse noi a 40 anni avremo il coraggio di dire ai nostri figli “io credo in te, ti amo piú della mia vita, ma ora va, e vivi la tua libertá! Ama chi vuoi e sbaglia mille volte e mille altre ancora. Perché sbagliando s’impara… A vivere.”
lepersonenonmipiacciono (via lepersonenonmipiacciono)
Mamma, papà, sapete che vi dico? Avete fallito il vostro ruolo di genitori. Una famiglia dovrebbe essere un riparo dal mondo esterno, composto da persone pronte ad accettarti e volerti bene per quello che sei, ad aiutarti e a non lasciarti mai solo. La nostra non è una famiglia. Sapete, doveva capitarvi una di quelle figlie incontrollabili, che stanno fuori fino all'indomani mattina, che a scuola vengono bocciate tutti gli anni, che spendono tutti i vostri soldi per capricci, questo e molto di peggio doveva capitarvi. Così almeno capireste che non sono così orribile come credete. Non faccio schifo come figlia, c'è di peggio.
(via finoallosfinimento)
E mi convinci che di te non ne avrò mai abbastanza.
Modà (via seiarte)
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America, 26 giugno 2015. Il matrimonio gay è un diritto costituzionale. E l’Italia? A che punto è l’Italia? L’Italia è semplicemente lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Non vuole vedere, non vuole accettare. Non vuole ammettere a se stesso che l'omosessualità esiste, e mica da ora. Da sempre! Ma sapete qual è la cosa più difficile per un italiano? Non è tanto quella di dover “accettare” i gay, ma il fatto di dover ammettere che, effettivamente, la loro esistenza non compromette proprio un bel niente. Le coppie omosessuali non rappresentano una minaccia alla famiglia “tradizionale”, sempre se per “tradizionale” intendiamo tutti la stessa cosa, ovvero quel nucleo familiare in cui degli adulti crescono in clima di amore, rispetto e serenità uno o più bambini. Ma il problema dell'Italia - e ne abbiamo quotidianamente prova - non è la giurisprudenza. Presto - ne sono sicura - i matrimoni omosessuali diventeranno legali anche in Italia ma, fatta la legge, non avranno “fatto gli italiani”. Mi perdoni d'Azeglio il mezzo plagio, ma il punto è proprio questo: dopo l'unità d'Italia, si affacciò la necessità di un processo di “italianizzazione”, affinché nascesse un sentimento di identità nazionale per il quale un italiano non avrebbe mai dovuto provare vergogna di definirsi tale. Dopo un'eventuale legge a favore dei matrimoni gay - io mi chiedo - si verificherà mai, in Italia, un processo di “omosessualizzazione”, per il quale un omosessuale non dovrà mai più vergognarsi di definirsi tale? Beh, quando vedo ventenni indignarsi per due omosessuali che passeggiano mano nella mano, mi rendo conto che tale processo - se mai avverrà - sarà molto lungo.
