Sono mesi che qualcosa si è rotto

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@emptycake
Sono mesi che qualcosa si è rotto
Non credo nei segnali, ma ora ne avevo bisogno
03.10.2021
Mi chiedo semplicemente che senso abbia..
Se dopo 11 anni di terapia sono ancora qua a chiedermelo, se vedo tutti andare avanti e vedere la luce in fondo al tunnel e io mi ritrovo a cercare di capire, seduta sotto la pioggia, se voglio vivere o morire. Mi sento sbagliata, fuori luogo, incapace in tutto, che non riesco a concludere nulla. Mi sembra che nulla di quello che faccio esca bene, non riesco a stare con le persone anche se ne sento il bisogno. Mi sembra di non riuscire a portare avanti le cose. Mi sento una mano che mi stringe il cuore e non vuole lasciarlo. Mi devo tenere un cuscino sul petto perché se no mi sembra che si sgretoli e tutto esca, un po' come il tortino al cioccolato di ieri che era troppo caldo e provando a mangiarlo si è sciolto ed è diventato uno schifo mangiarlo. Ho paura che se mi sciolgo i pezzi andati in giro non riescano più a ricomporsi, che non ci sia più un contenitore per tenerli insieme perché si è sciolto anche lui. Mi sento in bilico, sull'orlo per rompermi.
I'm not frigile like a flower, I'm frigile like a bomb.
Sto facendo un casino assurdo con la mia vita, mi sembra di non avere più il controllo di niente, che tutto mi stia scivolando di mano e che faccia andare le cose come non devono andare. Sto rovinando tutto, forse lo sto facendo apposta senza neanche rendermene conto. Mi sto facendo terra bruciata attorno probabilmente perché sono stanca di andare avanti e non voglio avere appigli così che possa finalmente finire per sempre.
Mi sento sola, incapace di fare qualsiasi cosa, soprattutto prendermi cura di me. Mi sembra di aver speso tutta la mia energia per gli altri e che non sia tornata indietro, solo che ora non ne ho più né per me né per nessuno. Mi sento affondare e non capisco se è quello che voglio o quello contro cui devo lottare. Stare male è una sensazione così familiare che non mi spaventa provarla, mi sembra solo di essere sempre qui. Vado avanti, giro intorno, ma sempre qui torno.
Forse non sono destinata ad essere felice. Ogni tanto penso che la felicità non sia per tutti e io sono tra quelli che non la merito. Non so cosa devo aver fatto per meritarmelo, non credevo di essere stata così cattiva, ma a quanto pare si.
Vorrei solo che succedesse qualcosa che mi aiutasse a fermarmi perché da sola non ce la faccio, non riesco neanche a chiedere aiuto.
Se a nessuno importa di te, perché a te deve importare qualcosa degli altri?
07.03.2021
1.48
Ti lascio andare, non ho più forza per entrambi e tu hai deciso di smettere di nuotare
Talvolta la bestemmia è lo straziante grido di un figlio che invoca l'odio del padre affinché gli dia attenzioni, laddove la preghiera ha prodotto solo indifferenza.
Forse sarà meglio che dormo... Se dormo non provo dolore
Tutti hanno altre priorità
Questo senso di solitudine mi attanaglia. Sento come se mi mangissse dentro, lentamente, e piccole parti di me stessero andando perdute. È un insetto piccolo, ma che divora un vaso dall'interno e distrugge la stabilità di tutti i pezzi che si frantumano sempre di più e lentamente cadono. Lo sento nel petto e fa male, è una sensazione fisica. Vorrei che qualcuno venisse e contenesse tutto questo. Ho bisogno di qualcuno che tenga insieme tutti i pezzi prima che qualcuno andasse perduto per sempre. So che è una cosa a cui dovrei badare da sola, ma è difficile in certi momenti e adesso è uno di quelli. A volte spero davvero nel miracolo, spero che io possa guarire in un nano secondo o che qualcuno possa venire a salvarmi, ma purtroppo non è così che funziona. Passerà, ne uscirò lo so, ma ogni tanto, ora, vorrei solo che qualcuno facesse fatica al posto mio perché sono stanca.
Self harm: prima di iniziare, pensaci.
Per autolesionismo si intende “farsi del male da soli”. Ma quale persona sana di mente si farebbe, volontariamente, del male? Eppure perchè esistono persone che lo fanno?
