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Esplorando la città ha compiuto 2 anni oggi!
La Cattedrale di Bisceglie ❤️
Noi di Esplorandolacittà vi portiamo alla scoperta della Cattedrale di Bisceglie! Situata nel cuore del centro storico di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani (ma storicamente legata alla provincia di Bari fino al 2004), la Cattedrale di San Pietro Apostolo è un vero gioiello del romanico pugliese. Noi di Esplorandolacittà siamo rimasti incantati da questo monumento che domina Piazza Duomo con la sua imponenza e il suo fascino medievale.
La costruzione della Cattedrale iniziò nel 1073, sotto i Normanni, per volere del conte Pietro di Trani, e fu completata solo nel 1295, quando venne consacrata. Pensate: più di due secoli per darle vita! La sua facciata in pietra chiara è un mix affascinante: il portale romanico, con le sue bifore e monofore, racconta l'originaria semplicità medievale, mentre il grande finestrone barocco in alto è un'aggiunta del XVIII secolo, dopo un terremoto che impose interventi di restauro. Entrando, ci siamo persi nella bellezza delle tre navate, separate da colonne slanciate, e nel matroneo con trifore che sembrano quasi sospese. Il coro ligneo intagliato è un capolavoro che ci ha lasciati a bocca aperta!
Sotto la Cattedrale c'è una cripta speciale, costruita nel 1167 per custodire le reliquie dei santi patroni di Bisceglie: Mauro, Sergio e Pantaleone. La storia racconta che questi tre martiri cristiani, uccisi nel 117 d.C., furono sepolti in contrada Sagina e poi traslati qui dal vescovo Amando. Le loro urne di pietra sono ancora lì, sotto tre altari, e visitarle è come fare un tuffo nel passato. Durante il Rinascimento, grazie al duca Francesco II Del Balzo, la cripta fu risistemata con un tocco di eleganza che si sente ancora oggi.
Accanto alla Cattedrale, il palazzo vescovile ospita il Museo Diocesano, dove noi di Esplorandolacittà consigliamo di fare un salto: dipinti, sculture e argenti vi aspettano per svelare altri pezzi della storia biscegliese. E poi c'è il porto antico a due passi, con i resti dei moli settecenteschi, che rende il tutto ancora più suggestivo.
Insomma, la Cattedrale di Bisceglie non è solo una chiesa: è un racconto di fede, arte e resilienza che noi di Esplorandolacittà siamo felici di condividere con voi. Pronti a esplorarla?
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GIOVINAZZO (Bari) Borgo antico sul mare
Nel cuore della Puglia, a pochi chilometri dalla città di Bari, si trova Giovinazzo, un affascinante borgo marinaro che ha saputo conservare intatta la sua anima medievale. Questo piccolo gioiello affacciato sul Mare Adriatico.
Le origini di Giovinazzo risalgono all'epoca romana, ma è durante il periodo normanno-svevo che il borgo raggiunge il suo massimo splendore. I suoi vicoli stretti e tortuosi, le case in pietra e i palazzi nobiliari narrano storie di un passato ricco di fascino.
L'antico nucleo del centro storico è dominato dalla possente Cattedrale di Santa Maria Assunta, un capolavoro dell'arte romanico-pugliese del XII secolo. Il rosone della facciata, composto da 24 raggi finemente intarsiati, è uno degli elementi più caratteristici del tempio, che custodisce al suo interno un prezioso patrimonio artistico.
Passeggiando tra i vicoli del borgo, è possibile ammirare una serie di chiese e palazzi storici che testimoniano l'importanza culturale di Giovinazzo nel corso dei secoli. Tra questi, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e il Palazzo Ducale, antica residenza dei feudatari locali e tanto altro da scoprire.
Caratteristico il porticciolo di Giovinazzo, con le sue barche colorate dei pescatori. Qui è possibile assaporare la vera essenza della tradizione marinara, gustando piatti a base di pesce fresco in uno dei tanti ristorantini che si affacciano sul mare.
Le manifestazioni popolari e le feste religiose sono un altro aspetto fondamentale della cultura di Giovinazzo.