Giugno: Mi piace. Sono alla sua partita di calcio. Fa goal, mi fissa mentre applaudo dagli spalti. Luglio: Gli piaccio. L'ho baciato. Dice che ho un buon profumo. Agosto: Gli ho detto :“prima o poi ti sposo”. Mi ha accarezzato una guancia. Settembre: Abbiamo litigato. Mi ha mandato un messaggio :“ ricominciamo.” Torno da lui, mi prende tra le braccia. Ha il suo solito buon odore. Ottobre: Gli ho detto che lo amo. Mi ha baciata ed è stato zitto. Ho pianto un po’ poi mi sono detta che prima o poi mi avrebbe risposta. Novembre: Un mese senza risposta. Non mi ama. Dicembre: È venuto sotto casa mia. Sono scesa. Ha detto che mi ama adesso. Gennaio: Il primo concerto insieme. Gli dedico una canzone. Mi sorride. Febbraio: Mi dice che sono l'amore della sua vita. Ordina una pizza margherita a forma di cuore. È un mese di “ti amo” e “per sempre”. È il mese delle promesse, di quelle fatte ad alta voce, di quelle belle da morire del tipo “ 20 figli ed una villa, io e te”. Marzo: Lo vedo fuori scuola con una ragazza nuova. Gli chiedo spiegazioni, mi dice che è un'amica, che lo aiuta in matematica. Mi va bene, o almeno fingo. Aprile: Litighiamo poi facciamo pace poi litighiamo un'altra volta. Mi prende in braccio, siamo sulle scale di casa mia , è notte fonda, mi accompagna fin dentro casa: “non ubriacarti più, non per me”. Lo sguardo basso, gli occhi lucidi. Maggio: Mi porta al cinema, mi bacia tanto ma non mi dice nulla. Mangiamo al mc, gli dico “voglio fare l'amore con te”, la butta sul ridere, mi offre le sue patatine. Giugno: Il mio compleanno, un anello importante, nemmeno una parola dolce. Ma mi porta al mare, sugli scogli, pensa che è proprio come dovrebbe essere ma io lo sento che manca qualcosa. Luglio: Mi bacia la fronte, parte in vacanza. È un mese che ci sentiamo a malapena. Qualche minuto al telefono: “ come stai? Hai mangiato? È bella la Calabria?” Agosto: Torna. È più abbronzato, scende dal pullman, mi sorride malinconico. “Era bella la Calabria.” Mi abbraccia :“ ti voglio bene” e in quel momento so che non mi ama più.
Cristo. (via roccototo)
È successo esattamente un anno fa. Ad Amsterdam non mi ci ha portata. Ora non so cosa stia facendo. Magari starà insegnando agli angeli come andare sullo skate, o magari a disegnare sulle maglie con quei cazzo di colori ad olio che non ho mai saputo usare perché sporcavo tutta la casa,gli starà insegnando a giocare alla play, o a fare freestyle, o ad andare in moto. Lui non ha avuto il tempo di insegnare a me queste cose, me l'hanno portato via troppo presto. Ma non dimenticherò mai la sua promessa. E forse, un giorno, andrò ad Amsterdam e farò queste cose che mi ha promesso, magari andrò con un'amica,o con il mio futuro ragazzo,se mai ne avrò uno. E mi tatuerò il suo nome sul polso, prenderò due frullati e prenderò la porzione di quelle crocchette schifose che mangiava lui, però da 5,perché 10 erano troppe, solo che mi disgustano e non so se le mangerò. E mi farò fare il dannato septum che lui voleva tanto e non mi importerà se farà male. Ho sempre pensato che sarebbe stato lui a piangere la mia morte,ma quando mi dissero che non ce l'aveva fatta, le lacrime non bastarono. E..cristo, Alex, non c'è stato un singolo momento da quando sei volato via che non ho pensato a quel giorno in cui stavo sui binari aspettando che passasse il treno e arrivasti tu, mi prendesti in braccio e mi portasti in moto al mare. Mi hai salvato. Te ne sono grata. Mi manchi. Torna. 9/05/14-9/05/15.
Cazzo.
Tanto tempo fa sarebbe bastato un sorriso per fidarmi di te, credevo di saper riconoscere le persone sincere da quelle ipocrite e false, ma sono stata delusa, la mia fiducia è stata tradita. Ora non voglio espormi, le ferite ancora bruciano, quindi dovrai guadagnarti con il tempo la mia fiducia e il mio rispetto, con piccoli gesti che mi faranno Pian piano capire che tu sei diverso dagli altri, diverso da tutti. Non chiedermi se ne varrà la pena perché il tuo cuore, come il mio, sa già la risposta.
laurenwings (via laurenwings)
Purtroppo voi che identificate l'amore come baci, abbracci, sesso, tenersi per mano, coccolarsi, stare sempre vicini sbagliate di brutto. L'amore è il rispetto reciproco, l'amore è esserci sempre l'uno per l'altro, l'amore è sapersi rispettare, l'amore è stare bene anche solo grazie a uno sguardo, l'amore è saper sopportare l'uno i difetti dell'altro e, perché no, anche amarli, l'amore è saper resistere giorni, mesi o addirittura interi anni di lontananza insieme. Questo è amore. QUESTO SIGNIFICA AMARE.
