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roma★
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

❣ Chile in a Photography ❣
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ

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"I'm Dorothy Gale from Kansas"
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@eravamounafavola
“E possedeva quel dono straordinario, quel dono tutto femminile, di crearsi un mondo suo particolare ovunque si trovasse.”
— Virginia Woolf, Mrs Dalloway
“Forse noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi pensassimo. E così abbiamo finito per prendere la strada più lunga e più contorta. Forse io non avrei dovuto fare quello che ho fatto. Ma non ho potuto farne a meno. E volevo dirti che la sensazione di intimità e tenerezza che ho provato per te, è stata un’emozione che non avevo mai sentito prima nella mia vita.”
— Murakami Haruki, Norwegian Wood
E ne ho altri, di ricordi soffocati, che adesso si svolgono in deformi mostri di dolore.
Vladimir Nabokov, Lolita. (via thereasonformeisyou)
Finora tu hai perso molte cose. Molte cose preziose. Il problema non è sapere di chi è la colpa. Il problema è che tu attaccavi sempre qualcosa di te a tutte le cose che perdevi. Non avresti dovuto. Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te, invece di lasciarla andare via con il resto. Così ti sei consumato a poco a poco. Perché? Perché l’hai fatto?
Murakami Haruki, Dance Dance Dance (via doppisensi)
“Vuoi salire a bere qualcosa?” Ha interrotto i miei pensieri. Il suo tono esprimeva solo educazione. Si, ho pensato. Voglio salire. Certo che voglio salire. E già per le scale afferrarti i fianchi. Forte. E darti un piccolo bacio leggero sulla nuca. Proprio dove finisce la spina dorsale. E più tardi, dentro casa, affondare il naso nei tuoi capelli e annusarti, annusarti finché il tuo odore diventa sapore, e poi, sempre stando dietro di te, aprire i bottoni della tua camicetta candida. I primi due lentamente, poi gli altri strappandoli. Perché non se ne può più. Perché non ce la faccio più non ce la faccio più non ce la faccio più… “No grazie,” ho risposto. Meglio che vada a casa.
Eshkol Nevo - La simmetria dei desideri
(via perpassareiltempo)
Vittorio Gassman, “La terrazza” (Ettore Scola, 1980).
Ho una voglia matta
di ritornare da te,
di stare con te,
di rivederti anche per
un secondo,
un tempo minimo
e limitato.
Di guardarti negli occhi
e saperti vicino.
Ho il desiderio
di abbracciarti ancora una volta,
in un abbraccio che mi perfori
la pelle e si “incolli” su di me.
Ho voglia di parlarti di nulla
o forse di tutto
e sentirti parlare,
sentirti interessato
per un solo istante alla mia persona,
alla mia vita.
Ti rivoglio nella mia vita,
ti rivoglio in ogni giorno
e in ogni ora che passa.
Rivoglio il tuo sorriso
che sconvolge le mie giornate
e voglio essere importante
per te,
anche se per poco.
Ho voglia di piangere,
di sfogarmi,
di liberarmi di tutte le emozioni che vivono dentro di me,
di tutta la malinconica che mi porto dietro
da quando non ci sentiamo,
da quando non fai parte della mia vita.
È stata colpa mia,
forse la mia troppa gelosia
o forse la tua continua assenza.
La tua assenza che sentivo fin dentro le ossa,
la tua assenza,
che tuttora,
mi nega di aprire il mio volto in dei sorrisi sinceri.
Invece sorrido appena,
distrattamente,
come se non fosse essenziale.
Dove sei?
Ho voglia di vederti,
di piangere sulla tua spalla,
di sentirmi completata per un solo istante
e poi,
di sparire dalla tua vita
come tu hai fatto con la mia.
L'amore ti fa venire voglia di essere una persona migliore. Ma forse l'amore, il vero amore, ti dà anche la possibilità di essere esattamente la persona che sei.
Gone Girl (via doppisensi)
Dichiarata sana e rispedita nel mondo. Diagnosi finale: borderline recuperata. Che cosa voglia dire ancora non l'ho capito. Sono mai stata matta? Forse sì. O forse è matta la vita. La follia non è essere a pezzi o custodire un oscuro segreto. La follia siete voi o io, amplificati: se avete mai detto una bugia e vi è piaciuto, se avete mai desiderato di poter restare bambini in eterno… Non erano perfette ma erano amiche mie. Negli anni ‘70 quasi tutte erano uscite e vivevano la loro vita. Alcune le ho riviste, altre no, mai più. Ma non c'è un giorno in cui il mio cuore non le ritrovi.
Ragazze interrotte (via doppisensi)
Marcello Mastroianni e Jeanne Moreau, “La notte” (Michelangelo Antonioni, 1961).
Talvolta ricordava di aver udito raccontare che in guerra i soldati, quando in trincea sono bersagliati dal fuoco nemico, non avendo niente da fare, cercano accanitamente un’occupazione qualsiasi per sopportare più facilmente l’immagine del pericolo. E a Pierre tutte le persone apparivano come dei soldati, che però cercavano scampo dalla vita: chi nell’ambizione, chi nel gioco, chi scrivendo leggi, chi nelle donne, chi nei giocattoli, chi nei cavalli, chi nella politica, chi nella caccia, chi nel vino, chi negli affari di Stato. “Non c’è nulla di insignificante, né d’importante, tutto è uguale; solo trovar scampo alla vita come meglio si può”, pensava Pierre. “Solo non vederla, lei, questa terribile vita!”
Lev Tolstoj, Guerra e Pace (via doppisensi)
E lei capì
chiaramente
che se lui era il fuoco
lei doveva essere
il legno.
Fabrizio De Andrè