È l’anima che è vuota.
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@dopolamortemirialzo
È l’anima che è vuota.
Ma cosa cazzo ne devono voler sapere gli altri
Beh dai…..
Ciao Amore Mio,
ho una gran voglia di scriverti e vorrei poterti mandare un messaggio, ma non posso farlo e quindi torno ad usare questo blog, che forse ormai non cerchi più perché inattivo da un pezzo e va bene così. In caso contrario, sarei comunque felice, perché in realtà sto morendo davvero dalla voglia di scriverti mille messaggi, dove solo io e te possiamo leggerci. E forse risponderci. Non importa, intanto almeno tiro fuori le emozioni che sento dentro. Non riesco a parlare di niente con nessuno e tu sai benissimo che l’unica persona con cui riuscivo a tirare fuori i miei pensieri fino in fondo eri tu. Volevo raccontarti come stanno andando le cose qui. Che magari leggi qualcosa di strano sul mio blog e non capisci… anche se non credo ti importi tanto, ad esser sincera. Però vabbè. Anche qui, non importa. Volevo dirti che ho “conosciuto” un uomo. È un po’ più grande di me, ma non quanto Davide. È di Roma e quando mi manda gli audio rido sempre come una matta per il suo dialetto. Mi dedica tantissime canzoni bellissime, tutte quelle che ho sempre sperato mi dedicassi tu. Mi scrive che si è innamorato, a me sembra una follia, ma sorrido lo stesso perché mi sento considerata. Credo possa essere l’ennesima fregatura, ma dopo di te so di non metterci più lo stesso cuore in tutto ciò che faccio. Non amo, non sento. È tutta un’altra storia, ecco. La distanza un po’ mi salva, perché almeno per adesso posso evitare un contatto fisico che farei fatica ad avere, anche se non nego di avergli scritto spesso che vorrei rifugiarmi tra le sue braccia. Mi ispirano sicurezza, sarei ipocrita a nasconderlo. La sera lui non può scrivermi (storia complicata), ma ogni tanto sbuca dal niente e mi chiede come sto. Lo fa sempre un attimo dopo una mia crisi di panico, di ansia o semplicemente di pianto. Credo la vita abbia voluto farmi un bel regalo di compleanno facendomi conoscere quest’uomo, solo che io non mi sento all’altezza di niente. E per me non è facile ora come ora pensare di gettarmi tra altre braccia, perché di notte sogno sempre le tue. Ogni santa notte sono convinta di averti al mio fianco, sogno di svegliarmi e di accarezzarti il viso, di baciarti mentre dormi… poi mi sveglio col cuore in gola e mi giro a cercarti nel letto con una voglia pazzesca di baciarti e non ci sei. Così poi non dormo più per qualche ora, perché mi sale un magone che non ti so spiegare. E allora vedi? Non sono pronta a niente che non riguardi te. Tu dici che speri ancora di recuperare tutto un giorno, di ripresentarci e ricominciare da zero, corteggiandoci di nuovo e ricostruendo il nostro amore. Io invece credo che la vita non ci darà più questa seconda possibilità. E credo che, se due si amano così tanto, non possono essere così coglioni da lasciarsi scappare in questa maniera. Ma tu mi sogni mai? Ti manco? Hai mai voglia di baciarmi? Di chiamarmi? Di scrivermi? Hai mai voglia di fare l’amore con me? Ti viene mai voglia di mandare tutto e tutti a fanculo e venire a prendermi, per ricominciare una vita fatta di noi tre e chissene frega di cosa è giusto o sbagliato per gli altri? Mi chiedo se a volte ti viene l’istinto di telefonarmi, di avermi tra le tue braccia a costo di sbagliare mille altre volte… o se sei sempre così tanto razionale da rimanere completamente distaccato da me, da noi… Ecco,
Vorrei dirti che ho conosciuto un uomo che mi tratta (per ora) come una principessa. Che dico?
Mi tratta come una regina. A volte sorrido da sola durante la giornata perché penso alle cose meravigliose che mi scrive e un po’ nel mio cuore si è riaccesa la speranza di poter amare qualcuno, prima o poi. Però so che una parte del mio cuore ti aspetterà per sempre. Che magari troverò un amore migliore, qualcuno che sarà la persona giusta per me e magari sarà proprio questo Claudio. Però non sarai tu e mancherà sempre qualcosa. Questo sì. Questo volevo dirtelo. Ciao amore mio, ti saluto… spero tu stia bene.
Tua piccola.
Tu non sai che oramai non credevo più,
al ritorno di quel mondo romantico, che ispiri tu...
Quando ti vorrei,
quanto ti vorrei, tu non lo sai.. quanto sognare che ancora mi fai.