In definitiva, Giovinazzo è un luogo dove storia, arte e natura si fondono in un'armonia perfetta, offrendo ai suoi visitatori un'esperienza unica e indimenticabile.
Scoprire questo angolo di paradiso pugliese significa immergersi in un mondo sospeso tra passato e presente, tra la bellezza delle sue architetture e la genuinità delle sue tradizioni.
PALAZZO GIOVENE - MOLFETTA
Immerso nel suggestivo borgo antico di Molfetta, il Palazzo gentilizio cinquecentesco "de Luca" è un gioiello architettonico che racchiude secoli di storia e tradizione.
Oggi, dopo una serie di profondi interventi di restauro, è diventato la sede dell'amministrazione comunale e un luogo di grande interesse culturale e artistico.
Gli interni del palazzo, decorati con affreschi, stucchi e dipinti, testimoniano la ricchezza e il prestigio delle famiglie nobili che lo hanno abitato nel corso dei secoli.
Tra queste, spiccano i "Giovene", che nel 1772 acquisirono l'edificio e ne diventarono i proprietari, ma il Palazzo Giovene non è solo un luogo di grande fascino storico.
Al suo interno si trovano la sede del Consiglio Comunale e una Galleria di Arte Contemporanea, dove sono conservate opere di importanti artisti locali.
Inoltre, al piano terra, è possibile ammirare una mostra permanente di modelli in scala medio-grande dei più caratteristici mezzi da trasporto trainati da cavalli. La sala del Consiglio è impreziosita dai ritratti della Galleria degli Uomini illustri Molfettesi, che arricchiscono l'atmosfera con la loro eleganza e il loro fascino.
Insomma, il Palazzo Giovene è un luogo che non può mancare nella lista delle attrazioni da visitare durante un viaggio a Molfetta, sia per la sua bellezza architettonica che per la sua vivace vita culturale.
**NON TUTTI SANNI CHE...**
Nel XIX secolo era stato dotato di un terzo piano fuori terra che costituì una delle principali cause del dissesto strutturale che lo rese inutilizzabile per buona parte del XX secolo.
Tale inutile e dannosa sopraelevazione fu demolita nel 1965, quindi il palazzo ha subito profondi interventi di restauro tra il 1976 e il 1981.
IL FARO - MOLFETTA
Il Faro di Molfetta è una torre ottagonale tronco-piramidale in pietra chiara situata sul gomito del porto, con una luce a 22 metri dal livello del mare e un terrazzo con ringhiera che circonda la lanterna. Un punto di riferimento del porto e una meta turistica affascinante.
**NON TUTTI SANNO CHE …**
Il Faro di Molfetta venne costruito nel 1853 sull'estremità di levante del Molo San Michele per facilitare l'ingresso dei piroscafi che facevano scalo a Molfetta.
Tuttavia, un anno dopo, una barca da pesca finì contro il piroscafo austriaco a causa della forte corrente, causando una tragedia che spinse gli ingegneri a spostare il faro sul lato opposto del porto.
Ciò causò polemiche burocratiche sul costo dell'operazione, ma alla fine la torre fu smontata e ricostruita nella posizione attuale, al riparo dai venti di tramontana.
Il Faro di Molfetta fu acceso per la prima volta il 12 gennaio 1857, diventando il primo faro ad essere eretto in un porto dell'Adriatico.
Oggi la torre del Faro di Molfetta è un simbolo di sicurezza e di storia per la città, offrendo una vista mozzafiato sulla costa adriatica e sul porto.
La Settimana santa a Molfetta
Pasqua - Settimana Santa a Molfetta
La Settimana Santa a Molfetta è caratterizzata da tre processioni che si svolgono durante la settimana che precede la Pasqua dove si avverte nelle persone che partecipano, un sottile strato di emozione, malinconia e tristezza.
La processione più antica è quella del Venerdì Santo dei Misteri dell’Arciconfraternita di Santo Stefano, durante la quale sono portate in spalla cinque statue rappresentanti i Misteri dolorosi.
