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SANNO BENE QUEL CHE FANNO
Il mistero del Santo Sepolcro di Molfetta
Molfetta ha il privilegio di ospitare un gioiello unico, non ritrovabile in nessun altra parte d’Italia. Stiamo parlando del Sepolcro di Gesù Cristo posizionato nei pressi dell’altare maggiore con dimensioni e struttura simili al Santo Sepolcro presente in Terra Santa.
La cripta, luogo particolarmente favorevole al raccoglimento e alla preghiera, custodisce anche un incredibile segreto
Straordinario miscuglio di differenti stili architettonici, l’imponente Basilica della Madonna dei Martiri è stata costruita sul luogo in cui si trovava un’antica chiesa dell’XI secolo di cui resta solo la cupola e la parte inferiore. A destra dell’altare maggiore, in un’angusta cripta cui si accede scendendo alcuni ripidi gradini in pietra, è situata una riproduzione fedele del Santo Sepolcro, realizzata a spese del notaio molfettese Francesco Lepore prima del 1497 (anno in cui risultava essere già deceduto) con 62 pietre, si dice, da lui portate dalla Terra santa. La pianta è ispirata al Santo Sepolcro che si trova in Terra Santa. Al suo interno è conservata una statua in pietra realizzata nel 1761.
Sulla lastra di pietra, si scorgono “dei canali scavati”, analogamente a quelli scoperti durante i lavori di restauro dell’edicola che – nella grande chiesa di Gerusalemme – racchiude proprio quello che secondo una tradizione cristiana antichissima è il posto dove venne deposto il corpo di Gesù dopo la crocifissione.
«Là dove il marmo grigio manca – scrissero sul loro sito internet, dopo i lavori di restauro, i Francescani della Custodia di Terra Santa, con una cronaca intitolata «Ho visto la tomba del Cristo vivente» – appare la roccia. È la roccia originaria, il letto funebre di Gesù, tagliato nella stessa pietra di Gerusalemme».
E c’è un altro dettaglio interessante dal punto di vista archeologico: «Nella pietra – spiegano – si scorgono dei canali scavati».
Le stesse scanalature che si scorgono chiaramente sulla lastra di pietra della cripta di Molfetta. Un elemento che certamente non può non impressionare o quanto meno far riflettere.
La prova che la cripta di Molfetta è la fedele riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme visto da un pellegrino del XV secolo, come il notaio molfettese.
Fonte : Molfetta discute Magazine
Santo Sepolcro Aprile 2020
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