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On this day in 1969, the Apollo 11 mission landed on the Moon. 🌙 And back on Earth, an estimated 600 million people watched this historic moment live on television—roughly one-fifth of the world’s population at that time! The mission had three crew members: Neil Armstrong, Buzz Aldrin, and Michael Collins. Collins piloted the craft that would return them to Earth, while Armstrong and Aldrin became the first two people ever to walk the Moon’s surface.
Photo: NASA Image and Video Library, Public Domain, Wikimedia Commons
Per più di cento anni quella foresta è rimasta separata da chi l'aveva custodita per generazioni. Ora sta tornando ai suoi antichi custodi, ma la frase con cui l'hanno accolta ha colpito più della notizia stessa.
«Non torna una proprietà. Torna un nostro parente.»
Con queste parole i rappresentanti della Fond du Lac Band, appartenente al popolo Ojibwe, hanno descritto la restituzione di circa 1.376 ettari di foresta situati all'interno della loro riserva ancestrale, nel Minnesota.
La decisione è stata presa dallo Stato del Minnesota insieme all'Università del Minnesota e segna un passaggio che molti considerano storico.
Per la comunità Ojibwe quel territorio non rappresenta soltanto un insieme di alberi o un bene da amministrare. È un luogo profondamente legato alla propria storia, alla cultura e al rapporto con la natura, un legame che affonda le radici molto prima della nascita degli attuali confini dello Stato.
Ma questa iniziativa guarda anche al futuro.
La restituzione della foresta non metterà fine alla collaborazione con l'Università del Minnesota. Al contrario, l'accordo prevede che ricercatori e comunità indigena continuino a lavorare insieme, mettendo in comune due forme di conoscenza spesso considerate distanti.
Da una parte la ricerca scientifica, dall'altra il patrimonio di conoscenze ecologiche che il popolo Ojibwe tramanda da migliaia di anni.
L'obiettivo è sviluppare nuovi studi sulla prevenzione degli incendi boschivi, sulla tutela della biodiversità e sulle strategie per affrontare gli effetti della crisi climatica.
Secondo molti esperti, il significato di questa iniziativa va oltre la restituzione di un territorio.
Rappresenta il tentativo di costruire un modello in cui scienza moderna e saperi ancestrali non si contrappongono, ma collaborano per proteggere gli ecosistemi e, allo stesso tempo, riconoscere una parte della storia dei popoli originari.
Perché, a volte, restituire una foresta significa restituire anche il legame profondo che una comunità ha sempre avuto con quella terra.
Luca Mirante
« Io sono convinto che i nostri figli seguano il nostro esempio più che le nostre parole. Quindi credo di avere meno tempo, adesso che so che non morirò di vecchiaia. Spero di vivere il più a lungo possibile però mi sento molto più fragile di prima e quindi ogni mio comportamento mi porta a fare questo ragionamento: è la cosa giusta che sto mostrando alle mie figlie? Ed in questo senso cerco di essere un esempio positivo.
Cerco di insegnare alle mie figlie che la felicità dipende dalla prospettiva attraverso la quale tu guardi la vita. Cerco di spiegare loro che non ti devi dare delle arie. Che devi ascoltare di più e parlare di meno. Che devi cercare di migliorarti ogni giorno. Devi ridere spesso. Che devi aiutare gli altri. Quindi… secondo me questo è po’ il segreto della felicità. E soprattutto cerco di fare in modo che loro abbiano l’opportunità di trovare la loro vocazione.
Da parte mia cerco di non perdere tempo, di dire ai miei genitori che gli voglio bene. E mi sono reso conto che non vale più la pena di perdere tempo e fare delle stronzate. Fai le cose che ti piacciono e di cui sei appassionato e il resto no. Non c’è tempo.
La malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, ti può spingere anche più in là rispetto al modo anche superficiale in cui viviamo la nostra vita fino ad un certo punto.
La considero anche un’opportunità. Non ti dico che arrivo fino ad essere grato nei confronti del cancro, però non la considero una battaglia. La considero una fase della mia vita, un compagno di viaggio, che spero prima o poi si stanchi e mi dica ‘Ok, ti ho temprato. Ti ho permesso di fare un percorso, adesso sei pronto, ti lascio tranquillo'».
Gianluca Vialli (Cremona, 9 luglio 1964 – Londra, 5 gennaio 2023)
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