Queste statue, realizzate nella seconda metà del XVI secolo da autore ignoto, si muovono lente per le strade del centro sulle note delle marce funebri.
Anche la processione della Beata Vergine Addolorata, che si svolge il venerdì che precede la domenica delle Palme, è molto suggestiva e il rito ha inizio nel pomeriggio alle 17,00 sul sagrato della chiesa del Purgatorio, dove è posto un baldacchino nero sollevato e sulla soglia della chiesa appare la statua dell'Addolorata.
Questa processione, accompagnata dalla banda cittadina che intona "La Sventurata" .
Le statue portate in spalla dai confratelli dell’Arciconfraternita della Morte, sono San Pietro, la Veronica, Maria di Cleofe, Maria di Salomè, Maria Maddalena, San Giovanni e infine la bellissima “Pietà”.
Le pregiatissime statue sono in cartapesta, opere realizzate dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli.
la Settimana Santa a Molfetta è un'esperienza intensa e coinvolgente per tutti i partecipanti.
**NON TUTTI SANNO CHE …**
Durante la processione dei cinque misteri a Molfetta, si narra che un tempo, le donne si sporgevano dai balconi per toccare la croce di Gesù al Calvario e per strappare un rametto d'ulivo dall’albero di Gesù nell'Orto.
Questo antico rito era considerato propiziatorio per la salute e la prosperità delle famiglie, purtroppo è andato perduto nel tempo.
IL CALVARIO - MOLFETTA
Il Calvario di Molfetta è un piccolo tempio neogotico costruito nel 1856 dall'architetto Corrado De Judicibus in memoria della Missione dei Padri Redentoristi di Napoli.
La torre del Calvario, alta 20 metri, si compone di tre livelli coronati da cuspidi e pinnacoli a forma di croce. Nel 1927 furono piantati alberi ornamentali nello spazio circostante al Calvario.
Corrado de Iudicibus, nasce a Molfetta (BA) il 4 marzo 1887 Muore a Molfetta (BA) il 10 marzo 1959. Corrado De Judicibus, oltre al Calvario di Molfetta, ha realizzato numerose altre opere architettoniche, soprattutto in Puglia
Altamura, tra il 1854 ed il 1860 collaborò con Federico Travaglino (noto architetto di Napoli) ai lavori di restauro interno della Cattedrale;
Ruvo, tra il 1858 e il 1859, progetto per conto del cav. Salvatore Fenicia l’omonimo edificio gentilizio ubicato in Corso Carafa all’esterno dell’antica cinta muraria;
Giovinazzo, nel 1862, progetto in Piazza Vittorio Emanuele il Palazzo del Municipio, abbattuto negli anni ’60 di questo secolo.
Molfetta, il tempio del Calvario nel 1856; la sistemazione urbanistica del Largo “Porticella” (oggi Piazza Garibaldi) nel 1862; l’ampliamento del Seminario Vescovile, con la costruzione del corpo di fabbrica prospiciente l’attuale Piazza Garibaldi nel 1860; il Palazzo Capelluti nel 1862; il Palazzo De Lago (1864 – 1871), ambedue sulla stessa Piazza Garibaldi; i cantieri navali, il cui progetto risale al 1863; il tracciato di Corso Umberto I nel 1864; la nuova chiesa Immacolata nel 1874; il primo piano regolatore generale della Città nel 1870 e i lavori di risanamento alla volta di copertura della Cattedrale e altre opere minori.
Fonte : Giramolfetta
Il mistero del Santo Sepolcro di Molfetta
Molfetta ha il privilegio di ospitare un gioiello unico, non ritrovabile in nessun altra parte d’Italia. Stiamo parlando del Sepolcro di Gesù Cristo posizionato nei pressi dell’altare maggiore con dimensioni e struttura simili al Santo Sepolcro presente in Terra Santa.