Fammi illudere,
fammi credere ancora un pò a un ideale d'amore che ho..
Tu non puoi sapere,
non sai,
tu non puoi sapere quanta vita in più, mi dai...
Se potessi resettare il cuore,
azzerarne le memorie,
troppo gravi per me..
cancellarne i segni di ogni errore,
ripulirlo dalle scorie,
da ogni macchia che c'è,
io vorrei ritrovare qui dentro me,
l'innocenza primitiva dell'anima,
per darla a te..
Ho voglia di chiamarlo, di sentire la sua voce. Ho voglia di vederlo, di vedere casa sua, di cenare insieme a lui e poi finire a far l’amore rotolando ovunque, anche per terra…
Che mi lascia andare via ogni giorno di più
Mi sento così stupida, perché mi sto aggrappando alle parole di una persona qualsiasi mentre resto ancora qui ad aspettare lui, che non torna… che non vuole sentire ragioni…
Oggi è una giornata strana. Energeticamente la percepisco in modo diverso. Stamani mi sono svegliata con la sensazione di non provare più lo stesso dolore per lui. Probabilmente mi sono abituata alla sofferenza che mi ha causato la rottura della nostra relazione. Ho capito che lui non ha me nei suoi piani di vita. E probabilmente sono in una fase di accettazione di questo. Accetto che abbia altre priorità, che non voglia farsi il culo per risolvere i nostri problemi, che probabilmente non è più innamorato di me dapprima che io potessi immaginarlo. E va bene così. A questo proposito, credo di dovermene veramente andare. Di dovergli lasciare solo la mia assenza ed il mio totale silenzio. Sparirò dalla sua vita, non lo cercherò mai più e farò in modo di non leggerlo, né di fargli avere risposte velate come ho fatto fino ad oggi. Spero che tra non molto lui possa sentire la mia mancanza, realizzando così che preferisce lavorare su se stesso avendomi al suo fianco, anziché perdermi completamente. E mi auguro che lui possa cercarmi, dimostrandomi quello che sono per lui. Non ho fiducia che questo accada, in realtà. Sono consapevole che non succederà mai, ma mentirei a me stessa se dicessi che non ho nemmeno un briciolo di speranza che ciò accada. Nel frattempo però non ci sarò più io nella sua vita, nel bene e nel male. In modo che lui possa proseguire il suo cammino senza sentirsi pressato da me e dal mio stato d’animo. Anche questo blog rimarrà fermo qui, poiché so che lui mi legge. Troverò il modo di sfogarmi altrove, dove nessuno potrà trovarmi e dove potrò sentirmi davvero libera -di nuovo- di scrivere ciò che ho per la testa. Le nostre strade sono pronte per dividersi davvero, questa volta. E se a lui questo non dovesse stare bene, sarà lui a dovermelo dimostrare con i fatti e non con le solite parole. Io so che una parte di me continuerà ad aspettarlo, nonostante e malgrado tutto. Non so per quanto, ma vabbè. Intanto questo è, sicuramente, l’ultimo addio che mi sento di volergli dare. Lo libero, così, da tutto ciò che lo tiene inutilmente legato a me. E gli auguro, comunque, di essere felice, anche lontano dal mio cuore.
Ho pensato di scrivere una lista di cose che mi hanno uccisa, delusa, ferita, umiliata. Così, quando tornerò a pensare che in fondo credo ancora lui sia l’amore della mia vita, potrò rileggerla tutta e, forse, solo così mi renderò conto di quanto in realtà, di amore, la nostra relazione non abbia mai avuto niente.
Quando mi ha chiamata Alessandra all’ikea.
Quando mi ha chiamata Alessandra di nuovo, in macchina.
Quando gli urlavo di andare via nei miei momenti di crisi (sbagliando) e lui, alla fine, non opponeva mai Resistenza. E allora forse sperava davvero che io lo mandassi via una volta per tutte.
Quando ho scoperto che commentava ogni cazzata alla sua amica su Instagram e a me, intanto, diceva “non sono molto social”. A cazzi suoi.
Quando pubblicava raramente foto con me. Lo faceva principalmente quando gli dicevo espressamente che ci stavo di merda.
Quando alla sua ex commentava ogni foto con “sei bellissima” “sei bravissima” bla bla, a me invece molto meno.
Quando con lei aveva creato una pagina Instagram per la loro famiglia composta da lui, lei ed il gatto. E invece il “nostro” gatto lo ha cagato solo i primi 3 giorni.
Quando a lei scattava mille foto in ogni angolazione ed a me, invece, non ne scattava quasi mai. Mi ha fatta sentire mille volte inferiore, mille volte più brutta.
