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Capricorno
22 dicembre-19 gennaio
Ci sono due tipi di piccoli compiti noiosi. Nel primo tipo, ti occupi di dettagli che non servono a scopi più alti. Nel secondo, ti occupi di dettagli che costituiscono un passaggio fondamentale per raggiungere un obiettivo importante. Un esempio del primo caso: cercare di rimuovere una macchia indelebile da un punto del ripiano della cucina che non si vede. Un esempio del secondo: scaricare l’aggiornamento di un software che ti permetterà di realizzare un progetto che hai a cuore. Le prossime settimane saranno il periodo ideale per tenere a mente questa distinzione: concentrati sui piccoli compiti noiosi che sono fondamentali per raggiungere obiettivi importanti.
La notte trovo sempre tutte le parole che avrei voluto dire di giorno
Per fare una cazzata ci basta un’occasione, per fare qualcosa di buono ci occorre un motivo. Siamo così, dolcemente primitivi.
(via ilfascinodelvago)
Andare in chiesa non ti fa cristiano più di quanto entrare in un garage fa di te un'automobile
Billy Sunday (via ilfascinodelvago)
Sono morto perché non ho il desiderio, non ho desiderio perché credo di possedere, credo di possedere perché non cerco di dare. Cercando di dare, si vede che non si ha niente, vedendo che non si ha niente, si cerca di dare se stessi, cercando di dare se stessi, si vede che non si è niente, vedendo che non si è niente, si desidera divenire, desiderando di divenire, si vive
Da una lettera di René Daumal a sua moglie Vera, 22 Maggio 1943 (via ilfascinodelvago)
Over the hills and far away, Gustav Willeit
I can relate 1000%
@spaam tu sempre tranquillo su questi qua sì?
Il governo austriaco ha appena chiuso diverse moschee ritenute “pericolose” e dato un’altra stretta al flusso di immigrati (nonostante sia praticamente sceso a 0). Macron ha i porti chiusi, nonché il confine con l’Italia militarizzato. I paesi del Visegrád sappiamo bene cosa sono e cosa facciano. Il Patto di Varsavia, a confronto, era l’oratorio. La Slovenia ha creato un corridoio - fisico - dove passano i migranti in mezzo, scortati dall’esercito. La tanto amata Spagna, in Marocco sparava su chi provava a scavalcare il muro per entrare nel sacro regno di Castilla. Hanno accettato 700 migranti ma se ti chiami Pedro e sei un “Sudaca” perché vieni dal Perù, finisci quasi sicuramente a fare una vita di merda. Gli scontri al quartiere Lavapies di Madrid, ghetto dei latini, è uno dei tanti esempi. La Germania, nonostante le stime demografiche siano apocalittiche (i tedeschi, tra 30 anni, non sapranno come pagare le pensioni alla loro classe di ferro, quella che dagli anni 60 ad oggi ha messo in piedi quella superpotenza), continuano a nicchiare sull’arrivo di altri immigrati e, con i loro quasi 6 milioni di turchi, si sono infognati nella discussione sulla (eventuale) perdita dell’identità culturale e sociale. Se non fai il centrocampista per la nazionale maggiore di calcio, non sei abbastanza tedesco per viverci. Poi che Özil sia un coglione perché si presta alla propaganda di Erdogan è scontato, nonché da incoscienti ecc., ma la Bildzeit, quando c’è da fare la prima pagina del Mondiale di calcio, col titolo “forza ragazzi”, ci piazza la foto dei suoi beniamini ariani, mica il faccione turco di Boateng che pare appena uscito da dietro il bancone di un kebabbaro.
Dunque, sono tranquillo? No, ma non per quello che succede in Italia. La Repubblica italiana non conta più un cazzo nel panorama geopolitico mondiale dai tempi di Andreotti ministro degli Esteri. L’Italia è, allora, il posto peggiore del Mondo? No. Repubblica e il Corriere sono ormai due rotocalchi rosa buoni per le sale d’attesa del medico, aspettando che tua nonna venga eutanasizzata? Sì.
Gentiloni 3 giorni fa si è vantato di aver ridotto i flussi migratori dell’80%. Probabilmente si riferiva ai campi di concentramento in Libia - accordi bilaterali del 2008 - rinnovati dalla precedente legislatura e inaspriti ulteriormente (per loro, mica per noi), con la firma in calce di Minniti.
