Meglio un SMS, un'email...o spingersi più in là?
Tutti amano statistiche e percentuali. Allora diamone subito una: nella Generazione Y, meglio nota come Millennials, il mobile ha un 85% di tasso di penetrazione. Insomma, questa è l'era in cui tutta la nostra vita ruota attorno al telefono!
SMS, email e notifiche push "atterrano" tutte sul telefono, tuttavia sono metodi che hanno specificità diverse e tali vengono percepiti dai consumatori. Ecco perché le aziende farebbero benissimo a tenere presente i contesti con cui utilizziamo ognuno di questi canali di comunicazione.
Quali sono benefici e criticità di ognuno?
Dato: il 90% degli SMS è letto nei primi tre minuti dopo che è stato consegnato.
Vista questa specificità, l'SMS dovrebbe essere dedicato solo alle informazioni critiche. Esempio: quando sta per arrivare una consegna un SMS è fondamentale per rassicurare l’utente.
La combinazione di engagement rate alto (sia in termini di open sia di read) rende l'SMS ideale per inviare e chiedere informazioni legate a qualcosa di specifico, come notifiche e autenticazioni doppie.
L’SMS implica brevità perché può contenere fino a 160 caratteri senza essere “diviso”, il che limita di molto le informazioni che si possono comunicare all’utente.
Nell'epoca delle interruzioni perenni e di Whatsapp, beh, secondo noi è più un vantaggio che un limite.
In linea generale, l’email è perfetta per comunicazioni per cui l’utente ha necessità di tornare indietro nel tempo. Questo include iscrizioni, conferme, ordini e ricevute. Qualsiasi cambiamento relativo allo status di qualche iscrizione deve essere comunicato via email.
Di certo non è il caso di mandare una mail per la conferma che sta arrivando la cena e se state pensando di offrire promozioni con scadenza ravvicinata.
Nel dubbio: l’email va bene in tutti i casi, tranne quelli in cui il contenuto riguardi qualcosa di urgente.
Perché? Zipstripe ha scoperto che il tempo medio per vedere un email è 6,4 ore.
Possono essere consegnate senza interrompere l’attività di quel dato momento, ma visto che sono revocabili in ogni momento dovrebbero essere usate con prudenza.
Contenuti e contesti migliori in cui affidarsi alle notifiche push sono: messaggi da altri utenti, reminder per task specifici, nuovi contenuti in-app e offerte speciali.
Come gli SMS, le notifiche push non devono essere usate per qualcosa che deve essere consultato più avanti.
Le notifiche push devono essere brevi e possono essere informali: questo perché permettono di essere più diretti e personali con il consumatore.
Sono utilizzabili per call to action forti ed immediate per rinforzare l’engagement.
L'importante è evitare l'onnipresente rischio di passare per SPAM, cioè capire quando stiamo dando l'informazione giusta al momento giusto. Facile, vero? ;)