@davidmosconiarte
Vita di David Mosconi David Mosconi nasce a Serravalle di Bibbiena, in provincia di Arezzo, il 2 maggio 1964, in una casa singola, lungo la Statale 71, che collega la Toscana con l’Emilia Romagna, proprio a ridosso di una vecchia cava di pietra serena, poco distante dalla casa natale di Michelangelo Buonarroti (Loc La Rocca - Chiusi della Verna) e dal famoso monastero di Camaldoli (Poppi – Arezzo), dell’Ordine dei benedettini (frati camaldolesi). Sono risultati molto importanti per David queste origini e questi luoghi, anche se ne riscoprirà i valori ed il significato solo a distanza di parecchi anni. Vive i suoi primi anni di vita solo insieme con la sua famiglia: i genitori (Laura Alterini ed Amoroso), i nonni e la sorella Dorotea; non frequenta l’asilo in quanto il padre era contrario. All’età dell’inizio delle scuole dell’obbligo, incontra per la prima volta gli altri bambini, con i quali trova difficoltà a socializzare. Bambino vivace, ma timido. Durante il primo anno di scuola, la maestra (sig.ra Anna Brenci) si accorge che David ha predisposizione al disegno e così lo stimola ha fare un disegno da proporre ad un concorso indetto dal Comune di Bibbiena insieme con la Provincia di Arezzo. Il tema era la vita rurale del territorio. David disegnò una coppia di buoi mentre, condotti dal contadino, aravano i campi; quel disegno vinse il concorso e tutt’oggi David conserva l’attestato del premio riconosciutogli. Ma la famiglia non dà molta importanza a questo fatto e così David prosegue a frequentare le elementari, senza dare altri segni della propria (inconsapevole) passione. Era molto più interessato a giocare con gli altri bambini, ma il padre costantemente gli impediva di frequentarli. Finite le elementari e promosso con discrete votazioni, soprattutto nell’arte del disegno, cambia il luogo della scuola, spostandosi dalla piccola scuola elementare di Serravalle edificata da Egisto Paolo Fabbri, alla scuola media della Mausolea di Soci (Bibbiena – Arezzo), un edificio messo a disposizione dei monaci camaldolesi al centro di una sua fattoria. Lì incontra altri compagni e fa nuove amicizie. David di Serravalle non è più il bambino timido e introverso, ma si trasforma quasi subito nell’intraprendente e sfrontato ragazzo dell’epoca. Sempre più in conflitto con il padre, che si ostinava a non permettergli di frequentare le amicizie e i divertimenti di quelli che invece David avrebbe desiderato conoscere, come per esempio avere una bicicletta e giocare al pallone, oppure andare al cinema. Durante una visita al vicino monastero di Camaldoli, guidata dalle suore Mantellate del convento di Serravalle, David, curioso, affascinato ed interessato alle opere d’arte custodite all’interno del monastero, mentre si spostavano da una zona all’altra dell’immenso edificio, non smise mai di fare domande, su tutto quello che vedeva. Per lui era la prima volta che vedeva delle vere opere d’arte. Il suo interesse colpì in modo particolare don Salvatore Frigerio, in arte Monaco, il quale chiese alla suora accompagnatrice di domandare alla famiglia di David se avesse gradito che il figlio frequentasse il monastero, dove avrebbe potuto imparare la scultura, la pittura, il disegno oppure l’arte del ferro battuto. Una volta informata la famiglia, il padre Amoroso fu lieto di mandare il figlio dai frati, così, nel periodo delle vacanze scolastiche e all’età di 13 anni, David iniziò a frequentare la bottega artistica di don Salvatore “Monaco”, ingegnere ed architetto, che gli insegnò i primi rudimenti del lavoro della creta e del bassorilievo. Per due stagioni e mezzo David fu il ragazzo di bottega, ma la voglia di divertimento e di frequentare i suoi amici era più forte dell’Arte, sempre dovuta al fatto che, nonostante avesse quasi 16 anni, suo padre non lo lasciava libero di fare niente, tanto che durante le sere d’estate, preso dall’irrefrenabile desiderio di condividere i suoi momenti in compagnia, fu costretto a saltare la finestra della sua cameretta e a piedi di notte raggiunse il paese distante circa tre kilometri. David cercava