Spaam che fai un discorso da “e allora il PD?”; sì, perché a parte le battute idiote sui grillini, nessuno sa mai come argomentare a questo punto. Le cose non avvengono da un giorno all’altro, ci sono dei corsi storici dietro. Io me lo ricordo il governo D’Alema con i voti di MSI e Cossiga e la bicamerale con Berlusconi. E poi l’appoggio al governo Monti imposto dalla EU, la riforma Fornero sulle pensioni, l’abolizione dell’articolo 18, il governo con Alfano e Verdini, la mancata legge sul conflitto d’interessi, la dichiarazione a riguardo di Violante, la rielezione di Napolitano, il niet di Renzi ad un governo con i 5 stelle e tutti gli editoriali di Scalfari che alzava il ditino, minacciando sfraceli, nel caso in cui la sinistra radicale, manco avesse vinto le elezioni, ma fosse solo entrata in parlamento e/o al governo con un ministro. Orrore, moriremo tutti, perché il peccato originale era di Bertinotti che non voleva appoggiare il governo Prodi, non di Mastella alla Difesa (o giustizia, non mi ricordo più).
Eccoci qua, allora, 30 anni a votare a sinistra perché “eh, altrimenti vince Berlusconi” e poi “eh, altrimenti vince Grillo/la Lega” e cosa è rimasto della sinistra in Italia? Macerie. Cosa ci fa dire, oggi, siamo di sinistra? L’antifascismo? Ma l’antifascismo era pure della Democrazia Cristiana, del PSI, dei Repubblicani, dei Liberali, dei Radicali. Che altro? Niente. Basta.
E questo perché, credo, la sinistra, in tutta Europa, da “antitesi” sia diventata, essa stessa, “tesi”, mentre Trump, Le Pen, Salvini, la Afd, l’FPÖ ecc., sono la nuova antitesi alla società. Per loro un nuovo mondo è possibile, solo che la loro è una minaccia. E la stanno applicando.
Loro stanno rivoluzionando il Mondo come lo conoscevamo e noi siamo qua a resistere, per conservare un minimo di status quo. È questo corto-circuito che mi preoccupa, non la singola dichiarazione di Salvini, o il tweet razzista di salcazzo. Quello è solo spreco di energie.
Spaam intanto grazie come sempre per aver preso il tempo di rispondere ed argomentare. Ancora una volta mi trovo in disaccordo con la tua disamina, da parte mia non riesco a capire se sia io forse troppo pessimista/allarmista o sia forse il tuo punto di vista da italiano che vive e lavora fuori dall'Italia da tot anni ad essere troppo leggero (anche se non ti nascondo che in certi tuoi passaggi io legga quasi un “vada come vada, il resto è a puttane, andiamo a puttane anche noi”). A questo punto mi viene da chiederti: esiste un limite dove riconoscerai la pericolosità di questa compagine governativa? Perchè l'esser stati cannibalizzati da Salvini, li rende nel peggior dei casi utili idioti e nel migliore (se così si può dire) complici e fidati come la si giri non riesce a farmi stare tranquillo, nemmeno guardando fuori da casa nostra - che a voler esser pignoli si può sempre dire che finchè non arriviamo alla Corea del Nord ci sarà sempre chi starà peggio di noi. Le crisi diplomatiche, il tappeto rosso alle iniziative Salviniane, le nomine di Crimi, Savona e Sibillla, il continuare ad additare le ONG di connivenze criminali tout cour stanno giò abbondantemente facendo suonare in me molti più allarmi di quanto io desideri. Vogliamo aggiungerci l'ovvio? Ovvero la natura squisitamente politica - cosa salterà fuori nel giro di corruzione/manipolazione per il nuovo stadio a Roma - del M5S che si dimostra uguale agli altri soggetti che lo hanno preceduto e osteggiato, ma al tempo stesso completamente disarmato - a voler esser buoni e cari e ciechi - contro i lupi della vecchia politica, in cui includo la dedica di una via ad Almirante a Roma porcamadonna. Non anelo e non credo nel potere salvifico di una definitiva discesa agli inferi per poi poter rinascere come Paese, credo che l'imbarbarimento porti altro imbarbarimento in un circolo vizioso fino a quando non resteranno cenere e macerie. Quello che mi sorprende è la facilità con cui il pensiero e il modus operandi M5S siano entrati nel pensare comune per