Shopping digitale: come si adeguano i commercianti?
Lo Smartphone è diventato “il migliore amico per lo shopping”: 3 navigatori su 4 lo utilizzano all’interno del processo d’acquisto, per informarsi dentro e fuori i punti vendita. Tra le attività più frequenti via Mobile prima dell’acquisto si contemplano: raccolta di informazioni (66%), confronto prezzi (66%), confronto tra alternative di prodotto (63%), ricerca delle promozioni (56%)*.
Le aziende sono sempre più consapevoli che il Mobile sia un touchpoint necessario nelle strategie di relazione e fidelizzazione dei consumatori, apportando così una crescita elevata degli investimenti in tale settore. La trasformazione mobile delle abitudini dei consumatori impone dunque ad un numero sempre maggiore di aziende un re-design completo dei punti di contatto con il cliente, dal punto vendita, ai canali promozionali, ai mezzi pubblicitari.
Per quanto riguarda il mercato dei volantini promozionali, i numeri parlano da soli: sono circa 5 milioni gli italiani che sfogliano volantini digitali, di cui il 50% lo fa esclusivamente via mobile. Anche sul mobile couponing si riscontra un interesse altissimo da parte dei consumatori: l’88% degli utenti si dice, infatti, molto interessato a usarli. Consci delle opportunità tangibili che potrebbero nascere dall’utilizzo di tale sistema, molte realtà hanno iniziato ad investire nei progetti di mobile couponing, realizzando un’app, nella quale inserire questo tipo di servizi. Il boom dei siti di social-couponing è uno dei fenomeni caratterizzanti l’e-commerce, che ha preso piede, a livello internazionale, negli ultimi anni e si è affermato in Italia, a partire dal 2011 con la radicale presenza di Groupon, sito leader nel suo settore.
Tali siti nascono come intermediari fra imprese, generalmente di medio-piccole dimensioni, e gli acquirenti, offrendo a quest’ultimi la possibilità di acquistare servizi o beni a prezzi ridotti, con sconti anche oltre il 50%. Gli obiettivi, o meglio, le aspettative che le imprese ritengono possano realizzarsi, avvalendosi di tale strumento, sono riassumibili in 5 punti chiave:
Acquisizione di nuovi clienti, fedeli nel tempo;
Incremento della notorietà;
Offerta di opportunità di acquisto a prezzo scontato per i clienti abituali;
Incremento delle vendite in periodi di basso traffico/bassa stagione;
Aumento in generale del volume delle vendite e dei ricavi.
Naturalmente la decisione di ciascuna impresa di pubblicare offerte sui siti di social-couponing è dettata da un mix dei 5 obiettivi, ma di sicuro l’acquisizione di nuova clientela, con conseguente fidelizzazione e l’incremento della notorietà rappresentano i due driver fondamentali per tale scelta.
La crisi globale ha certamente contribuito ad aumentare l’attenzione verso il concetto di couponing, declinato nelle sue varie accezioni, poiché l’utente è alla ricerca continua di risparmio e convenienza e, dunque, diventa imprenscindibile per un’impresa non avvalersi di tale strumento di marketing. Nonostante ciò, è importante in questo caso notare come la maggior parte dei siti di couponing trattengano la metà del guadagno del commerciante, il cui pagamento è posticipato rispetto all’erogazione del servizio. Sì è venuto quindi a creare un circolo vizioso per cui, le condizioni sfavorevoli in cui si trova il commerciante, si ripercuotono negativamente sulla qualità del servizio da lui erogato e quindi sulla reputazione online dell’azienda.
La corsa all’uso di nuovi canali è legata ad una necessità, che potremmo definire oramai, fisiologica del nuovo concetto di esperienza di acquisto, di imporre la propria presenza sul web e di utilizzare gli strumenti e le tecnologie disponibili, per creare una propria identità digitale che possa raggiungere il maggior numero di utenti, al fine di soddisfare l’obiettivo prioritario della brand-awareness.
* “Connected Commerce – A Snapshot of the Moder Shopper” – DigitasLBi