Quando mi ha detto che andava a festeggiare il suo compleanno a mezzanotte da solo e non ha cercato di convincermi più di tanto ad andare con lui.
Quando a maggio ha detto ad un’amica di famiglia “le voglio bene”, come risposta a “che cosa provi per Mik?”
Quando la sua amica gli ha chiesto di andare a bere una birra da soli e lui me lo ha riferito subito per farmi capire che dovevano uscire solo loro due. E noi non uscivamo mai di casa con nessuno. Quindi poteva essere un buon momento per socializzare fuori e fare qualcosa di diverso, insieme.
Quando mentre io avevo attacchi di ansia e di panico in bagno a causa sua, lui continuava a ripetere in loop “vuoi che me ne vada?”
Quando gli ho detto che così avrebbe rovinato la nostra storia è lui ha risposto: sono davanti a due cose che sono importanti per me. Non so cosa scegliere. E alla fine ha scelto il lavoro
Quando, dopo avermi vista stare di merda per due mesi a causa sua, ha continuato ad andare dritto per la sua strada senza minimamente porsi il problema di risolvere con me.
Quando è tornato a dicembre ed ha continuato a fare quelle cose che sapeva benissimo ci avrebbero portato alla rottura totale. Della storia e soprattutto dei coglioni.
Quando sua sorella gli mandava frecciatine su di me e lui stava zitto.
Quando sua sorella gli mandava le case in affitto mentre lui era a casa mia. E lui ha pure chiamato una per avere informazioni.
Quando gli ho detto per l’ultima volta “fai la tua roba e vattene” e lui non se lo è fatto ripetere due volte. In meno di un mese ha trovato anche un’altra casa. Dove? Vicino a sua sorella.
Quando in 3 mesi non si è mai preoccupato realmente di mia figlia e non capisco perché lo faccia oggi.
Quando in 3 mesi, con la sorella che fa i biscotti più cari di tutta Italia, non ha mai avuto la decenza di comprare 5€ di biscotti da portare a mia figlia. Ed i genitori della babysitter, che non l’hanno mai conosciuta, a Natale le hanno mandato un mega pacco di dolcetti natalizi perché “è una bambina”.
Quando l’ho supplicato di farci seguire da un terapeuta di coppia e lui faceva finta di niente. Non si è mai sbattuto per cercare qualcosa.
Quando ha mandato all’aria tutti i nostri progetti, senza prima neanche parlarne con me. Ha preferito parlare con altri, ma non con me.
Quando mi ha lasciata due ore chiusa in una stanza, mentre lui stava con sua sorella. Ed ha pure giustificato la sorella.
Quando è andato dai suoi genitori a dirgli della transizione e non ha parlato, ovviamente, di me. Perché in fondo vengo sempre dopo tutto e tutti.
Quando gli ho chiesto di farsi coraggio e andare da sua nonna, ma non ha mai voluto farlo. Però con la sua ex ci è andato. Sapeva che non lo avrei lasciato solo e che a me avrebbe fatto piacere. In fondo sapeva anche che sua nonna lo avrebbe accettato. Ma no. Non si va da nessuna parte. Io non sono della famiglia. È ancora una volta mi sono sentita inferiore ad Alessandra.
Quando, dopo che mi ha lasciato, ha contattato tutti i suoi amici. E mentre stava con me, invece, non parlava con nessuno. E allora dillo che ti vergognavi di me e di mia figlia, che fai più bella figura.
Quando stava con le cuffie, a leggere e fumare canne legali sul terrazzo, lasciandomi in balia di me stessa, con un altro che mi dava le attenzioni che non mi dava lui.
Quando è stato capace di farmi sentire solo un buco.
Quando non è stato capace di tenermi stretta, perché doveva rendere felice sua sorella. E allora non sapeva cosa fare e di sicuro qui non poteva rimanere.
Quando gli ho detto di andare da uno psichiatra perché avrebbe potuto aiutarlo e non mi ha mai ascoltato. Adesso che mi son tolta dai coglioni io ha capito che forse ha bisogno di un aiuto.
Quando, pur sapendo dei miei disturbi alimentari, non ha perso occasione di pesarsi continuamente davanti ai miei occhi. Sapendo che questo poteva farmi stare male.
Quando, il giorno in cui mia madre aveva la visita ai polmoni, doveva essere a casa ed invece ha dato disponibilità a lavoro. Perché, ancora una volta, tutto veniva prima di me e di noi.
Quando ha detto a mia madre che a dicembre sapeva che tornare non era la cosa giusta da fare, ma lo ha fatto solo perché io lo pressavo.
