"Help me find my way"
- Save me, Avenged Sevenfold

Andulka
No title available

No title available
Alisa U Zemlji Chuda

祝日 / Permanent Vacation

No title available
occasionally subtle
hello vonnie
Peter Solarz
$LAYYYTER

Janaina Medeiros
Cosmic Funnies

shark vs the universe
YOU ARE THE REASON

JBB: An Artblog!
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
Lint Roller? I Barely Know Her

No title available
taylor price

titsay

seen from United States
seen from United States
seen from Maldives

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Netherlands
seen from T1

seen from United States
seen from Finland

seen from United States

seen from Türkiye
seen from United States
seen from Denmark
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Canada
seen from United States
@effi05
"Help me find my way"
- Save me, Avenged Sevenfold
we all know thats a load of shit gandalf
YOU THREW A FUCKING DWARF RAVE AT HIS HOUSE WITHOUT HIS PERMISSION.
Ceeeeerto Gandalf, come no
La gente perde la testa quando sta per perdere chi ama.
- Effi05
È come se un meteorite si stesse schiantando sulla terra, la sua casa. E lei rimaneva a guardare questo scenario lasciandosene coinvolgere: miliardi di frammenti che attraversando l'atmosfera si incendiano e aumentano di velocità fino a schiantarsi. Tutta la polvere che si alzava dagli impatti la lascia senza possibilità di vedere altro che le conseguenze dell'avvicinamento di quel meteorite. E lei non ne è spaventata, ma affascinata.
Non ti rendi conto di quanto siano complicate le emozioni umane se non quando non le capisci e te ne senti devastato.
-Effi05
Silente: Non è un segno visibile. Ti resta dentro, nella pelle.
Potter: Che cos'è?
Silente: L'amore, Harry. L'amore.
Where am I?
La chiarezza è un termine che non mi appartiene. La pretendo dagli altri, ma non riesco mai a trovarla completamente in me stessa. Perché è così complicato sondare l'animo umano? Perfino quello di noi stessi... Convivo da 17 anni con una persona che conosco poco in realtà: non capisco cosa voglia davvero perché i ricordi la fanno tornare sempre indietro e i sogni della notte la sbandano. "Conosci te stesso"....'na parola! -Effi05
Se mi fai ridere sei già un passo avanti rispetto agli altri.
Nella testa falchi. (via nellatestafalchi)
Labbra straziate dal dolore, denti che cercano oltre la mia bocca, dita scorticate che cercano le tue mani. Il mio corpo non si rassegna, ma io non mi rassegno al mio corpo. 23-03-12/18-07-14 -Effi05
"Le labbra sanguinano...
...e non si rassegnano; i denti mordono e cercano oltre. Si illudono di poter trovare ancora la tua bocca." -Effi05
Questa è una testimonianza che un anonimo ha rilasciato alla pagina “Facebook” “L’imbarazzante disagio degli utenti di Tumblr Italia”. Spero che vi possa aiutare in qualche modo e che possa farvi capire le cose che valgono, le cose e le persone che restano, che i problemi non si risolvono postando delle gif di autolesionismo o spiattellando continuamente il vostro problema qui, ma parlandone, cercando aiuto nelle persone care, in qualche esperto in materia, nel conforto di un genitore. Cari ragazzi di Tumblr, essere diversi è una trappola. Non so cosa vi abbiano raccontato; non è figo, non è divertente, anzi fa schifo. Inizia tutto per gioco, e poi finisce male. Forse sono sempre stato diverso, e questo (se non con pochissime persone) non mi ha permesso di integrarmi. Ricordo la maestra chiedere se io mi meritassi di avere restituite le figurine che mi aveva ritirato e i miei compagni rispondere in coro di no. È una cazzata ma rispecchia la mia intera vita. Se vuoi essere un diverso allora non sai com’è. Non sai com’è sentirti ovunque fuori posto e sentire di essere sbagliato fino al midollo. E per quanto tu possa tamponare, dubito che ti amerai mai davvero (Anche adesso che ho superato i miei problemi non sono spariti, vi è sempre un’ombra da tenere a bada come una marea da arginare). Avevo quasi quattordici anni e la voglia di giustificare quel disagio e quella strana tristezza che mi accompagnava forse da sempre. I miei genitori non sono stati presenti, separati da sempre e entrambi per molti anni in strutture per tossicodipendenti fin dalla mia prima infanzia, poi lontani da me (mio padre solo emotivamente e nel ruolo che avrebbe dovuto rivestire, mia madre solo fisicamente), incapaci di badarmi. Sono stato affidato a una figura da quando ero un bimbetto. Lei con il massimo dei suoi sforzi per crescermi bene mi ha reso fragile e per i suoi problemi personali è stata spesso molto aggressiva e pesante, aiutando gradualmente la mia chiusura totale e la mia paura delle persone. Ha zittito la fiducia in me stesso e schiacciato la mia passione più grande e ogni cosa in cui trovassi sfogo, mi ha proibito di frequentare la maggioranza dei bambini e si arrabbiava mostruosamente (la ricordo urlare parolacce e terrorizzarmi quando avevo pochi anni) se non seguivo ogni sua folle direttiva (dalle cose più serie al semplice scegliere un paio di calzini, se chiedevo di vedere un amico, se non volevo fare quello che diceva). Con l’adolescenza (parlo appunto dei miei quattordici anni) è arrivato il rendermi conto di tutto (del fatto che effettivamente qualche mancanza l’avevo avuta). È stato uno shock. Non è stato bello, ero