l’indipendenza, voleva vivere a modo suo. Così, durante l’estate del 1979, dopo aver ricevuto l’offerta dal sig. Silvano Tassini, titolare del bar-ristorante di Camaldoli, lasciò la bottega d’arte ed iniziò il suo nuovo percorso come barista. All’età di ventuno anni si è sposato per la prima volta con una studentessa di Stia (Arezzo), di buona famiglia e con essa ha avuto un figlio, Francesco. Insieme con la moglie nel 1989 aprì a Stia un negozio di fiori, “Le Bouquette”, che ancora oggi esiste, ma con un’altra ragione sociale. David è amante delle cose belle, della bella vita e delle belle donne e così dopo sette anni lascia la moglie ed il figlio per accompagnarsi con una giovanissima ragazza di Bibbiena, con la quale ha convissuto per quattordici anni, anche se poi questa storia d’amore e di passione ha avuto uno spiacevole epilogo. Dopo quattro anni vissuti da single, nel 2008 incontra per caso una giovanissima musicista ucraina, Kateryna Tarkova, una donna incredibilmente bella ed affascinante, della quale David si innamora e non soltanto per la sua bellezza, ma per il suo modo di ragionare e di pensare. Nell’ottobre dello stesso anno, dopo tre mesi di conoscenza, la conduce a nozze nel Comune di Sansepolcro. È da questo momento in poi che l’arte, che è sempre stata dentro David, comincia a bussare alla sua porta, forse anche spinto dal fatto che fin dall’inizio della crisi economica, che tutt’oggi stiamo vivendo, dopo solo due mesi di matrimonio, David perse il lavoro. Costretto quindi a lasciare la residenza di Sansepolcro per ritornare nel paese natale di Serravalle, anche se non nella casa nativa, perché il padre, nel frattempo, dopo la morte della moglie (la mamma di David) nel 1992, si era risposato con una donna polacca, che ha lasciato usufruttuaria dopo la sua morte nel 2005. È stato appunto ritornare nei luoghi di origine, e frequentare di nuovo Camaldoli, insieme con i ricordi ed una nuova e maggiore presa di coscienza, che hanno indotto David ad iniziare nel 2010 il suo personale percorso artistico, diventato oggi uno dei suoi lavori, facendo anche l’artista di strada. Durante il matrimonio con la bella Ucraina David scopre di avere molte più doti della sola pittura e in particolare di essere in grado anche di scolpire la pietra serena, proprio come quella che vedeva fin da bambino lavorare dagli scalpellini nella cava proprio dietro alla sua casa natale di Serravalle di Bibbiena. Nei vari cambi di domicilio che David fece insieme all'ultima moglie Kateryna, si ritrovò a vivere per oltre quattro anni in un' hotel di Montecatini Terme (PT) Hotel Donatello, sito in viale Puccini, 16 e li nell'inverno del 2013/2014 realizzo dietro autorizzazione dei gestori dell'epoca (Luca Paoli) un laboratorio artistico, nel seminterrato che era stato lasciato abbandonato dive su accedeva da una piccola porta lungo il marciapiede nell'angolo tra viale Puccini e via San Francesco, li rimase fino al luglio del 2015, dopo di che fu costretto ad abbandonarlo per il cambio di gestione dell'Hotel. In quel laboratorio David diede vita a varie discipline, tra cui anche l'iconografia e il riciclo artistico. Infatti, per necessità della moglie Kateryna che oltre a suonare si guadagnava da vivere facendo soprattutto gli spettacoli Burlesque, danza che aveva imparato già da quando viveva a Sansepolcro, che gli fu insegnata dal maestro e coreografo Alexander Rouge, il David iniziò a costruire costumi con carta e altri materiali di recupero, come testimonia questo video https://youtu.be/yZQSpBYgto8 Oltre a ciò iniziò a scoprire e sperimentare alcune delle tecniche antiche usate in pittura e che in questo luogo mise in pratica. Oggi David è appassionato da tutto il mondo dell’arte, in particolare di Michelangelo, del Vasari e di Cennino Cennini, non bive più con la moglie Kateryna ed è ritornato a vivere a Sansepolcro, città di Piero Della Francesca e continua a dipingere. Tra i vari Clienti che oggi può contare risultano anche dei nome famosi del mondo dello spettacolo e della musica, e sono: Barbara D'Urso e Adelmo Fornaciari, alia (Zucchero)