Adesso all'asilo nido ci lavoro. È successa questa magia, a ridosso dell'inizio dell'estate appena trascorsa, che mi ha permesso di essere vista, riconosciuta, valorizzata nel mio modo di apprendere, comprendere, mettere in pratica la professione di educatrice al punto da essere assunta in corso di stage preformativo. Prima ancora di iniziare la mia formazione per diventare educatrice. Ora sono educatrice non formata, in corso di formazione durante la pratica professionale. Io non ho mai aspirato a nulla per davvero in ambito lavorativo, la maggior parte delle mie energie le metto sempre nei rapporti, non necessariamente romantici, semplicemente i rapporti umani. Chiaramente fallisco tantissimo, ma energeticamente mi concentro tanto sul comprendere perché ho fallito, come cosa dove ho sbagliato, perché ho ferito, perché mi sento ferita, immagino questo mio modo di vivere nel mondo sino ad ora non mi avesse portata da nessuna parte lavorativamente parlando all'interno di questo sistema in cui viviamo, dettato dal capitale, perché i rapporti non sono centrali ma nemmeno lontanamente marginali nella sua funzione e per come è concepito. Per caso, fortuna e un po' curiosità mi sono imbattuta nell'asilo nido e ho scelto di applicare lì per la mia esperienza di stage, ed è così che osservando il lavoro delle educatrici ho trovato la messa in pratica in ambito professionale l'accortezza per le emozioni, l'osservazione come metodo per studiare i comportamenti dei bambini, per comprenderli, le domande poste: perché i bambini sono arrabbiati? Perché comunicano con gesti violenti? Perché ci sono bambini che si concentrano più di altri? Una sfilza di perché che trovano risposta nell'osservazione partecipante. E forse semplicemente mi sono trovata ad applicare lo stesso modo di pensare i rapporti nella mia vita quotidiana, in un ambiente professionale ed ecco che sono diventata educatrice!
Sono felice, sono grata, sono ricca per questo e non per il salario percepito dal lavoro, ma per l'esperienza vissuta e ancora in corso, vivendola. Sono riconoscente e fortunata per questo, in un momento storico in cui avere fortuna da questa parte del mondo fa sentire di non meritarsela. Io devo sforzarmi a trarne del bene, a sentire e sapere di meritarla, perché sono consapevole. E niente eccomi, piacere sono educatrice di asilo nido!