Some people never go crazy. What truly horrible lives they must lead.
Charles Bukowski (via story-dj)
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Some people never go crazy. What truly horrible lives they must lead.
Charles Bukowski (via story-dj)
Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi -beh? Che è successo? Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che senso poteva avere per me l'amare se non amare che te? Quella mattina io avevo una gran voglia di dirti -ti amo-, almeno credo. Quanto mi manchi amore mio. Certo, io lo sapevo già dentro di me di questa cosa che mi manchi ma l'ho capita bene solo quando fuori ha smesso di piovere e a me mi giocava il cuore. È che prima avevo la scusa per non vedere il sole, pioveva, mica era colpa mia, ma le nuvole ora sono andate via portandosi dietro tutte le scuse. Ok, tu non ci sei, ok, ma va bene, va bene anche se va male, va bene perché io ti amo lo stesso. C'è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi se non gli schemi che mi porto nel cuore. Ah! Mannaggia mannaggia, mannaggia al cuore che non sa far calcoli ma che pure spesso sbaglia i conti. Ma io non ero riuscito a dirti quel ti amo. Era una primavera quando andasti via, lo ricordi? Io cercavo di farmi forza, la vita andava avanti sentivo dirmi da tutti. Quando te ne sei andata io mi sono un po’ rincoglionito. Mi persi, diciamoci la verità, perdendoti io mi persi. E tu? Ah! No scusa, non volevo chiederti se anche tu ci sei rimasta male, era un e tu come stai? Roba del genere insomma, un e tu cosa fai ora? Che stai facendo adesso, adesso è in questo momento, che stai facendo in questo momento? Non mi interessa cosa stai facendo nella vita, io non ci sono più nella tua vita, cosa vuoi che mi importi? Sicuramente starai facendo tante cose belle, bellissime, ma a me importa adesso, adesso adesso mi importa, adesso in questo momento. Io adesso ti sto pensando facendomi del male. Io vorrei non pensarti ed averti invece qui, qui vicino a me. Ma non ci sei. Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni. Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male. Sorrido perché dentro ci sei te e ti vedo, almeno posso vederti. Ti vedo pure che dai un bacio a quello lì e questo un po’ a dirti il vero mi fa incazzare. Ma tu non lasciarmi lo stesso, tienimi con te pure se sono incazzato. Tienimi con te. Non mi fa male la ferita al cuore, no, non mi fa male, sei tu che non ci sei, non andare via oltre. A volte mi sento tanto forte da poterti dire che non esisti senza di me. Ma non è vero sai? È che ci provo ad andare avanti, bisogna comunque provarci o almeno provo a convincermi che bisogna provarci. Fossi riuscito a dirti ti amo oggi me ne fotterei della pioggia che smette o che non smette, facesse cosa cavolo vuole la pioggia, fossi riuscito a dirti ti amo io ora non sarei qui a pensare a dimenticarti senza cancellarti. Sei incancellabile tu. Sei come quelle macchie di inchiostro sul taschino della camicia, solo che sulla camicia ci puoi mettere una giacca, un maglioncino, ma su di te cosa ci posso mettere?
Charles Bukowski (via bejustamess)
‘Signorì, che c'avete?’ Le disse il proprietario del bar. Era un uomo sulla sessantina, con i capelli bianchi e quella parlata un po’ romana che lei tanto amava. ‘Niente Vincenzo, niente.’ Disse lei, sorridendogli per bloccare le lacrime. ‘Signorì, so’ più de quarant’anni che faccio sto lavoro, e le posso assicurà che de belle ragazze piagne sto bar ne ha viste pure troppe, forse. Ma le posso pure assicurà che nessuna c’aveva l’occhi come i suoi. Su’ bella giovine, dì a un vecchio come me che c’hai, che nun te posso vedé così, me se strigne ‘r core.’ Le si accomodò di fronte, posando il vassoio e asciugandosi le mani nella ‘parannanza’, come la chiamava lui. ‘Niente Vincè, niente di importante, niente di strano..’ Disse la ragazza con voce rotta. ‘Ah, signorina mia, e queste lacrimucce? Queste non so pe’ niente, le lacrime non so mai pe’ niente signorì. Me faccia indovinà.. Ha litigato col fidanzato?’ ‘Litigato’ sorrise lei. ‘Magari avessimo solo litigato. Mi ha lasciata. Senza spiegazioni, senza un minimo di niente.’ ‘Signorina bella, lei potrebbe esse mi nipote, quindi ascoltateme ‘n attimo, come se fossi su nonno. Io so vecchio, ma ‘na volta so stato giovane e regazzino pure io. C’avrò avuto all’incirca l’età sua, signorì. Io avevo diciannove anni e quella che all’epoca era la mia fidanzata ne aveva sedici. Voi signorì, quanti ce ne avete?’ ‘Sedici..’ La stessa età della mia donna del tempo. Be’ dovete da sapè, che io e ‘sta ragazzina, al tempo c’amavamo tanto. Lei era bellissima, aveva i capelli di un colore come il vostro, e du’ occhi che brillavano e spruzzavano gioia. Eravamo innamorati pe’ davero, facevamo quelle che se chiamavano scappatelle, perché ‘na volta nun era come ora, ‘na volta o te sposavi subito o dovevi fa tutto de nascosto. Me ricordo ancora, le belle lettere che me scriveva, e io che sapevo appena legge signorì! Ma lei m’amava pure perché ero ignorante, perché ero figlio de un barista, mentre lei era figlia de un generale. Lei m’amava perché quel fiore che le strappavo dal giardino sotto casa, pe’ lei valeva più delle piante costosissime che su madre comprava. Eravamo felici davero signorì, e c’amavamo, ma de quell’amore vero. Ma diteme, te e ‘sto ragazzino che v’ha fatto piagne, v’amavate?’ ‘Si Vincè, ci amavamo, io lo amavo con tutta me stessa, e credevo che anche lui mi amasse, fino ad oggi.. Lui mi regalava sempre le margherite, quelle belle e piccole che raccoglieva al parco, e me le infilava fra i capelli. Mi diceva poche volte di amarmi, ma me lo dimostrava ogni giorno.. E poi boh. Mi ha lasciata così, spiazzandomi.’ Come immaginavo..continuate a sentì ‘sta storia. Come je dicevo, noi c’amavamo tanto, forse troppo. Un giorno però so stato cattivo. Un giorno venne un bella americana qui al bar. Bella, bionda, occhi azzurri. Capite, io ero giovane, e me infatuai de ‘sta biondona. Così cominciai a trascurare la donna che dicevo di amare per stare co’ sta bella americana. Non ce stanno scuse pe’ quello che feci, credeteme. Andai da quella donna che m’amava tanto e le dissi che io non l’amato che me volevo solo divertì. Inutile dije quanto avrà pianto quella pora donna signorì. Intanto io me divertii co’ st’americana, fino a quando questa non tornò in America e io rimasi come uno scemo. Me ricordo ancora signorì quanto me so sentito stupido. Avevo cacciato la donna della mia vita per divertirmi. Eh, l’omini so stupidi!’ Lei sorrise, ‘continua’ gli sussurrò. ‘Passarono circa cinque o sei settimane da quel giorno che maledicevo, e indovinate un po’? Un giorno m’arrivò una lettera, e sapete chi l’aveva scritta? La donna che avevo fatto piagne. Tanto male le avevo fatto, ma lei un’ultima lettera m’aveva scritto. Voleva famme sapè quanto male stava, ma voleva rinraziamme pe’ i bei momenti. Io volevo corre da lei, ma la paura che non me volesse era troppa. Così aspettai.’ ‘Ma perché mi racconti queste cose..?’ ‘Perché signorì, io quella donna me la so sposata, e so più de quarant’anni che c’amamo. Questo è un consiglio de un vecchio: se te lo ami veramente, e se lui te ama, tornerete insieme. Ma, come è capitato a me, è stata lei a fa un passo verso de me, pure se l’avevo lasciata senza darle spiegazioni. Quindi signorì, se lo amate, aspettate un po’, e se il sentimento diventa più forte dentro de voi, allora cercatelo e ripijatevelo.’”
ti–prego–resta (via ti–prego–resta)
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_DMT_
Io non voglio qualcuno che mi ripeta in continuazione che ci sarà sempre e non mi lascerà o tradirà mai. Mi basta qualcuno che ogni volta che mi manda a fanculo venga sempre a riprendermi.
Charles Bukowski (via romanticismoamodomio)
Se devo avere poco, è meglio niente. Non mi piacciono gli assaggi. Aprono lo stomaco come un cratere. Lasciano fame d'amore.
Massimo Bisotti (via romanticismoamodomio)
“When two people love each other and they can’t make that work, that’s the real tragedy.”
Gone Girl (2014) dir. David Fincher
when bae gets mad and calls you by your first name. like bitch my name is princess, sit down.
Perché a me mai?
Perché a me mai?