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20:21 13 IV 2020
11 IV 2020 20:41
21:03 10 IV 2020
20:56 09 IV 2020
WALLY E EGON
Modella e amante di Schiele, Willy morirà poco più che ventenne, Egon prima dei trenta. Si lasciano dietro tre mila opere.
E’ la donna più conosciuta della storia della pittura: tutti gli studenti di Belle Arti hanno appeso in camera almeno un poster che la ritrae. Eppure di lei si sa pochissimo, se non che doveva essere bellissima e che ha avuto una vita molto breve, in gran parte divisa con uno degli artisti più straordinari della sua epoca.
Lei si chiama Walburga “Wally” Neuzil, lui è Egon Schiele. Lei è figlia di un insegnante di liceo di un paesino della provincia austriaca (1896). Il padre, però, muore quando lei è ancora molto giovane e la famiglia deve trasferirsi a Vienna, dove spera di cavarsela meglio.
Gli inizi di Wally sono abbastanza oscuri. Qualcuno dice che a Vienna fa la commessa, altri che invece fa la prostituta. C’è una frase ambigua dello stesso Schiele dove dice, testualmente: “Wally era qualcosa di più di una prostituta”. Questo però non significa che Wally è in vendita. In realtà lei si mette ancora giovanissima a fare la modella per i pittori e a quei tempi, nella Vienna dove l’impero asburgico sta vivendo i suoi ultimi anni prima di crollare, la differenza fra una modella e una prostituta non è così netta.
Quello che si sa è che lei, forse già a quindici anni, diventa la modella preferita di Gustav Klimt e, secondo alcune ricostruzioni, anche la sua amante. Ma quasi subito arriva Schiele. Non si sa se a presentarli sia lo stesso Klimt (molto amico di Schiele) o sei lui l’ha raccattata lungo il viale principale di Vienna, dove allora le prostituite di una certa classe sono solite cercare i loro clienti.
Comunque siano andate le cose, Schiele comincia a stravedere per questa ragazzina. Fino a poco prima la sua modella preferita è stata la sorella Gertrude (Gerti), anche lei adolescente: e anche lei amatissima dal pittore (che forse si è spinto fino all’incesto).
Ma quando nella sua vita appare Wally, diventa la sua modella di moltissimi quadri e disegni e anche la sua amante. Lei non lo abbandona mai. Vanno a abitare in un paesino fuori Vienna e lui incappa in un antipatico incidente: viene accusato di aver violentato una ragazzina di 14 anni. Al processo viene assolto da questa accusa, ma non da quella di aver fatto entrare minorenni nel suo studio, che ha decine e decine di quadri erotici in bella mostra. Dovrà farsi quasi un mese di prigione. Wally lo aspetta e lo conforta.
Dopo si trasferiscono in un altro paesino, più tollerante, sempre vicino a Vienna. E Schiele continua a dipingere la sua Wally, che conserva sempre le sue sembianze di ragazzina innocente. Sono centinaia di quadri erotici. Di solito lei è nuda, e indossa soltanto delle calze che oggi chiameremmo autoreggenti (verdi, rosse, nere). Qualche volta (come nel famoso quadro omonimo) solo una camicia rossa. Schiele muore giovanissimo, ma è un artista che non si risparmia: dietro di sé lascia quasi tre mila opere. E in questi lavori c’è sempre lo stesso filo conduttore: Wally quasi nuda in pose molto provocanti.
Ci si interroga, allora e anche negli anni futuri, sul perché di questa scelta: in parte si tratta delle ossessioni personali di Schiele, ma si tratta anche del ritratto di una borghesia apparentemente molto per bene, che però al suo interno coltiva torbide passioni. Proprio come in quegli anni, e proprio a Vienna, rivelerà Sigmund Freud. Schiele deforma la figura di Wally (e delle altre modelle) per segnalare che ci si trova di fronte a un mondo malato e prossimo alla fine (crollerà infatti con lo scoppio della prima guerra mondiale).
Nel 1915 accadono due cose. La prima è che Schiele viene arruolato. La seconda è che abbandona Wally e sposa una ragazza di Vienna (figlia di un fabbro benestante), Edith Harms. Dietro questa scelta c’è probabilmente il desiderio di ritrovare un po’ di normalità, e anche, se non soprattutto, il bisogno di denaro.
Ma la storia non è così limpida. Ci sono quadri successivi al matrimonio di Schiele, dove la modella, sempre con le sue calze nere, è ancora Wally. E c’è chi giura che c’è stata anche una vacanza nella quale Schiele si porta dietro Wally e non Edith. Non solo: si dice che Schiele, per non perdere Wally, le abbia proposto di fare ogni anno una lunga vacanza insieme, lontano dalla moglie.
Ma la guerra travolge tutti. Sotto le armi, ovviamente, Schiele soffre, fino a quando viene trasferito in un ufficio a Vienna, dove può continuare a dipingere con una relativa calma e libertà. E infatti partecipa con molto successo alle esposizioni di Vienna, Dresda e Praga della Secessione viennese.
E Wally? Lei si è iscritta a un corso per infermiera militare, l’ha superato a parte per i Balcani. Ma ormai l’ombra delle morte si sta avvicinando ai protagonisti di questa storia. Edith e il bambino non ancora nato di Schiele muoiono pochi giorni prima del 31 ottobre del 1918. Lo stesso Schiele muore pochi giorni dopo, stroncato (come la moglie e il figlio) da un’epidemia di influenza. Quando Schiele muore non sa che Wally è morta quasi un anno prima a Spalato, dove aveva contratto la scarlattina da uno dei suoi pazienti. Wally ha poco più di vent’anni e Schiele non arriva a trenta.
(Dal "Quotidiano Nazionale" del 24 maggio 2015)
20:59 08 IV 2020