Quando mi ha detto “non so cosa fare con la residenza, se la tolgo da qui non so dove prenderla” ed infatti è rimasto finché non ha trovato di meglio.
Quando due giorni fa, parlando con il padre di mia figlia, gli ha detto che ha preso casa da solo per farsi i cazzi suoi, confermando ancora una volta che non ha intenzione di tornare indietro.
Quando è consapevole di non voler a nessun costo fare qualcosa per sistemare la nostra storia e costruire davvero basi solide su cui lavorare, ma continua comunque a dedicarmi post e canzoni inutili su tumblr. Dove nessuno della sua gente lo legge.
Quando aveva un impegno di lavoro con me ed all’ultimo mi ha detto “qui siamo nella merda”, facendomi capire che lui era più parte di quello che di noi.
Quando ha avuto il coraggio di dire che non si sente mai parte di niente, mentre i miei lo hanno sempre trattato come un figlio.
Quando oggi dà valore a gente che fino a qualche anno fa si è fatta solo i gran cazzi propri, fregandosene di tutti noi.
Quando siamo tornati insieme e non metteva niente sui social perché “non voglio passare per cornuto” ed invece era perché non aveva detto niente alle sorelle.
Ne avrei ancora da aggiungere. Ma per ora penso possano bastarmi per ricordare, nei momenti di nostalgia, quando questa relazione non abbia fatto altro che rendermi la persona depressa che sono oggi.
E poi, piccola vittoria di oggi: non sono mai andata a controllare il suo blog. Non mi interessa sapere se ha scritto qualcosa oppure no.
Arriva un giorno in cui ti alzi e ti sei abituata così tanto al dolore che non sentì più niente. Non provi più nulla. Sorridi un po’ di più e cerchi di riempire gli occhi di forza, ti fai abbracciare dal sole e ascolti la musica senza pensare a quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Poi il destino mi taglia la strada e mentre sono sul furgone per andare a lavorare lo incrocio sul ciglio della strada. Non sento niente. Lo riconosco, ma è come se il mio cuore non lo riconoscesse più. Non mi giro neanche a guardare se ho visto bene. So che era lui, ma non avevo voglia di guardarlo un secondo di più. Ed allora ho la conferma che sì, ci si abitua al dolore. Ci si abitua, fino a non provare più niente.
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Esprimi un desiderio
Stasera non va giù niente. Mi sento 10 metri sotto terra e neanche dipingere mi aiuta. Mi sento senza speranza.
Trova qualcuno che si preoccupi per te anche quando vai in bagno dopo mangiato per fare pipì e 3 minuti chiusa nel cesso sono già troppi per quella persona.
Ti sei preso il meglio di me.
Ma soprattutto il peggio.
Ti ho dato passione, rabbia, affetto, cuore. Soprattutto cuore.
Ti ho donato i miei errori. Le mie paure.
Le mie fragilità.
Sei stato un rifugio nei giorni di pioggia.
Un porto sicuro quando continuavo a smarrirmi.
Mi hai asciugato le lacrime mentre piangevo.
Come va la tua vita dopo di me?
Vorrei dirti che l’ho già superata,
ma non è così.
Sono ancora arrabbiata con te,
perché quando ti guardavo ero sicura
che i tuoi occhi non sapessero mentire.
Ero sicura che non mi avresti deluso.
Scorprire che sei come gli altri
fa male il doppio.
Fa male perché hanno perso magia
anche i ricordi.
Hai reso tutto normale quando noi ci siamo sempre detti di non esserlo.
Ho paura.
Paura di diventare quella donna che mi
sono promessa di non essere mai.
Quella disillusa e realista.
Quella che si dimentica di credere in qualcosa. Ho paura di non riuscire più a lasciarmi
andare fra le braccia di un uomo,
di sentirmi sempre in un posto
che non è il mio, di essere quella senza
la voglia di ricominciare.
Perché alla fine di tutto questo,
quando mi alzerò un giorno e scoprirò
di averti dimenticato, ce l’avrò davvero,
tutta questa voglia di ricominciare?
Quella che mi servirà per abituarmi
a un nuovo profumo, a farmi guardare
senza vestiti, a un modo diverso
di abbracciarmi, di tirarmi i capelli
durante l’amore, di ridere alle mie battute.
Forse diventerò più cinica.
Magari vivrò sempre un po’ con il freno
a mano tirato.
Magari non mi fiderò più di un uomo.
Forse è anche per questo che sono così arrabbiata.
Perché potevi portarti via tutto,
ma un briciolo di fiducia potevi lasciarmelo sopra il cuscino. Sì, la fiducia.
Quella che ogni tanto ti salva la vita.
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📘 "Mi prometto il mare (ricomincio da me)”
Andiamo a casa?