in una trappola che io stesso ero andato a cercare. A quindici anni ero crollato. Depresso, ecco come mi descriverei in quel periodo. Avevo già avuto esperienze che si avvicinavano all’autolesionismo (per un periodo a dodici e tredici anni) ma presi a farlo sul serio e con frequenza. Mi trovavo faccia a faccia con i miei amici e guardandoli ho pensato tante volte “Ora glielo dico”. Mai fatto. Non ho mai parlato con nessuno. Mai fatto se non dopo aver superato almeno in parte, quando avevo smesso da mesi. Mai fatto perché non ti senti figo o grande o vissuto quando sei depresso e autolesionista, ti vuoi nascondere, vuoi essere invisibile (Il mio autolesionismo poi non è mai stato paragonabile a quello di altri per fortuna, mi sono procurato tagli, è vero, ma non da finire in ospedale, anzi nessuno se n’è mai accorto). Ti senti solo, distrutto e apatico. Puoi stare per ore fermo tentando di trovare la forza per fare qualcosa ma la sola idea di farlo ti ricorda che la tua vita non ha senso. Nulla ha senso, ti senti perso e non hai più neanche la forza di soffrire. Ti fai schifo, il mondo ti fa schifo, le persone ti fanno schifo. Eviti di alzare lo sguardo per paura di incontrare la tua immagine nello specchio, l’idea del tuo corpo è impossibile da allontanare sebbene tu ci provi in tutti i modi. Diventa un problema fare la doccia, cambiarsi i vestiti perché l’idea di vedere anche solo qualche parte del tuo corpo potrebbe farti strapiombare ancora più a fondo. Non hai la forza di rispondere al telefono o alle domande di qualcuno e vorresti solo rimanere chiuso nella tua stanza fino a morire, perfino piangere diventa troppo impegnativo e tutto rimane dentro di te fino a farti scoppiare. Sentire di non essere abbastanza, di non essere nulla, di fare schifo interiormente e esteriormente non è essere “speciali” ma essere infelici. Anche la passione che mi aveva sempre tirato su, la musica, aveva perso senso. Mi sentivo rifiutato da tutto e da tutti ed ero il primo ad avere “rifiuto di me”. Ho sentito alcuni di voi dire di volere vivere una vita “Alla Skins”, non ho mai visto questo telefilm ma mi sono fatto un’idea di cosa intendete: beh non è bello dipendere da sostanze, non è bello finire nei casini e dovere fronteggiare i giudizi. Sono finito in ospedale una volta per motivi del genere. Non è bello sentirsi trasportare e tu sei in balia di chi c’è: ci sono momenti di black out, li senti spostarti, parlare e non sei troppo in grado di capire, vedi dei volti che ti sembra di conoscere ma non sai se si tratti davvero di tua zia; devono tenerti sott’occhio perché non ti strappi la flebo e urli parole che da sobrio non rivolgeresti mai a persone estranee che ti stanno curando e aiutando. Non sono arrivato a livelli gravi con le sostanze, non una vera dipendenza ma ho avuto i miei eccessi, “cose che tutto sommato tanti ragazzi fanno”, ma il problema è il motivo per cui l’ho fatto. Se vi piace o vi fa sentire fighi l’idea di soffrire spero sappiate che non è come sembra. Se sentite il bisogno di protezione, vivete questi sentimenti e sfogateli. Correte da vostro padre e abbracciatelo forte e ditegli i vostri problemi, godete delle sue carezze perché io ho sempre sognato dei momenti così e non li ho mai avuti. Se invece siete sereni, non cercate il dolore o come credete voi “di essere speciali”. Essere speciali non è questo, vi auguro di essere speciali a scuola, per una persona, se volete essere speciali, siatelo nella vostra passione più grande ma non così. Non cercate l’attenzione di psicologi perché loro non danno attenzioni e affetto, loro aiutano solo a capire e le mie esperienze con loro da bambino non mi hanno mai restituito l’affetto, le attenzioni e non hanno mai sfamato il mio bisogno di sentirmi protetto. Gli psicologi non sono come nei film, le vite disastrate non sono come nei film, i ragazzi che hanno genitori assenti non vengono quasi mai salvati, non trovano dei nuovi genitori e nessuno gli sta vicino. Per cui apprezzate quelli che avete così come cerco di fare io. E più importante apprezzate voi stessi. Siete la prima persona che dovete amare e di cui dovete prendervi cura. Ecco io non sono neanche tra i casi peggiori, anzi, non ho mai sviluppato un vero e proprio disturbo alimentare sebbene quanto mi odiassi, non sono diventato schifosamente dipendente da sostanze, non ho tentato il suicidio sebbene lo abbia desiderato, e sarò presuntuoso ma ora sto meglio grazie a me stesso. Nessuno vi aiuterà se sarete depressi, e se ci proveranno non servirà, perché la persona che deve salvarvi siete voi. Sarete soli, non ci sarà nessun ragazzo/a di “Tumblr” a baciarvi i tagli. Ci sarete voi e la vostra depressione, e potrete sperare in voi stessi e null’altro. Per voi che volete a tutti costi avere disturbi o dolore io mi chiedo solo “What’s so good about picking up the pieces?
Anonimo, purtroppo. (via gioelericcobene)
- Il mio nome è nessuno, Valerio Massimo Manfredi
"E sono anche egoista..."
"Um...sì? Perché?" "Perché mi sento bene solo tra le tue braccia e vorrei che non esistesse nient'altro o nessun'altro di cui preoccuparsi..." "Eh sì, è da egoisti...ma sai una cosa? Chi se ne frega!"
-effi05 ( http://effi05.tumblr.com/ )
Sei fuoco che consuma e riaccende.
Giuseppe Ungaretti (via genesisofsupernova)