Molto spesso mi ritrovo a schivare i tuoi improperi su quanto l’Estate sia migliore dell’Inverno. Devo subito fare una premessa: non esiste Estate senza l’Inverno e viceversa.
Ma lasciami spiegare, Rosso Estate prepotente, perché l’Inverno è così affascinante. Dapprima è imprevedibile. Tu mi dirai come un acquazzone estivo, forse. Ma se pensi all’acquazzone ecco che l’immagine è più invernale per cui, sì, sono imprevedibile. Ma non è solo questo.
Tutt’attorno c’è neve. Hai presente quella sensazione di pace interiore che hai quando i suoni si ovattano così tanto? Solo la neve riesce a fare questo. L’Inverno ti mette in contatto con la pace della tua anima. Rallenta ogni cosa e ti costringe a vedere e sentire. E se non vuoi vedere né sentire o se vai troppo veloce, finirai fuori strada. L’Inverno è uno strumento di ricerca interiore.
E la pioggia? Che sia torrenziale o che sia flebile, la pioggia irrora e fertilizza la povera terra che nulla può senza il suo nutrimento. Il fascino dell’acqua che scorre e noi che cerchiamo di specchiarci o di seguire il corso di un rivolo o di un torrente. Le gocce che formano quello che non puoi fare a meno di mirare, Estate, quando è il tuo momento: il mare. L’Inverno crea e fertilizza. E il rumore della pioggia sul vetro? Scusa, troppo facile.
Poi il vento. Qui rientriamo nelle parole. Vento, inVento. Perché è inevitabile, Rosso, pensare che il vento possa essere solo di cambiamento. Il vento sposta gli oggetti, fa cadere i castelli di carta, porta messaggi e annuncia, quando è freddo, l’arrivo dell’Inverno. Alcuni provano a rappresentare il vento e gli oggetti trasportati e attraverso quell’immagine riescono subito a farti figurare la sensazione. L’Inverno è cambiamento. Nulla rimane come prima.
E quando penso al vento, non posso fare a meno di pensare a quanto è emozionante pensare alla bandiera Rossa innalzata per avvisare i natanti. È pericoloso nuotare ma è inevitabile volerlo fare, come abbiamo fatto noi Rosso.