Presentazione importante
“Cosa metto?”
“Il vestito giallo.”
“Dici? Ma guarda che non è poi così importante. Poi pensano che sono una da vestito frivolo e giallo.”
“Allora il completo rosso.”
“Dici? Ma lo metto sempre, il completo rosso. Ti sto assillando? Scusa.”
Passi disordinati in casa, pigiami a metà. Fogli volanti. Lo so che non ti assillo ma dirtelo mi diverte. Come ai Pascoli, no? Mi piace sapere che conosci i miei vestiti.
“Metti il completo rosso. Ma io vengo?”
“Certo che vieni, scusa. Se ti va. Ti va? Tanto ci sta anche nomecognome. Lo conosci, ti ricordi?”
Mi piace sapere che abbiamo serate da ricordare. Portavo la gonna viola o la giacca azzurra? Cosa c’era sul pavimento quella sera, accanto alla tua camicia? Viola, la gonna viola. Nel frattempo, metto il completo rosso.
“Però se vieni preparati che non mi piace fare tardi.”
“Lo so.”
“So che lo sai.”
“Metto la camicia blu?”
“Metti la camicia blu, sì. Però una cravatta normale, niente di strano. Anzi, non metterla. E alzati che facciamo tardi.”
“Non facciamo tardi.”
“Sì ma tu alzati.”
“Perché?”
“Perché voglio baciarti, imbambolato.”
Non facciamo tardi, ma quasi. O meglio, non arriviamo in anticipo di quanto mi piacerebbe. Tu parli con tutti. Tutti ci sorridono, ah quanto siamo belli. Nomecognome ti saluta.
“Vedi? Che ti avevo detto, si ricorda.”
Presentazione importante finita. È tardi. Scarpe in mano. Chiavi di casa che non si trovano. Eccole, si nascondono sempre. Soprattutto quando siamo stanchi. Una giacca rossa cade sul divano, accanto ad una camicia blu. Vai verso la camera.
“Vieni?”
“Adesso arrivo. Prima, do l’acqua alle margherite.”
Che belle queste nostre cartoline che prendono vita
Rosso

















