La pioggia inizia a scendere,
Gocce sottili come spilli pronte a dilaniarti al loro tocco.
Io, inerme, indifeso, paralizzato.
Il mio corpo cede, disteso a terra non mi rimane nemmeno la voce per urlare aiuto.
Il terreno lentamente si trasforma in fango cominciando a inghiottirmi.
Mentre la mia fine comincia a prendere forma vedo la speranza svanire.
Non ho più forza, mi sento pesante, schiacciato, ogni movimento mi è impossibile.
Semplicemente aspettare che tutto questo finisca e finalmente chiudere gli occhi e lasciarmi andare.
Sento una voce, dolce e leggera che sussurra il mio nome.
Con le ultime energie rimaste riapro gli occhi e tu sei lì, ancora una volta mi tendi la mano, pronta a salvarmi e allo stesso tempo sacrificarti.
Le tue lacrime si confondono con la pioggia ma mi fai un sorriso e chinandoti verso di me mi abbracci e poco alla volta cerchi di risollevarmi.
Non riesco ancora a stare in piedi, barcollo, mi sento debole.
"Stringimi la mano e non la mollare",
Questa è la tua richiesta, non so se per fare coraggio a te o per sostenere me.
I nostri corpi ormai bagnati dall'acqua iniziano a sentire il freddo della notte ma rimaniamo lì, fermi a guardare la bestia che si allontana.
Ci appoggiamo l'uno all'altro e alzando gli occhi al cielo attendiamo che smetta di piovere.
Come un filo del destino le nostre dita rimangono intrecciate donando calore ai nostri cuori
E mentre il sole cominciò a sorgere, le nuvole minacciose lasciarono spazio a un'incredibile arcobaleno e i nostri sguardi tornarono a illuminarsi alla vista di una nuova speranza a cui aggrapparsi.