Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». L'uomo che Gesù guarisce è doppiamente emarginato: perché è un pagano e perché è un sordo. Gesù ha una delicatezza tutta particolare con quest'uomo: trova il modo per comunicare con lui, con i gesti. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Lo prende in disparte lontano dalla folla. Significa: io cerco un rapporto personale con te, tu sei importante per me, Io sono qui per te. Lo tocca, gli mette le dita nelle orecchie, con la saliva gli tocca la lingua. Significa: ho capito qual è il tuo problema, non ci senti, parli a fatica. Alza gli occhi al cielo e sospira. Significa: la tua condizione mi fa soffrire, sto pregando per te, sto affidando a Dio la tua vita. Gesù sospira perché soffre per la sofferenza di quest'uomo. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Il miracolo non è la guarigione ma è la tenerezza di Gesù. Gesù continua ancora oggi a guarirci con gesti visibili, con segni: sono i sacramenti. Gesù è come una mamma che ci comunica il suo affetto. Nei sacramenti ci fa capire che non siamo soli. I sacramenti sono la tenerezza di Gesù nei nostri confronti. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Gesù lo porta in disparte: quando aiuti gli altri se cerchi gli applausi, rovini tutto, perché non è amore puro, non c'è Spirito Santo, non c'è presenza di Dio. Se cerchi l’approvazione degli altri rovini il bene che hai fatto. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Gesù è riuscito a comunicare con lui: a fargli capire il suo amore. Quante volte noi non riusciamo a farci capire perché usiamo parole e gesti sbagliati. Comunichiamo come a noi sembra bene e non come l'altro ha bisogno. Amiamo gli altri come a noi sembra bene e non come gli altri hanno bisogno di essere amati. Tu non puoi comunicare se non prendi l'altro dentro di te. Per comunicare bene devi sentire l'altro dentro di te. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà». Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà».







