Cesare Pavese, uno di noi.

if i look back, i am lost
No title available
Sade Olutola
DEAR READER

JBB: An Artblog!
cherry valley forever
Today's Document

titsay

Janaina Medeiros
YOU ARE THE REASON
he wasn't even looking at me and he found me
Xuebing Du
art blog(derogatory)
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
tumblr dot com

izzy's playlists!
wallacepolsom
styofa doing anything

PR's Tumblrdome
KIROKAZE
seen from Italy
seen from United States

seen from United Kingdom

seen from Germany
seen from United States
seen from Italy
seen from Australia
seen from Australia
seen from United States

seen from Germany

seen from Malaysia
seen from United States
seen from Germany

seen from Spain

seen from United Kingdom
seen from Malaysia

seen from Finland
seen from Malaysia

seen from Germany
seen from United States
@dearcatastropheblog
Cesare Pavese, uno di noi.
Uscendo dallo studio ieri c'era odore di decomposizione. Date le gocce sospette e le piume comparse sulle scale, è bastato sollevare lo sguardo per capire. Chissà se il piccione mi piomberà in testa una delle svariate volte che passo là sotto.
È difficile avere a che fare con le persone.
È difficile per certe persone avere a che fare con me.
Sto cercando di risolvere tutto, però, davvero. Perché ciò che odio in mia madre non diventi parte di me. Perché io impari a mettere da parte l'orgoglio e a chiedere scusa. Perché le rispostacce non diventino un mantra, perché io mi metta sempre e di più in discussione. Non si dice quella parola, ma l'umore ultimamente sta facendo dei giri nelle cantine, forse addirittura nelle fogne, dove è tutto nero.
Sto cercando di risolvere tutto, davvero. Lo ripeto perché è così. E per convincere me stessa che mezza cosa buona la sto portando avanti.
Che poi finisce che la carcassa in decomposizione sono io, no?
Ho fatto la pizza. Con ventricina piccante e mozzarella.
Accendere il forno stasera non è stata una buona idea.
Però è venuta davvero molto molto buona.
Mi sono un pochino scottata il palato come una bambina.
Non ho fatto foto.
Sto sudando molto.
Niente: mi stanno sul cazzo tutti, mi dà fastidio tutto, mi sono rotta il cazzo di tutto e tutti.
Come mi salvo?
Vado a pigliare il rotolone con la salsa tonnata, il mio prefe.
Ciao.
NO.
Chissà se un giorno mi dirò che sono una sciocca, una stupida, inutile testarda. Chissà come guarderò a questo momento dove vorrei uscire dal mio corpo e vivere nell'aria. Zitta. Muta. Mai nello stesso punto. Chissà se intuisci anche solo lontanamente il mio dolore. Se ti interroghi sull'aver fatto la cosa giusta. Non trovo una via d'uscita, sono intrappolata dentro a me stessa.
"Sei la mia dolce terra in riva all'oceano errante".
E il mio oceano era lui.
"Sei la mia terra piena di sole".
E il mio albero era lui.
Da qualche tempo la mia borraccia si sta scrostando e via via perde pezzi di rivestimento colorato.
L'altro giorno un bambino mi ha chiesto di mostrargli dove fosse la Germania.
È chiaro che devo acquistare una nuova borraccia.
Il mio clepto-cat ha trovato Wally. Posso ritenermi arrivata. Il fantasmino timido è solo per occupare lo spazio.
Cosa faccio quando scoppia il caldo? Impasto la pizza e accendo il forno 👍🏻
Seguitemi per questi e altri gesti autoconservativi.
Quale?
Il primo in alto già fatto.
Mi scoppia la testa. Fuori c'è musica ai mercatini europei. Mi scoppia la testa. Sto correggendo dei test, tanto per cambiare. Fa freddo, questo è bello ma mi scoppia la testa. Ti ho chiesto di cancellare tutto perché non voglio vedere la polvere che si posa su qualcosa che amo così tanto. Non voglio che diventi una reliquia. Mi scoppia la testa.
Ho voglia di Branca Menta col ghiaccio. Tipo adesso.
Funziona che se per tanto tempo, mentre crescevi, le cose non ti sono state spiegate ma semplicemente accadevano, e se mantenere un basso profilo ti garantiva di evitare situazioni veramente poco piacevoli, allora da adulta ti sembra naturale che le persone si allontanino senza darti spiegazioni. Ti sembra scontato di dovertene stare buona e brava nel tuo angolino di mondo senza arrecare fastidio all'altro con la tua esistenza.
Ecco.
Andatevene tutti a fare in culo. Tutti quanti.
Ecco, sento che oggi potrebbe finire qui la giornata.
Bambino in sala d'attesa: CLIC!
Mamma del bambino: scusalo, si è fissato con questa specie di Polaroid che stampa a caldo e ora va in giro a fotografare tutto e tutti.
FZZZ-SSSH
Bambino: tieni!
Ah, che bella. Sono tipo il sequel di ESP - Fenomeni Paranormali.
Volevo informare che sono le 7.55 di un mercoledì piovoso e io ho già tolto il guano di piccioni dalle scale dello studio per non farci camminare sopra i pazienti e per far sì che i residui non si stampassero sul tappeto chiaro (che ottima idea) in sala d'attesa.
Oggi dovrò interfacciarmi con ATS per l'invio di documenti e per burocrazie infinite che potrebbero risolversi invece con una stretta di mano.
Domani mattina alle 9 ho il dentista.
Per questa settimana credo di aver abbondantemente detto tutto.
Stamattina mi sono morsa una guancia fortissimo mentre facevo colazione.
Posso dire che sono a un passo così dal cancellare e bloccare tutto e tutti?
SÌ SÌ PROPRIO COSÌ