La cripta, luogo particolarmente favorevole al raccoglimento e alla preghiera, custodisce anche un incredibile segreto
Straordinario miscuglio di differenti stili architettonici, l’imponente Basilica della Madonna dei Martiri è stata costruita sul luogo in cui si trovava un’antica chiesa dell’XI secolo di cui resta solo la cupola e la parte inferiore. A destra dell’altare maggiore, in un’angusta cripta cui si accede scendendo alcuni ripidi gradini in pietra, è situata una riproduzione fedele del Santo Sepolcro, realizzata a spese del notaio molfettese Francesco Lepore prima del 1497 (anno in cui risultava essere già deceduto) con 62 pietre, si dice, da lui portate dalla Terra santa. La pianta è ispirata al Santo Sepolcro che si trova in Terra Santa. Al suo interno è conservata una statua in pietra realizzata nel 1761.
Sulla lastra di pietra, si scorgono “dei canali scavati”, analogamente a quelli scoperti durante i lavori di restauro dell’edicola che – nella grande chiesa di Gerusalemme – racchiude proprio quello che secondo una tradizione cristiana antichissima è il posto dove venne deposto il corpo di Gesù dopo la crocifissione.
«Là dove il marmo grigio manca – scrissero sul loro sito internet, dopo i lavori di restauro, i Francescani della Custodia di Terra Santa, con una cronaca intitolata «Ho visto la tomba del Cristo vivente» – appare la roccia. È la roccia originaria, il letto funebre di Gesù, tagliato nella stessa pietra di Gerusalemme».
E c’è un altro dettaglio interessante dal punto di vista archeologico: «Nella pietra – spiegano – si scorgono dei canali scavati».
Le stesse scanalature che si scorgono chiaramente sulla lastra di pietra della cripta di Molfetta. Un elemento che certamente non può non impressionare o quanto meno far riflettere.
La prova che la cripta di Molfetta è la fedele riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme visto da un pellegrino del XV secolo, come il notaio molfettese.
Fonte : Molfetta discute Magazine
OSPEDALE DEI CROCIATI - Molfetta
La Puglia durante il Medioevo è stata costantemente percorsa dai pellegrini che si recavano a San Michele del Gargano, a San Nicola di Bari e si imbarcavano per Gerusalemme. Certamente luogo di sosta e cura di pellegrini era a Molfetta l’Ospedale detto “dei Crociati” vicinissimo agli antichi approdi di Cala San Giacomo e Cala dei Pali e risalente al secolo XI. Posto a Nord della Basilica della Madonna dei Martiri, edificato su una struttura preesistente, è caratterizzato da forme essenziali, con arcate regolari in pietra, sorrette da massicci pilastri che lo dividono in tre navate. Lungo i muri perimetrali interni si notano mensole per lucerne e nicchie.
Fonte : Comune di Molfetta
**Non tutti sanno che…**
la sua vera destinazione dell’ospedale dei crociati di Molfetta, era in realtà destinato al ricovero dei pellegrini e non a quello dei crociati.
Ma allora, chi ha diffuso l'errata notizia (oggi diremmo appunto fake news) che l'ospedaletto fosse "dei crociati"?
Per scoprirlo dobbiamo fare cronologicamente un balzo in avanti, e arrivare al diciassettesimo secolo. Nel 1600 infatti, l'allora vescovo di Molfetta Giovanni Antonio Bovio, e il patrizio Giuseppe de Luca, esaminarono la pergamena di fondazione di S. Maria dei Martiri e la interpretarono in malo modo.
Si convinsero che l'ospedaletto adibito al ricovero dei pellegrini fosse in realtà destinato ai crociati in partenza per la Terra Santa.
Il de Luca quindi pubblicò le sue evidentemente errate deduzioni in un libro intitolato "La Breve Historia dell'origine, fondazione, e miracoli della devota Chiesa de S. Maria de' Marteri".
La clamorosa svista non subì però una damnatio memoriae, tutt'altro: i più importanti storici locali del tempo, non si preoccuparono di verificare l'esatta veridicità della notizia, ma si limitarono a riportarla così come era giunta loro. E così la leggenda arrivò indenne fino ai nostri giorni, diventando una consolidata realtà della storia molfettese.
Fonte : Molfetta viva