primavera
hai portato la malinconia
ed io mi chiedo perchè tu non sia vestita a colori
primavera sei triste
i tuoi fiori sono grigi
non rinvigoriscono
tutto scorre in un’aurea mesta
primavera, cosa ti è successo?
non liberi gli animi
ma li rinchiudi nelle loro gabbie
ti ammirano dalle loro finestre
ti attendono, e tu, impaurita
dove ti celi?
primavera la tua attesa
è schiava della stupiditá dell’uomo
incapace di prevedere il tramonto dell’occidente
non riesce più a varcare il confine
del possibile
e corre, abbagliato da futili cose
la sua giustificazione è il progresso
e così si rincuora
dimenticandosi della sua umanità
l’essere è troppo stolto per
comprendere l’entità di un attimo
l’uomo oblia la sua vera essenza:
l’atomo
e presuntuoso presume
di poter essere universo
così solo dopo essersi spogliato della sua
saccenteria
solo dopo aver inteso la sua piccolezza
ecco che tu, primavera, rinvigorisci i petali
rafforzi le radici, colori il cielo
disseminando un fascino
vago
ma questo continuo attenderti
incrementa la voglia di accoglierti
ma anche tu, non farti distruggere
dall’ipocrisia dell’uomo
primavera torna e liberaci
dalla prigione che schiavizza le nostre menti










