Certi giorni fa più male che in altri
Certi giorni manchi più che in altri
Certi giorni, penso che i miei sentimenti, siano solo onde
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@esisteunsenso
Certi giorni fa più male che in altri
Certi giorni manchi più che in altri
Certi giorni, penso che i miei sentimenti, siano solo onde
Il fatto è che non importava quanto lontano tu andassi, e nemmeno per quanto tempo; alla fine tu tornavi sempre da me. Non siamo mai riusciti a stare lontano l’uno dall’altro. Uno dei due cedeva sempre. Ora però tu non torni ed io sto vedendo tutto sgretolarsi, e non so cosa fare per fermare questa imminente distruzione.
Come fai? Come riesci a perdere una decisione così drastica e così lontana da quello che provi e continuare a portarla avanti?
Mi manchi, mi manca poter parlare con te, mi manca la tua visione del mondo e il tuo umorismo che non ho mai compreso.
Il lato positivo di quando esci con altri per dimenticare qualcuno, è che essendo già innamorato non possono ferirti.
Anche se poi, pensandoci, stai già sanguinando.
Ci sono volte in cui sono assente; in cui non sono allineata con quello che faccio o che dovrei fare nella realtà.
Per questa partenza, ad esempio, sono totalmente distaccata. Partirò domani all’alba, e solo oggi pomeriggio ho fatto la valigia, con la quasi totale certezza di aver dimenticato cose. E non è una disorganizzazione, non è un fare le cose all’ultimo, è proprio un non metabolizzare la partenza; mi sono proprio resa conto solo questa mattina che fosse imminente, ed anche adesso, mi sono dovuta costringere ad impostare la sveglia prima di dimenticarmene.
Non riesco a capire perché a volte la mia mente decida di allontanarsi dalla realtà, di metterla in secondo piano, come se avesse bisogno di una pausa. O meglio, i mei periodi di distacco di solito hanno un fattore scatenante, più o meno individuabile, poi però ci sono volte come questa in cui la mia necessità di oblio non esiste; o meglio, esiste solo nelle para del mio “Io”.
Smetterà mai di sabotarmi?! Credo di avere la necessità di una lunga conversazione sui suoi metodi di protezione; perché il suo modo di “tutelarmi”, è l’unica cosa che mi ostacola.
Forse semplicemente mi piace sentire il dolore
L’andare avanti è una cosa strana, un giorno dal nulla ti rendi conto che c’è qualcosa di diverso, che ti senti distaccato, ma non sai nemmeno da cosa. E allora inizi a pensare, inizi a fare un resoconto di tutte le categorie della tua vita per cercare di capire quale fronte ti ha catapultato in un punto nuovo; non solo senza la tua approvazione, ma anche senza la tua consapevolezza.
È una sensazione strana perché ti accorgi che manca qualcosa, qualcosa che prima c’era, che un po’ ti rendeva felice, ed un po’ ti opprimeva, e poi, improvvisamente, non c’è più; e la cosa bizzarra è che ne avverti la mancanza, ma effettivamente, non ti manca. Sei solo consapevole che non c’è più un qualcosa, e all’inizio non sai nemmeno come la cosa ti faccia sentire; perché non lo sai, non sai se l’assenza “dell’oppressione” e dei problemi, sia meglio dell’assenza delle emozioni positive che ti procurava.
Ed io sono in questa fase, sento il distacco, non ne sento più la necessità; ma non lo so se ne sono felice, non lo so se è positivo.
Sono ormai due giorni che cerco una scusa per saltare il pranzo a cui sono stata invitata; e mi sento di merda.
È che il solo pensiero di essere circondata dalla felicità mi fa venire la nausea.
Che poi lo so che alla fine mi costringerò ad andare, fingendo di non star crollando come un castello di carte.
Per un nuovo aggiornamento del cazzo non posso più accedere alla nostra chat e quindi non posso più rileggere le nostre conversazioni.
Con questo ho appena perso l’ultima cosa che mi era rimasta di te.
Sembra che il fato voglia cancellare ogni traccia di te dalla mia vita; a breve inizierò a chiedermi se sia mai accaduto, se tu sia mai esistito. Magari è stato tutto un sogno estremamente vivido.
Lo so come riesci a far finta di nulla. Stai concentrando ogni tua energia nel lavoro, ti stai riempiendo di impegni e scadenze così da non aver nemmeno il tempo di poter pensare, e ti ritroverai magari tra un mese, quando avrai un secondo di tempo vuoto, a ripensare a me, a ripensare a noi. E funziona, funziona maledettamente bene; questa settimana ho provato a fare lo stesso, ad uscire di casa alle 5, tornare alle 16 e studiare fino alle 21 e non ho pensato nemmeno una volta a te. Ma questo non è dimenticare, non è andare avanti, è cercare di ignorare il dolore, il volere e i sentimenti sperando che quando li faremo riemergere sarà passato così tanto tempo che ogni mossa sarebbe inutile e portandoci così ad accettare la cosa. In sostanza, è l’ennesima vigliaccata, l’ennesima fuga per paura. Vorrei poter fare qualcosa, vorrei che dipendesse da me; invece posso solo provare a non fermare la mia vita per te e nello stesso tempo sperare che prima o poi tornerai.
“Jesse: Pensavo a quella cosa che hai detto riguardo l'universo. Va dove ti porta l'Universo? Ben detto. È un'ottima filosofia di vita. Jane: Era solo una metafora, è una filosofia terribile. Sono andata dove mi ha portata l'universo tutta la vita. Certe scelte è meglio farle da soli.”
— El Camino (2019)
Tra tutti i cocktail che il barman poteva portarmi, vedi se non mi capitava quello con il tuo frutto preferito.
Per colpa tua sto iniziando ad apprezzare l’aspro; ed io aborro le cose aspre.
Parlare con te migliorava ogni cosa.
Ed ora che non ci sei sento il peso del mondo che crolla.
Vedo i numeri sulla bilancia scendere, le taglie diminuire, ma poi mi guardo allo specchio e mi vedo sempre uguale; mi sembra sempre di essere troppo grassa. E allora penso, quale sarà il peso giusto, quando la mia mente switcherà da troppo grassa a corpo accettabile; ma soprattutto accadrà mai, o la mia mente continuerà ad avere un’immagine corporea distorta.
Oggi mi manchi più del solito. Vorrei averti qui e lasciarmi andare tra le tue braccia, farmi tranquillizzare e per un momento non pensare a tutto il nero che mi avvolge. Oggi la tua assenza fa male, forse perché fa così male tutto che non avere te mi fa comprendere il vero senso di quella fottuta goccia che fa traboccare il vaso. Sono messa così male che sento proprio la necessità fisica di abbracciarti, di percepire il contatto con la tua pelle; e sapere che non accadrà mi sta disintegrando.
Se due tessere del puzzle non combaciano, non provi a farle combaciare con la forza, ne cerchi un’altra; eppure.