Lettera dalla mia ansia alla persona che amo.
Adesso che ti ho qui, davanti a me
Forse questo è il momento migliore per chiederti scusa
Scusa se tanto dolore porto a te
Scusa se sono la malattia dell’altra metà del cuor tuo
Beh, io non lo faccio di proposito, no, ma questo è il dovere mio
E sai, l’amore così fragile spesso viene colpito dalla mia forza impetuosa
E i cuori così teneri iniziano ad indurirsi, a preoccuparsi quando mi notano
E scusa se spesso porto dubbi a te, che tutto potresti spegnere in me; ma sai, io sono più forte e non riconosco i momenti in cui il cuore in cui risiedo, sia realmente in pace.
Io non ho occhi per vedere e non ho orecchi per poter ascoltare questa maledetta pace che il posto mio vuole rubare.
Ma questo dove mi porterà?
Dove finirò quando sarò troppo grande per il piccolo corpo in cui risiedo?
Dove finirò quando tu non riuscirai più a portare il peso della mia esistenza, spezzando il cuore di colei che mi tiene ancora viva?
No, non ho orecchi per ascoltare la tua risposta, te l’ho già detto
È inutile provare a placarmi perché non andrò via
Beh, forse grazie a te i momenti in cui mi sento più leggera sono cresciuti poco a poco, come i piccoli fiori della primavera
E forse proprio come loro, sono migliore quando esco fuori
Sono migliore quando apro la gabbia che mi intrappola nel corpo di colei che mi sopporta in ogni istante, in ogni attimo
Forse sono più bella fuori, come i fiori della primavera, riesci a capirmi?
Riesci ad immaginarmi così?
Si, io.
Io che non conosco minimamente cosa possa significare questa parola.
Aprirsi.
Ma imparerò. Vero..?















