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Ultima uscita....
È finita la felicità della nuova casa
domani (finalmente) ho il permesso di partire, spero solo di riuscire con chi verrà con me ad incidere e a fermare parte delle barbarie.
Non so quando ma ci sentiremo più avanti, abbiate cura di voi e curate la mente curate il fatto di non accontentarvi mai di ciò che vi dicono.
Cercate sempre la verità, cercate sempre di capire i perché ed i percome.
Arrivederci.
Bene dopo una settimana di vita nella nuova casa ho attivato la stessa ditta per il rifacimento dell'alloggio dove vivevo, visto che ho già accettato una richiesta di affitto. L'alloggio lo metterò in affitto con il concordato a degli studenti, per i non addetti ai lavori il concordato è un patto con il comune principalmente per calmierare l'importo mensile di affitto, quindi il mio alloggio di 100 mq con due bagni e 5 posti letto costerà 500 euro mensili + le spese luce e gas + le spese condominiali (ogni studente spenderà 100 euro al mese di affitto).
Nella nuova casa invece ho stipulato un contratto per le pulizie (anche perché è molto grande).
Ancora non mi sembra vero 🙂
Mi sembra di essere in vacanza.
Più avanti darò altri indizi (perché sono troppo felice per tenermeli dentro).
Bene dopo quasi due anni di lavori continui ho finito (di imprecare, che i lavori li ho fatti fare) di restaurare la casa dei sogni.
Due anni di carte bollate per permessi, due anni di incazzature con i fornitori dei materiali.
Finisce questo periodaccio e inizia una nuova vita.
(se fate i bravi, a richiesta, vi mostro la grande bellezza).
😁
Un poco del mio amore per i ritmi africani in queste mie composizioni.
Devo avere un carattere di merda visto che vengo pedissequamente ignorato (quando va bene).
Capisco che molt* di voi sono qui per la trombata ....
Quindi non cercando gratificazioni corporali risulto pesante (?) fuoriluogo (?) insignificante (?)
Non lo so
Mi spiace che alcune menti che credevo tali si siano rivelate un paté di terminazioni nervose cerebrali.
Quindi con grazia e riverenza andatevene allegramente a fare in culo.
Con affettato (che è quello che preferite) sinceramente vostro Gu.
Forse nessuno se ne è accorto
Forse non è così importante
Ma oggi il governo ha dato l'ok per le basi americane
Dimenticavo ha detto pure sì alle armi da mandare negli Emirati.
Secondo me ci stanno portando in guerra....
"Una risoluzione-cornice per inviare subito le armi ai paesi del Golfo e per permettere agli Stati Uniti l’uso delle basi, su richiesta. Questa mattina i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, faranno un’informativa alle Camere sulla situazione in Medio Oriente." (cit. Fatto Quotidiano)
Proprio oggi ho anche saputo che l'Iran ha ben tre tipologie di razzi che arrivano in Italia
Queste sono le gittate dei missili se lanciati dell'estremo nord dell'Iran.
Che ne pensate?
Monologo
CENERI E SILENZI — Monologo per la Palestina (versione performativa)
(Luci basse. Una voce sola. Pausa lunga prima di parlare.)
Parlo io........
ma non sono io. (tono lento, fermo)
Sono la voce di chi non può più parlare.
Di chi ha perso un figlio,
una casa,
un nome.....
sotto le bombe
sotto l’indifferenza
sotto il rumore del mondo
che continua a mangiare,
dormire,
scrollare. (pausa breve — tono più aspro)
Le strade, un tempo,
avevano odore di pane e spezie.
Ora sanno di fumo…
e carne bruciata.
Ogni mattina
Gaza si sveglia
contando i morti
non i giorni.
Non c’è una scuola,
non c’è un ospedale,
solo macerie che pregano
in silenzio. (tono rotto, più personale)
E mentre il cielo si apre in fiamme
l’Occidente chiude gli occhi.
Chiude gli occhi........
e dice: “È complesso… è difficile.”
No. (tono secco)
Non è complesso
vedere un bambino senza testa.
Non è difficile
chiamare “crimine”
ciò che è crimine. (breve silenzio, poi tono amaro)
Ma è comodo.
Comodo parlare di “sicurezza”.
Comodo
confondere
la vendetta
con la difesa.
Comodo dire:
“Non possiamo farci nulla.” (voce più intensa, quasi urlata)
Io li ho visti, sai?
Li ho visti!
I corpi coperti da teli,
i nomi scritti a penna
su sacchi di farina.
Ho visto uomini scavare
con le mani nude,
aspettando di trovare almeno
una scarpa,
una foto,
un segno.
