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@coolworldwideme-blog
#tramtram
Sveglia. Alzati. Lavati. Mangia. Vestiti. Esci di casa ed esclami: “ho perso il bus”!
Perchè ogni volta che esco di casa vedo il bus arrivare di fronte a me, quasi a voler dirmi: “muoviti inutile uomo”, e te sei li ansimante perchè non sai, anzi sai, che dopo di lui non ci sarà nessun altro. Quindi corri corri, e pensi a quanto sia brutta la tua vita e allo stesso tempo pensi ( ovviamente ricordati che stai correndo nel frattempo), se potevi svegliarti prima, evitando di essere una controfigura di “Sonic” con la faccia deturbata da immensi bug mattutini. La nostra vita miserabile ha come variabile constante la sfiga e una buona dose di indifferenza ( potrai pure farli pena ma ,ovviamente, non sarà mai troppa). Quindi, ti fai due domande e ti chiedi, senza darti una risposta apparente, a come la vita possa cambiare, o meglio, come tu possa cambiarla a tuo piacimento. Pianifichi qualsiasi astruso ragionamento per arrivare all’obbiettivo, che, in poche parole, è fare della tua vita qualcosa di più di quello che è, e ti accorgi che la risposta è semplice; la vita è soltanto una spettatrice delle tue sfige (tante) e delle tue gioie (poche). Quindi possiamo dire che la vita assomigli un pò al bus della mattina. Dunque...
Vita:“Ci sei? si, sali. Non ci sei? ok, allora comincia a sperare che ci sia un’alternativa, ma si sa che i bus italiani hanno una natura unica e irripetibile, quindi comincia a disperarti. Inoltre, se questo non bastasse, elencati tutti gli impegni di oggi che non potrai ,nemmeno lontanamente, pensare di portarli a termine. Successivamente pensa alla lezione delle 10 che salterai. Quindi pensa che; meno lezioni fai e meno nozioni hai, quindi meno esami farai, e nella vita un nullafacente sarai”.
Io: “Comunque ti vedo solo come una “amica”, niente più”.
“Io con passo angosciato cammino sul ponte Dove è disteso il mio Capitano Caduto morto, freddato”. W.W.
#itsmonday
Si dice che il confine fra la felicità ( quella vera) e la tristezza sia maledettamente piccolo. Ma non è l’unico. Penso ci sia un binomio peggiore, al quale non possiamo scappare e, ogni squallida volta, dobbiamo sopportare: la domenica e il lunedì. Oggi è lunedi. Ho perso il bus.
#firstday
Quando incominci una nuova cosa, sai sempre che il primo giorno sarà sempre una merda. Il mio stato motivo passa da “questo post sarà una cagata pazzesca” di vocazione fantozzi-ana a “speriamo che me la cavo”, sempre Paolo Villaggio in questione ma in una versione più stabile e umana del famoso ragioniere. Infatti, nell’insana situazione della “prima volta”, ci sentiamo un pò tutti come Ugo, come me. Incapaci.
Con questo preambolo tra il dilettevole e il drammatico, vorrei dirvi, internauti e mangiabit, che cosa ci faccio qui. Penso che lo spazio libero virtuale, o meglio “l’internet”, sia un luogo, se “abitato” in modo sano, un “e-qualcosa” che possa nobilitare l’uomo del “cybertime”. Possiamo dire stronzate e sentirci ugualmente intelligenti, e allo stesso tempo diventare giudici e giudicare ad altre persone, le quali faranno la predica e anch’esse, aimè, diranno stronzate e si sentiranno ugualmente intelligenti. E’ un ciclo. Posso definire l’internet come una specie d becero e ipocrita: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Ovviamente non è cosi, perchè fra il “guarda” e “passa” non c’è il celebre Virgilio ma gli haters. Quindi, l’internet è un luogo dove tutti vogliamo “passare avanti” ma molte volte ci piace guardare e giudicare, prima di passare al prossimo stronzo. Comunque il motivo per cui perdo del tempo a scrivere qui è perchè, semplicemente, mi garba farlo. Mi piace anche perdere tempo, ovviamente.