Non sono mai riuscita davvero a distaccare il mio valore come essere umano dal valore che attribuivo a me stessa tramite il mio aspetto fisico.
Ho sempre avuto come il sentore che se non fossi stata carina non avrei avuto davvero valore per quanti traguardi in altri ambiti potessi raggiungere.
Questo è piuttosto stupido lo so.
E per quanto emancipata, fiera, intelligente e indipendente io possa ritenermi, questa piccola pulce che bisbiglia nel mio orecchio quando salgo in metro e mi sento addosso gli sguardi della gente non riesco a farla tacere.
Allora in genere abbasso la testa, probabilmente la gente nemmeno ha notato che esisto, ma io la testa l’abbasso lo stesso, così se per caso qualcuno mai dovesse guardarmi e giudicarmi, potrò evitare di notarlo.
Questo mi fa incazzare.
Questa parte remissiva del mio carattere, questo mio accettare passivamente il mio disvalore (o presunto tale) mi fa incazzare un sacco.
L’autostima è tutto.
L’ho sempre detto ironicamente quando vedevo qualche ragazza non esattamente attraente, secondo i miei canoni almeno, comportarsi come se invece fosse estremamente attraente. Mi faceva pure ridere in un certo senso.
“Guarda quella! Crede di essere chissà chi! Invece guarda che grassa/brutta/grassa/ecc. è” e giù di risatine.
Che ridere la gente che ha una buona opinione di se stessa eh.
Io ero cretina a 16 anni e lo sono ancora, modestamente, anche se sono passati quasi 10 anni, anche se speravo che magicamente i miei mostri si sarebbero dissolti solo grazie allo scorrere del tempo, che le mie paure si sarebbero fatte da parte stufe di tediarmi dopo tutti questi anni.
Diciamo che questa maturità non è esattamente andata come speravo.
Riproviamo, magari tra 10 anni sarò impavida come non mai.
Oddio ho appena realizzato che tra 10 anni potrei essere madre.
Questo gioco non vale.