(via uccidodemoni)
Flavio Bucci, “Il Marchese del Grillo” (Mario Monicelli, 1981).
CAZZO…
MERITA DI ESSERE LETTA!
- E lui ti amava? - Se mi amava?! A volte sì. - Come “a volte”? Che vuol dire? Vuol dire che anche lui mi ha amata, qualche volta, per qualche minuto, un paio di ore, a volte per un intero giorno. Mi ha amata quando mi ha aspettata per un'ora e mezza in stazione e, seppure non mi vedesse arrivare, è rimasto lì, a quel tavolo a guardare l'entrata della stazione, lui che non aspetta mai nessuno, lui che si fa sempre aspettare. Mi ha amata quella volta che s'è accorto che avevo la febbre ed è andato alla farmacia più vicina per comprarmi un'aspirina, lui così menefreghista, così distratto, così stronzo. Mi ha amata quando è venuto a salutarmi in stazione per dirmi di ritornare presto, lui che vive benissimo da solo e a cui non manca nessuno. Mi ha amata quando gli ho detto avevo voglia di birra e lui è uscito per comprarmela. Mi ha amata quando è riuscito a capire il mio malumore che nascondo tanto bene, lui così superficiale quando vuole. Mi ha amata quando mi ha baciato la fronte con innocenza, lui così pervertito e affamato di sesso. Mi ha amata quando mi ha detto “fammi sapere quando arrivi a casa, vorrei essere sicuro che ci sei arrivata sana e salva”, lui che “non me ne frega un cazzo di nessuno”. Mi ha amata quando l'ho mandato affanculo e mi ha chiesto di non andarmene, lui che non si affeziona mai. Mi ha amata quando mi ha tenuto la mano in mezzo alla gente, lui che odia le dimostrazioni d'affetto, in pubblico particolarmente. Mi ha amata quando ho cucinato per lui. Mi ha amata quando l'ho perdonato dopo il male che mi aveva fatto, lui che prende e va e chi s'è visto, s'è visto. Mi ha amata quando ha aperto gli occhi e s'è accorto che la sua mano era nella mia, lui che “per me esiste solo il sesso”. Mi ha amata tante volte, poco alla volta, tantissimo per poco tempo. Mi ha amata nel peggiore dei modi. Mi ha amata a sua insaputa. Mi ha amata e lo negava. Mi ha amata. Qualche volta.
Piccolaheidi (via piccolaheidi)
Mi sono rotta il cazzo di questa scuola di merda, di non essere mai apprezzata, della gente che prende più di me solo perché lecca il culo ai prof, delle preferenze, dei mezzi voti a fine anno, di essere sottovalutata e di non essere mai tenuta in considerazione per quanto valgo realmente.
Era così bello che a volte sentiva il bisogno di pizzicargli il braccio per vedere se era vero.
Shadowhunters, città degli angeli caduti (via sonounangelodepresso)
Non riesco a capire come due persone possano continuare a stare insieme, nonostante uno dei due abbia tradito l'altro. Nonostante abbia baciato un'altra, con le stesse labbra che bacia te. Quando qualcuno tradisce è perchè non riceve abbastanza affetto oppure perché non c'è più attrazione fisica. Se qualcuno tradisce è perchè nella relazione c'è qualche crepa. Inutile poi cercare di riempirle con finto amore ed ipocrisia. Ed è vero, chi tradisce una volta, tradirà anche una seconda ed una terza. Finché il muro non crollerà ed uno dei due si farà male. Se qualcosa non va, è meglio fare un passo indietro e farla finita che continuare a predersi in giro. Chi tradisce è perchè non ama più.
Ilmareditroppo | Joy Musaj. (via ilmareditroppo)