Li ho visti!
E non posso più fingere. (pausa lunga — respiro profondo)
Le televisioni...
tagliano.
I governi.....
firmano.
I popoli.....
tacciono. (tono basso, stanco)
Questo silenzio
è una colpa.
Questo silenzio
è complicità. (pausa lenta, con intensità crescente)
C’è il sangue, sì.
Ma non solo quello
sparso dalle bombe.
C’è anche quello...
che abbiamo sulle mani.
NOI !!!
Che non abbiamo fatto nulla. (pausa lunga. Luci quasi spente.)
Un giorno,
forse,
la Storia scriverà
i nomi dei carnefici.
Ma io temo
di leggere anche il mio,
sotto la voce: (voce spezzata, quasi sussurrata)
“Chi ha taciuto.”
(silenzio finale di almeno 5 secondi, poi luci spente e lacrime.)
source
Chiudetemi li dentro e buttate le chiavi.... grazie.
Io non porto guerra
Io scappo dalla guerra
Ho fame di futuro
di un posto sulla terra
Lei dormiva io le tenevo le mani fredde fra le mie.
Lei è una signora anziana a cui voglio molto bene.
Apre gli occhi "ciao Guglielmo come sta tua madre?"
Le dico che sta meglio
Lei mi manda un bacio
E smette di vivere
Così in un secondo crolla tutto e crollo anch'io.
Ho visto troppe persone morire
Ho perso.. tutto
Come sempre
Come ogni maledetto giorno della mia vita.
Ho un dolore dentro che non va via.
Come un pugnale piantato in mezzo al petto.
Mi manca il fiato.
Fammi sporco, fammi tutto, fammi vero,
senza scuse, senza drammi, né mistero.
Voglio il battito che graffia la mia pelle,
la tua lingua che mi passa sulle spalle.
Siamo carne tremolante ma anche suono,
siamo sesso, siamo, siamo un dono.
E anche se sotto di noi il mondo si corrode,
adesso non mi importa anche se tutto esplode.
G.W.G.
Sono la mela, la crepa, la voce
Sono un pittore cieco al giorno,
mescolo sogni e febbri nel vino,
col pennello sporco di silenzio
disegno i tuoi occhi che sembrano il mare.
Ogni linea è una ferita che respira,
ogni ombra ha il profumo del peccato,
la tela è un letto disfatto d'amore
dove l'invisibile resta inchiodato.
Scandaglio il perbenismo col fuoco,
tra lenzuola e verità negate,
sono il faro che danza sulle menzogne
che scandaglia i confini dell’indecenza,
Ti vedo tremare nel giusto,
ma io vivo dove crolla il pudore,
nell’istante che sa di ingiusto
e ha il sapore segreto dell’errore.
Stringimi, se hai il coraggio
di affondare nella mia fragilità,
qui dove l’ombra si fa linguaggio
e la pelle è una verità.
Scopri le vene sotto la maschera,
tocca il cuore che non ha paura,
lascia che il buio ti parli d’amore
come fosse l’unica cura.
Sono la mela, la crepa, la voce,
la marea che non chiede permesso,
la tempesta che accarezza e poi brucia,
il piacere che somiglia all'eccesso.
Portami via, nei tuoi occhi di vetro,
dove l’anima grida in segreto,
dove l’amore è un delitto perfetto,
dove ogni abbraccio sa di sospetto.
Sono un druido che parla col vento,
che conosce la pelle e il dolore dei corpi,
tengo tra le dita i sortilegi del pianto,
nei sospiri ed i canti degli assenti e dei morti.
Ho la lingua dei fiumi agitati e antichi
e la sete di chi sa che non può guarire,
Ogni lacrima è un incantesimo stanco,
ogni carezza è un rito di verità.
Sono un satiro tra le tue paure,
scalzo danzo sui tuoi tabù,
mordo emozioni senza misura
mentre sussurri: "Non farlo più".
Corro nudo tra gli alberi del cuore,
tra i tuoi desideri mai confessati.
sono il vento che geme e colpisce
nelle pieghe delle tue contraddizioni.
E quando tutto crolla,
quando anche il cielo tace,
sono l’eruzione che ingoia
le maschere e le facce.
Sensibile come un taglio,
spietato come un bacio
dato in un sogno
che si consuma nel disagio.
Sono la mela, la crepa, la voce,
la marea che non chiede permesso,
la tempesta che accarezza e poi brucia,
il piacere che somiglia a un eccesso.
Portami via, nei tuoi occhi di vetro,
dove l’anima grida in segreto,
dove l’amore è un delitto perfetto,
dove ogni abbraccio sa di sospetto.
