Hai potere su di me... anche dopo tutto questo tempo.
will byers stan first human second
Misplaced Lens Cap
🪼
Game of Thrones Daily
Cosimo Galluzzi

Kiana Khansmith
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

JBB: An Artblog!
sheepfilms
Alisa U Zemlji Chuda
macklin celebrini has autism
h
One Nice Bug Per Day
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
$LAYYYTER

Andulka
cherry valley forever

Love Begins

@theartofmadeline

if i look back, i am lost

seen from Malaysia

seen from Germany
seen from Netherlands
seen from United Kingdom

seen from Canada
seen from Germany

seen from Italy

seen from United States

seen from Singapore
seen from United States
seen from United States
seen from Malaysia

seen from Canada
seen from Canada
seen from United States

seen from Brazil

seen from Russia
seen from United States
seen from United States
seen from United States
@donotask-donottell
Hai potere su di me... anche dopo tutto questo tempo.
Non essere quello che ti hanno fatto.
Le parole uccidono, ricordatevelo sempre
Ogni volta ne esco sconfitto, distrutto... sconfortato.
Mi sono ripromesso più e più volte di non affrontare discorsi sull’omosessualità in ambiente lavorativo, ma puntualmente come quelle carte periodiche a lavoro, si ripresentano per sbattermi in faccia la verità: “I gay sono malati”.
Ma sì sono quelle chiacchiere da Bar che a lavoro si dicono nei momenti di pausa. Ma sì figurati se davvero la gente possa pensare una cosa del genere nel 2019! Ma poi proprio ora che in Italia si respira un clima così disteso e di tolleranza ??? Ma daiiii!
Ma a quanto pare un militare/poliziotto non è libero di esprimere il proprio parere su certi argomenti.. altrimenti beh altrimenti che uomo sei?
Dai che ve la racconto.
Il gruppo di lavoro che mi circonda è variegato, c’è il donnaiolo, il cattolico finto pudico, quello che “basta che respira” ed infine l’ignavo che alla fine però decide di appoggiare sempre il branco, senza mai avere una propria idea. Lo so, a stereotipi siamo messi bene. Ed Infine ci sono io... il buonista, il sensibile, il comunista o la zecca drogata (io che nella vita non fumo nemmeno la sigaretta elettronica), quello che deve accogliere i “necri” a casa sua! Manca però all’appello la mia omosessualità. Quella devo tenermela per me. E sì perché in Italia per le forze armate siamo ancora nell’era del don’t ask don’t tell. Ma tutto ok. Dicevamo, Il discorso come al solito è iniziato con il solito “io non ho nulla contro ma...” alla stregua del io non sono razzista ma l’Africa in Italia non ci entra. Ho fatto in tempo ad andare via come mi ero ripromesso per evitare la discussione ma, al mio ritorno, il discorso erano ancora lì, degenerato e deragliato sull’intolleranza più totale, basato sull’ignoranza spicciola ed omofoba, fatta ancora una volta di luoghi comuni. Il discorso variava come al solito dalle lesbiche dei film porno, sempre ben accette, ai froci ”malati” piaga sociale; “per non parlare dei bisessuali! Quelli oltre ad avere la malattia sono proprio disturbati, non può piacerti tutto” disse il pudico religioso. “L’importante è che mi stanno lontani dar culo” incalza il represso ammogliato, che in gran segreto si ritrova sulle chat gay più in voga.
Ho provato più volte a sprecare fiato, cercando di dire la mia, cercando di spiegare. Ho argomenti validi, ho studiato tanto, mi sono informato, perché anche la fase dell’accettazione ti mette di fronte a molti complessi esistenziali da risolvere. Col tempo ho capito anche che la porta dell’omofobia o dell’intolleranza non si scardina con la violenza. Non penso di essere depositario della verità assoluta. Si cerca con una discussione di portare avanti argomenti validi da entrambe le parti...ma questa volta è stato diverso.
Ho mentalmente subito. Subivo ed ero inerme difronte a tanta pochezza. In gruppo si facevano forza contro le mie idee a loro detta stupide e da checca. Perché se usi il termine checca sai cosa succede? Allontani immediatamente l’idea di omosessualità da te stesso, sei più maschio. Eh sì avrei dovuto fare come loro, nelle caserme vige ancora la subcultura che associa il soldato a qualcosa di virile e non è ammesso un orientamento diverso da quello convenzionale. Come se un omosessuale poi non possa essere virile. Anyway volevo dirvi soltanto che il frocio che è in me, oggi è tornato a casa distrutto. Forse è sbagliato usare questo termine ma mentalmente e moralmente mi sono sentito “violentato”. Per la prima volta nella mia vita mi son sentito davvero come mi avete indirettamente descritto... MALATO e CONTRO NATURA.
Non scrivo certamente per vittimismo o per pietà ragà, ma per denuncia.
Le parole uccidono, ricordatevelo sempre.
Ho trovato il mio paradiso. Ho dovuto affrontare molti demoni, essere coraggioso e cambiare me stesso, ma ora sono finalmente libero, stretto in questa gabbia di braccia che tengono ancorati cuore e mente a una vita che merita di essere vissuta.
- La distanza tra di noi
Tra quelle quattro mura, i due uomini si liberavano dei ruoli e delle convenzioni che non gli servivano più, riscoprendosi istintivi, disinibiti, audaci. Era un tipo di libertà che non avevo mai assaporato. Una libertà selvaggia. Primordiale. Autentica.
- La parte sospesa del cuore
Io ci provo...
Io ci provo, io ci provo a dar voce a ciò che ho dentro. Voglio un angolo tutto mio. Un angolo dove posso dire apertamente quel che voglio. Anche se in realtà io non so scrivere, non ho una vena poetica direi più un’identità patetica. Tanto a nessuno importerà mai quel che scrivo. Ma voglio farlo, sì voglio farlo per me, come forma terapeutica. Porto addosso il peso di 25 anni di silenzi e quindi ho tutto il diritto di gridare a tutti -che poi come si grida scrivendo? Ah si in stampatello-
DI GRIDARE AL MONDO CHE SONO GAY, un ragazzo gay, un figlio gay, un fratello gay, un nipote gay, un amico gay, un collega gay, un militare gay.
Ma sono sempre io.
Io ci provo sì, ci provo, sottovoce, ad urlare.