Deve esserci qualcosa di più forte, di più doloroso, perchè altrimenti nessuno lo farebbe fare. Alcuni lo chiamano masochismo, ma un autolesionista, spesso e volentieri ha paura del dolore fisico, soprattutto poi di quello che non dipende da lui, perchè quando si taglia o si brucia, il male lo sente e tanto anche.
Come se poi il tutto si limitasse al momento del “rituale”. Vogliamo parlare della pelle che si attacca ai vestiti o ai fazzoletti che si usano per tamponare il sangue, al posto dei cerotti? O quando fai la doccia… oppure quando si formano le cicatrici: chi lo sopporta il prurito che ti fa sentire come se avessi le pulci? E se un giorno hai la malsana idea di farlo in una parte visibile del corpo perchè “tanto ci penso dopo a come coprirlo” e finchè fa freddo ce la fai anche, ma quando inizia il caldo… lì ti voglio! La felpa ad agosto è più sgamabile che il taglio scoperto. E poi, sinceramente: chi ce la fa ad uscire di casa con quella, quando sudi pure stando in costume?! I bracciali sono una buona idea, fino al giorno in cui ti viene lo schizzo e ti tagliuzzi qua e là tutto l'avambraccio. Come lo copri, poi, un braccio intero? Si può usare il trucco, è vero, ma pensa la mattina, quando ti alzi, se va bene, alle 7 per andare a scuola. Dovresti svegliarti almeno 10 minuti prima per coprire bene tutto, sempre se la ferita è piccola. Davvero butteresti (perchè di questo si tratta) minuti preziosi di sonno e non per un giorno, ma tutti i giorni della settimana per non so quanto tempo?
Potresti benissimo scegliere le gambe o altri posti coperti, MA, si, c’è di nuovo un ma: in estate scordati i pantaloncini e il mare, perché o stai esattamente nei bordi del costume oppure avrai dei bellissimi e anti-estetici segni rossi che ti escono a caso, da sotto i vestiti. Si, potresti fregartene e andare in giro lo stesso così, però sappi che la gente ti guarderà con facce stupite e schifate. Non è divertente voler stare coperti e patire il caldo, oppure chiusi in casa, perché non si vuole essere guardati.
Inevitabilmente lascerai delle attività che ti piacevano molto, oppure le inizierai ad odiare perché ti “espongono” troppo.
Poi inizierai ad essere giù di morale ed irritabile, perché la situazione che vivi è frustrante e più stai male e più ti tagli e più ti tagli più stai male e da questo circolo vizioso non ne esci più.
L’autolesionismo non sono le foto fighe che vedi su tumblr con la scritta “il mio gatto si chiama lametta”. E no, non è neanche il ragazzo o la ragazza che ti bacia i segni ed è pronto a salvarti.
Autolesionismo è essere i pazzi di turno, sono gli sguardi della gente che non ti mollano un secondo, sono le bugie e i pianti dei tuoi genitori che non sanno cosa fare con te. E’ essere soli, ma allo stesso tempo non esserlo mai, perché le persone hanno paura tu lo possa fare ancora. E’ l’aria che manca, sono i pianti e il cervello in fissa su come poter giustificare i segni e su come coprirli e mi dispiace deluderti, ma a nulla di questo troverai una risposta, perchè è troppo evidente e nessun gatto ti graffia in modo parallelo e ripetitivo. Autolesionismo è non avere più la fiducia di chi ami e se per sbaglio ti tagli affettando il pane, è anche non essere creduti quando per una volta non sei stato tu.
Il migliore consiglio che posso dare a chi vuole uscirne è non iniziare, ma se ci sei già dentro come fai? Chiedi aiuto, cerca di capire le ragioni per cui sei arrivato a tanto. Passa tutto il tempo che riesci con i tuoi amici, così che ti possano aiutare a distrarti dal bisogno di farlo. E poi ancora, chiedi aiuto e non vergognarti mai di aver bisogno di qualcuno, perché forte non è chi non è mai caduto, ma chi cadendo, ha trovato il coraggio di chiedere una mano che lo aiutasse a rialzarsi.
Quando ti bruci o tagli per sbaglio e ti ricordi quanto ti piace farti male✔