“«Primo: odio le relazioni.»«Non le puoi mica odiare, guarda.»«E invece sì, posso, le odio.»«Ma l’hai mai avuta, una?»«Sì, certo che sì, e capirai la rottura. ‘Amore’ di qua, ‘amore’ di là, stando insieme da meno di due ore. Le file di chilometri al centro commerciale, perchè lei doveva rifarsi il guardaroba e ‘Amore, mi regali..?’ ad ogni passo. Lei che mi strozzava con gli occhi se solo parlavo con un’amica, i ‘Dove sei e perchè non ti fai sentire?’ ad ogni ora, era l’asma.»«E questa me la chiami relazione?»«E te come la chiami.»«La chiamo schifo. La chiamo distrattore. Perchè ti distrae da quello che è davvero una relazione.»«Che poi sarebbe?»«Sarebbe che, secondo me, l’amore non esiste. O se esiste è ben nascosto, ed è inutile cercarlo. Però esistiamo, per esempio, io e te, e io e te ci troviamo simpatici. Ci troviamo carini. Ci troviamo interessanti. E a me e te piace, che so io, la stessa musica. Però, ad esempio, a me piace il cibo piccante e a te piace dipingere. E allora ascoltiamo la stessa musica, e io ti faccio provare il cibo piccante, anche se magari non ti piacerà, e riderò della faccia che farai. E tu mi farai provare a dipingere, ed io mi annoierò a morte e verrà un casino, un quadro senza capo né coda, ma ci avremo provato. Ecco cos’è una relazione, è provarci, insieme. E non si starebbe soli, ci sarebbe qualcuno con cui parlare sempre, al primo problema. Come amici, insomma, però con qualcosa in più. Perchè poi, magari, a una certa ora, dopo il cibo piccante ed i quadri, con in sottofondo le nostre canzoni preferite, io e te potremmo baciarci, e chissà che altro, e poi magari dormire insieme, uscire a prendere un gelato, e poi salutarci. Perchè ho imparato una cosa, sulle relazioni, ed è che non bisogna esagerare mai. Si sta un po’ insieme e poi ci si saluta, si aspetta il giorno dopo, perchè nelle relazioni, almeno un po’, ci si manca. E se non ci si manca non va bene, perchè significa che non si ha bisogno l’uno dell’altro. E io dovrei avere bisogno di te, e tu di me. Capito?»”