Ho passato tutta la vita a remare contro corrente;
sono stanca, voglio girarmi, abbandonare i remi,
e lasciare che la corrente mi trasporti dolcemente fino al mare
Isabel Allende / Paula
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Ho passato tutta la vita a remare contro corrente;
sono stanca, voglio girarmi, abbandonare i remi,
e lasciare che la corrente mi trasporti dolcemente fino al mare
Isabel Allende / Paula
[…] Non ti credo ma c’è chi giura che esisti, forse non ti so cercare o rassegnarmi a cadere e tu giochi a nasconderti non ti fai trovare, sembriamo due strani innamorati ma io ti sento qui alle mie spalle, a volte mi sento toccare.
Salvatore Toma - Canzoniere della morte (tratto da “Un amore”, Quad. XIX, 12)
“Dunque, d'ora in poi parlerò ogni notte. A me stessa. Alla luna. Passeggerò, come ho fatto stasera, gelosa della mia solitudine, nell'argento livido della fredda luna, che splende strappando una miriade di scintille ai cumuli di neve appena caduta. Parlo da sola e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali. Molto più facile che affrontare gli altri e dovere apparire felice, invulnerabile, intelligente. Senza più nessuna maschera, cammino parlando alla luna, alla forza neutrale e impersonale che non sente, ma si limita ad accettare la mia esistenza. E che non mi fulmina.”
— Sylvia Plath, Opere, Diari, 1956, Mondadori, 2002.
“Accade che le affinità d'anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. È raro ma accade. Può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l'oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre assente perché solo così si manifesta la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo. Insisto nel ricercarti nel fuscello e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste. Era o non era la volontà dei numi che presidiano il tuo lontano focolare, strani multiformi multanimi animali domestici; fors'era così come mi pareva o non era. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma il mio che ne trabocca, se l'innocenza è una colpa oppure si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro.”
— Eugenio Montale, “Ex voto”, da “Satura”, Milano, Mondadori 1971. (via punti-disutura)
“Tu mi sei affine tutto, da parte a parte, terribilmente e angosciosamente affine, come io a me stessa – senza asilo, come le montagne. (Non è una dichiarazione d’amore: di destino).”
— Marina Ivanovna Cvetaeva a Boris Pasternak, “Il settimo sogno: lettere, 1926”, Editori Riuniti. 1994 (II ed.).
Ti propongo stanotte
di trovare un accordo,
un dialogo tra il mio corpo e il tuo corpo
una conversazione senza parole,
un silenzio di progetti,
che le tue dita interpretino
il linguaggio delle mie dita.
Ti propongo, semplicemente,
di prolungare la carezza,
di non pianificare l’arrivo al culmine
ma di navigare con il remo delle mie braccia
senza affatto usare i salvagente
o che il tempo tenga lo sguardo
fermo sui bottoni della tua camicia.
Ti propongo un patto di sussurri,
un convegno di gemiti,
un monologo di grida,
che tutto quel che ci diciamo
sulla pelle rimanga scritto.
Ti propongo una notte interminabile,
lenta, lentissima, così lenta
che quando ce lo domandiamo il mattino
non sappiamo chi siamo
né dove andiamo,
come se imparassimo di nuovo a leggere
proprio come due bambini piccoli,
come se imparassimo di nuovo a scrivere
sul pallido foglio del nostro corpo.
Ti propongo una lettura corporea
dal prologo dei tuoi occhi
all’epilogo della mia bocca.
Gloria Bosch
Siamo nuvole
cambiamo vita di frequente
lì, sopra il disordine della realtà
il fondo
sereno delle cose,
la pioggia
la sete.
Candiani
Dobbiamo imparare dai bambini.
Amano senza dubitare.
Abbracciano senza avvisare.
Ridono senza pensarci.
Scrivono cose colorate sulle pareti.
Credono ad almeno 10 sogni impossibili.
Non arrivano al cassetto più alto, ma toccano il cielo con la punta delle dita.
E quando vengono affidati al sonno è come se il mondo avesse perso un po' del suo splendore.
Fabrizio Caramagna
“Ho per te una specie di tenerezza. Ogni tanto mi succede. Molto raramente. Perché per te? Non ne ho idea. (…) Voglio che tu ne abbia abbastanza del resto. Voglio che tu venga ad implorarmi di prenderti. Voglio che mi desideri. Che tu abbia voglia di me, che mi ami, che mi chiami. Allora ti prenderò tra le braccia, ti stringerò forte al petto, sarai il mio bambino, il mio amante, il mio amore. Ti porterò via.”
— Agota Kristof
Se sei mio amico aiutami
a fuggire da te
Se sei il mio amore
liberami da questa situazione
Se avessi saputo che l’amore è così pericoloso
non mi sarei innamorata
Se avessi saputo che il mare è così profondo
non sarei mai andata a nuotare
Se avessi immaginato la fine
non avrei mai iniziato
Ho nostalgia di te
Insegnami a non averla
Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo
Insegnami come muore la lacrima sul viso
Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti
Se sei un profeta
liberami da questo incantesimo.
NIZĀR TAWFĪQ QABBĀNĪ
I pensieri di lei si ritirano nel loro nascondiglio più segreto:
nessuno al mondo deve saperli, e questo non tanto per orgoglio quanto perché lei ama la sua anima come la sua casa, che tutto sia in ordine, pulito, chiuso nelle casse, appartenente a lei sola.
Grazia Deledda
Addormentarsi adesso/svegliarsi tra cento anni, amor mio…
Nazim Hikmet
Quando verrà il momento
farfalla notturna
Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata
Deporrò l'abito imbizzarrito invano
E darò fuoco al passato
Per ritornare liscia come la terra vista da lontano
E girare da sola
Intorno alla luna.
Joumana Haddad
Uno dice a zero che il nulla esiste
Zero replica che neanche Uno esiste
perché l’amore ci dà la stessa natura
Zero più Uno siamo Due gli dice
e se ne vanno sulla lavagna mano nella mano
Due si baciano sotto i banchi
Due sono Uno vicino alla bozza accovacciata
e Uno è Zero vita mia
Dietro ogni grande amore sta in agguato il nulla.
Oscar Hahn
““Being with you never felt wrong. It’s the one thing I did right. You’re the one thing I did right.””
— Becca Fitzpatrick, Crescendo (via hplyrikz)
Devi stare con qualcuno
che ti faccia ricredere
sull'amore :
che ti insegni
che non è solo dolore
ma è soprattutto ridere
ridere di cuore.
Marzia Sicignano
“I hope that someday, somebody wants to hold you for twenty minutes straight, and that’s all they do. They don’t pull away. They don’t look at your face. They don’t try to kiss you. All they do is wrap you up in their arms, without an ounce of selfishness in it.”
— Jenna, Waitress (via hplyrikz)