Tutti vogliono la vecchia me, ma ora è una maschera non so più dove ritrovare
No title available

ellievsbear
Monterey Bay Aquarium
occasionally subtle
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
I'd rather be in outer space 🛸
One Nice Bug Per Day
cherry valley forever
Keni

JBB: An Artblog!
🪼

Janaina Medeiros
hello vonnie
Misplaced Lens Cap
Game of Thrones Daily

Kaledo Art

roma★
YOU ARE THE REASON

#extradirty
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
seen from Iceland
seen from Greece
seen from United States

seen from France

seen from Malaysia

seen from Germany
seen from United States
seen from Germany

seen from Malaysia
seen from Portugal
seen from China

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from China

seen from Taiwan

seen from South Korea

seen from United States
@despes
Tutti vogliono la vecchia me, ma ora è una maschera non so più dove ritrovare
Simulare di stare bene é ormai diventata la mia arte
Assurda questa strana convinzione con cui nasciamo: da qualche parte nel mondo c'è qualcuno destinato a completarci.
Fitte insopportabili quando parlo, quando faccio ascoltare la mia voce e i miei sospiri agli altri, quando mi illudo che qualcuno possa capire. Mi ostino a cercare di essere ascoltata, ma non tutti sono destinati ad essere sentiti e le mie grida sono solo onde intraducibili.
Ci sono attimi in cui mi chiedo se è bene che io respiri ancora
Sono una statua di fronte al diluvio universale
come pagine sparse
alla ricerca di una
rilegatura unica,
i miei pensieri
alla ricerca di una
costellazione nel buio
capita di sentirmi soltanto una rotella di quel grande organismo di cui le parti fondamentali sono tutti gli altri e io una banalissima parte sostituibile
mi sento muovere soltanto per inerzia, come se non agisse su di me alcuna forza d'attrito che mi rallenti, ostacoli o favorisca l'equilibrio.
scegliere è un'azione che non mi appartiene più da tanto tempo, lascio che le scelte degli altri influenzino il mio andamento dando sempre una spinta in più per scivolare all'infinito.
mi sento il freddo alle mani che non mi permette di scrivere o semplicemente alzare un dito, quel gelo che ti pietrifica la mente e non ti concede un solo pensiero.
pensare è un'azione che non mi appartiene più da tanto tempo, lascio che i pensieri degli altri influenzino il mio andamento dando sempre un spinta in più per scivolare all'infinito.
Lei voleva soltanto morire e non sentire piú il suo respiro rapido che le faceva venire le formiche in testa.
Voleva soffocare e sentirsi mancare lentamente, soffrire in silenzio mentre la sua mente gridava cose assurde.
Lei voleva sentirsi fischiare nelle orecchie fino a svenire, non avere piú energia nel corpo a causa del troppo camminare.
Il suo desiderio piú grande era quello di evaporare, salire al cielo e far piovere acqua in grado di eliminare una volta per tutte il ricordo di sé dalla mente degli altri.
E scusate se il dolore non si vede più dalle lacrime, ma si percepisce dal profumo che porto addosso,
se non riesco a ridere,
se sono capace soltanto a vedere il grigio e non le infinite sfumature della giovinezza.
E scusate se non mi lascio influenzare dalla vostra voglia di vivere,
se basta soltanto il borbottio di una delle vostre voci per innervosirmi.
E scusate se non riesco a guardare negli occhi una persona,
se sono solo in grado di chiedere scusa per iscritto, ma mai di sosurrare una parola dispiaciuta all'orecchio.
Molte volte vorrei sparire davanti agli occhi di tutti,
non far parte dei loro ricordi,
non apparire in nessuna foto,
che la mia grafia diventi irriconoscibile
che il mio nome non venga piú pronunciato.
Questo vorrei
almeno fino a quando io non sarò piú invisibile per me.
Non so piú come chiedere aiuto, non ho piú voce.
Non so piú a chi chiedere aiuto, nessuno sente.
Non so piú perchè chiedere aiuto, a nessuno importa.
Una delle cose piú difficili da imparare nella vita è sicuramente essere meno duri con se stessi.
Pretendere di diventare troppo e aver paura di esserlo.
Sono a digiuno.
A digiuno di sorrisi, occhi sereni e sospiri di sollievo.
A digiuno di ordine, compostezza e tranquillità .
A digiuno di sguardi di conforto, di pacche sulle spalle e di abbracci.
A digiuno di piaceri, di giornate perse a contemplare la primavera e di notti passate ad osservare le stelle.
A digiuno di me stessa, di vita e di morte.
A digiuno di tutto ciò che significa essere un essere, di risate e lacrime,
di vita e di morte.
Lo so, sono solo un'incapace.
Un'incapace a divertirmi, a ridere, a smettere di pensare.
Un'incapace a guardarmi allo specchio e non piangere, a non sputarci sopra quando mi lavo il viso, a non arrabbiarmi di fronte alla mia immagine.
Ma tu insegnami, insegnami ad amarmi, perchè solo tu sei capace.
E' quando non riesci nemmeno a mettere nero su bianco quello che ti passa per la testa che stai male per davvero.