Memories by Francis Flux
Stranger Things
YOU ARE THE REASON

pixel skylines

No title available
Alisa U Zemlji Chuda
trying on a metaphor

@theartofmadeline

祝日 / Permanent Vacation
Monterey Bay Aquarium
KIROKAZE
Misplaced Lens Cap
AnasAbdin

titsay
NASA
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

oozey mess
Jules of Nature

roma★

Janaina Medeiros

blake kathryn

seen from Ireland

seen from Malaysia

seen from Brazil

seen from United States

seen from Germany

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Pakistan

seen from Germany

seen from United States

seen from Sweden

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United Arab Emirates
seen from Pakistan

seen from Egypt
seen from Egypt
seen from Greece
seen from Brazil
@damare-amare
Memories by Francis Flux
Villa Guastamacchia Trani 2014 directed by Sergio Racanati
Questa è stata la prima volta che abbiamo tessuto reti nel caos metropolitano di una città all’ora di punta, su pezzi di città vivi. La prima volta che abbiamo lavorato sulla gente, sugli oggetti e ostacoli posti fra noi e la strada.
“L’esperienza di flusso avviene quando ciò che esprimiamo è un flusso unitario da un momento a quello successivo, in cui ci sentiamo padroni delle nostre azioni, e in cui si attenua la distinzione fra il soggetto e il suo ambiente, fra stimolo e risposta, o fra presente, passato e futuro” - tratto da “Play and Intrinsic Rewards" di M. Csíkszentmihályi, J. Mac Aloon citato in “Dal rito al teatro" di V. Turner, 1986
Alla Fabbrica del vapore di Milano ad un certo punto è nato un organismo che si mangiato un pezzo di città per cena: reti tessute sull'urbano, sulla gente che passava o si fermava ad osservare, giochi di luci e di ombre della sera, oggetti, macchine divorate dalle reti.
Indimenticabili gli sguardi dai tram, dalle auto e i ciclisti con la faccia incuriosita rivolta per pochi secondi verso di noi.
Season of the Witch
damare-amare ospite di CANYA VIVA presso Green Utopia alla Fabbrica del vapore di Milano. Dal 24-26 aprile 2015 installazione e performance aperta al pubblico.
*Canya Viva, photo by Zaca Oliveira Arruda
Dal micro al macro l'uomo altro non è che una rete dentro un'altra rete.
damare-amare si inserisce all'interno di quel processo definibile come "piccole reti sociali e dense", innescando processi di innovazione poiché favorisce lo scambio di nuove idee e opportunità.
damare-amare parlando di rete in ambito sociale, intende l’insieme di relazioni esistenti tra persone. I nodi rappresentano gli individui, i gruppi, le organizzazioni, mentre le linee identificano l’insieme delle relazioni.
damare-amare vuol'essere una possibile pratica comportamentale per definire la realtà sociale di una persona, cioè il significato che questa attribuisce alle relazioni, al contesto in cui vive; e viceversa, come gli altri, le relazioni ed il contesto agiscono sulla persona stessa.
Il concetto di rete per damare-amare assume, così, il ruolo di uno strumento di lettura della realtà antropologico-sociale.
damare-amare pone una sostanziale differenza tra il sistema e la rete. Se nel modello sistemico interazione significa interdipendenza, nel modello a rete questa significa comunicazione. Le unità che compongono il sistema hanno, quindi, ruoli interdipendenti, specializzati e differenziati, finalizzati al funzionamento del sistema stesso. Nel reticolo, al contrario, le unità non sono necessariamente in reciproca interrelazione e, soprattutto, le eventuali interrelazioni non sono mirate al funzionamento della rete stessa.
damare-amare sostiene relazioni tra le unità, piuttosto che sulla rappresentazione delle unità stesse.
damare-amare è una "rete a-centrata" (in una visione 'copernicana'), in cui la rete è per definizione priva di un centro, dove ogni nodo equivale all’altro. Questo significa, che damare-amare ostacola i processi di gerarchica.
In questa metafora damare-amare pone l'attenzione sul rapporto tra locale/globale a favore del locale, in quanto le trasformazioni di insieme sono descritte come risultato dai micro trasformazioni locali.
damare-amare considera la rete di ogni individuo come la somma totale dei rapporti umani che hanno avuto un’importanza durevole e benevola nella sua vita.
damare-amare vuole attivare, sostenere ed accrescere la consapevolezza sulla rete, intesa come struttura relazionale tra attori, ed in quanto tale, avente una forma sociale che definisce il contesto in cui si muovono gli attori stessi.
damare-amare cerca, incontra, esplora gli elementi costitutivi della rete sociale: i soggetti, che rappresentano le unità, i nodi che compongono la rete. Le relazioni, che legano i soggetti della rete, possono essere individui, gruppi, posizioni, luoghi, istituzioni.
damare-amare vuol'essere una possibile rappresentazione organizzativa orizzontale dei rapporti sociali che costituiscono le reti, depositi di valori materiali e non materiali, che contribuiscono a determinare la “ricchezza” individuale e collettiva espressa in beni relazionali.
damare-amare utilizza il concetto di rete come metafora per descrivere come la società si struttura ed evolve all'interno di micro contesti.
damare-amare vuole essere un attivatore e catalizzatore di relazioni, di condivisione e di esperienze di culture differenti e alterità.
damare-amare vuole accelerare i processi multi-dimensionali, in cui il soggetto sociale interagisce con il mondo che lo circonda influenzandolo e/o restandone influenzato.
La società per damare-amare non è rappresentata da un’unica grande rete, ma è composta da numerose reti a confini variabili.
(Sergio Racanati)
WebAliens, omaggio di Andrea Amaducci visual artist e performer
Grazie!
[...] per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità [...]
Smisurata preghiera, Fabrizio De Andrè
Statt' Bbon' Trani!
La costruzione della rete attira alcuni pescatori della zona che si fermano per strada e raccontato come funziona la tessitura delle reti da pesca, la cui lavorazione molto antica è simile alla tecnica del merletto e prevede l’utilizzo di un ago particolare, il modano. Ce lo regalano felici di poter dare un contributo.
L’opera collettiva prosegue nella pescheria Brezza Marina, dove Antonio e i ragazzi che vi lavorano ci accolgono e si prendono cura di noi, offrendoci succulenti pranzi a base di pesce fresco.
La rete si conclude e i ragazzi cominciano a popolare la struttura sospesa con oggetti e sagome di abitanti marini; la tessitura si contamina, l’ordito si infittisce.
Si balla sulla splendida terrazza di Villa Guastamacchia. La balera settimanale propone tango, mazurka, cha cha cha, rock and roll. Danzatori provetti ci invitano a ballare con loro. Stentiamo a sostenere il ritmo e l’energia inesauribile dei ballerini che sfoderano tecniche invidiabili!
La rete prende forma a ridosso del cancello di accesso alla Villa. Il processo costruttivo, di relazione e interazione con gli abitanti del quartiere Stadio rende possibile la connessione tra lo spazio urbano e chi lo vive quotidianamente da una parte; lo spazio privato e lo spazio comune dall’altra.
"Terre battute dai venti infoiati dai monti sereno incanto splendente di sole e di bianco dense sfumate nuvole di piombo grigio verde d'intenso blu colpo d'occhio rotondo" Inquieto, CSI
Albero e Luna