Io ci provo...
Io ci provo, io ci provo a dar voce a ciò che ho dentro. Voglio un angolo tutto mio. Un angolo dove posso dire apertamente quel che voglio. Anche se in realtà io non so scrivere, non ho una vena poetica direi più un’identità patetica. Tanto a nessuno importerà mai quel che scrivo. Ma voglio farlo, sì voglio farlo per me, come forma terapeutica. Porto addosso il peso di 25 anni di silenzi e quindi ho tutto il diritto di gridare a tutti -che poi come si grida scrivendo? Ah si in stampatello-
DI GRIDARE AL MONDO CHE SONO GAY, un ragazzo gay, un figlio gay, un fratello gay, un nipote gay, un amico gay, un collega gay, un militare gay.
Ma sono sempre io.
Io ci provo sì, ci provo, sottovoce, ad urlare.