Sono la pecora nera, la rosa
che sboccia nel fango e si offre alla pioggia,
un frammento che nessuno raccoglie
ma che taglia più d’ogni verità.
Sono l’eco del tuo battito spento,
la bellezza che si nasconde all’osceno,
mentre spoglio la memoria
e ne faccio una carezza.
E tu…
sei l’unica
che accarezza la mia rovina
senza voltare lo sguardo.
Da padre adottivo dico: non è con l’oscurantismo dello slogan Dio-Patria-Famiglia che si trovano soluzioni
Un padre racconta la sua esperienza familiare per criticare lo slogan Dio-Patria-Famiglia e il ddl Valditara sulla scuola
di Claudio Pirola
Diventato nonno pochi giorni fa, con mia moglie (siciliana, io della provincia di Milano, sposati da 36 anni) abbiamo affrontato l’avventura di adottare due figli (uno proveniente in età già adulta dal Brasile, l’altro italiano con una forma di disabilità) prima della nascita di un terzo figlio biologico.
Con fatiche e determinazione abbiamo cercato di offrir loro, in un contesto assai eterogeneo che per noi ha sempre rappresentato un valore arricchente, un impegno di grande respiro che potesse senza pregiudizi contribuire ad una crescita serena, favorendo un’educazione con punti di riferimento, mappe di conoscenza prima che obblighi e vincoli con la sola finalità di sostenerli per quanto possibile nel costruirsi un avvenire. Con grande senso di libertà e responsabilità, favorendo confronto, liberi da ogni pregiudizio.
Una vita normale, fondata su valori nei quali crediamo e lontanissima da quel Dio-Patria-Famiglia che una cultura basata evidentemente su valori ben diversi dai nostri vorrebbe inculcarci. Come se un Dio sempre più sbandierato – e lo dico da cattolico che pur non avendo mai fatto parte di movimenti ha tratto ispirazione in particolare dal cardinal Martini e da Papa Francesco – sia il lasciapassare per creare condizioni assolutorie o, peggio ancora, di salvaguardia di presunte tradizioni. E c’è da chiedersi perché personaggi che hanno il compito istituzionale di essere inclusivi, nel pieno rispetto dei valori della Carta Costituzionale, si debbano arrogare il diritto – peraltro da pulpiti di dubbia coerenza – di impartire lezioni di moralità.
In tale contesto appare non solo fuori luogo ma anche offensivo il proclama fatto da ultimo in Aula dall’on. Rossano Sasso, già sottosegretario all’Istruzione del “governo dei migliori”, secondo cui il valore del ddl Valditara per la scuola trova fondamento appunto in Dio-Patria-Famiglia. Non è peraltro con l’oscurantismo basato sempre più su repressione anziché su confronto e dialogo atti ad interpretare i complessi cambiamenti in atto che si possano trovare soluzioni ai numerosi problemi legati all’istruzione e all’educazione, compresa quella sessuo-affettiva rispetto a cui vari Ministri della Repubblica hanno avuto parole dal mio punto di vista orripilanti in queste ultime settimane.
Anziché enunciare slogan risulterebbe più utile che i governanti si ponessero nella condizione di comprendere le ragioni per cui una famiglia vera fa sempre più fatica a formarsi e ad autosostenersi in un mondo dove il lavoro, la casa, le bollette, l’istruzione, l’assistenza medica sempre meno garantita dallo Stato, gli asili nido che mancano, gli stipendi proporzionalmente sempre più bassi, un vero piano casa che consideri i giovani studenti e non solo, i reiterati condoni che offendono chi paga le tasse e incentivano l’evasione, le mancate misure a fronte di una non più dilazionabile riconversione ecologica, il crescente incubo bellico a cui in particolare questo governo ci sta preparando rappresentano sempre più fattori di incertezza bloccanti.
E così l’Italia, un Paese sempre più anestetizzato in un contesto economico stagnante – se non fosse per i fondi Pnrr ormai alla fine che hanno dato ossigeno al Pil – non trova di meglio che discutere di “casa nel bosco”, referendum sulla giustizia sì/no (con reiterate spaccature una volta di più nella cosiddetta sinistra, come già avvenne per quello sull’art. 18), ddl Delrio, armi sì/no con contrasti sempre più evidenti all’interno dello stesso maggior partito di opposizione, dando l’idea che si è ben lontani dal potere costruire una vera alternativa di governo.
E non stupiamoci se poi tanti giovani perdono fiducia emigrando all’estero o sempre meno gente andrà a votare. In assenza di un Paese autorevole. Altro che sovranismo!