poi cedere così passivamente alla regia leghista - che mannaggialcristo viene difesa dai sostenitori M5S che solo quattro mesi fa scrivevano di ogni contro Salvini e Co. alleati di Berlusconi - lo avessi solo lontanamente immaginato quando scrissi il post originale, avrei raddoppiato gli allarmi e le perplessità. Non vorrei ritirare fuori Guzzanti che dice “Perché non lo prendete sul serio [Berlusconi]? Perché ogni cosa è una buffonata? C'è gente che lavora, c'è gente che si ammazza anche venti ore al giorno per distruggere questo Paese, non è che sta lì a perdere tempo! […] Allora questo è un Paese in cui […] se un dittatore non si mette il cappellone, non spara per aria, non vedete il passo dell'oca fuori dalla finestra, non vi raziona il pane, non lo prendete sul serio, è sempre un buffone, c'è sempre da ridere… questo non è giusto… (da Il caso Scafroglia, 2002)” ma come si fa a non citarlo per l'ennesima volta? Quindi ti chiedo nuovamente, a che punto giudicherai come oltrepassato il limite entro il quale iniziare o meno a preoccuparsi anche per quello che succede in Italia?
“Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell'anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione… Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell'orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini… Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell'Altare della Patria, dell'Università di Roma, quella Roma sempre con il sole - estate e inverno - quella Roma che è meglio di Milano…
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c'è lavoro, dove non c'è una lira, quella Roma del “core de Roma”… Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei “che c'hai una sigaretta?”, “imprestami cento lire”, quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!” (Remo Remotti).
——–
Ecco, io me ne sono andato dalla stessa Roma, dall’Italia tutta dopo aver passato il decennio degli anni ‘90 a combattere contro i mulini a vento di Berlusconi, alleato con la Lega al nord e AN al sud, di Fini, dei nuovi fascisti, dell’Ulivo di Prodi, di Bertinotti, dei parametri di Maastricht, della censura, delle nomine Rai, degli scandali di sempre, della mancanza di democrazia, dei girotondi, di Nanni Moretti, di Dario Fo e Tabucchi che chiamavano a raccolta il mondo tutto contro i nuovi fascisti. È dagli anni ‘90, ma anche prima, dagli ‘80, che “è tornato il fascismo!”. In realtà non se n’è mai andato, perché l’italiano medio è fascista e tale resterà: delega a qualcuno le sue responsabilità fino a quando quel qualcuno non fallisce e allora lo impicca, perché è il loro capro espiatorio.
È vero, poi, vivo all’estero e per me la visione è annacquata e poi sono diventato un intellettuale del cazzo: lavoro nell’accademia, insegno all’Università, dove faccio ricerca. Sto a contatto con studenti e colleghi che parlano almeno 3 lingue, ho amici sparsi nel mondo che fanno lavori assurdi, fighissimi, che mi raccontano di viaggi incredibili. Frequento artisti, artisti punk, gente che mi dice “sono via 5 giorni per allestire una mostra a Sofia”, “perché ho un concerto” e anche se volessi lamentarmi della giunta di Roma (per quale motivo poi, dato che non ci vivo più da 15 anni e non me ne frega un cazzo!), dovrei partire da Adamo ed Eva. Immagina, a cena con gente dove gli italiani siamo 2, mi metto a parlare di Virginia Raggi? Ma perché?
È questo che lamento dell’Italia: sono 30 anni che parlate di politica e basta. Non c’è più stata una qualsiasi altra discussione che non fosse politica, intesa come scandalo, la dichiarazione di A, di B, il nuovo partito della sinistra, la nuova coalizione, le riforme, il ritorno del fascismo già detto, la fine della democrazia, le figure di merda internazionali, non contiamo più un cazzo (che è vero), all’estero è meglio (che non è vero, è diverso!), emigro, scendiamo in piazza, boicotta, gli elettori dell’altra parte sono dei coglioni…e di nuovo. E di nuovo.
Da quanto tempo è che non ascolti (ascoltate), un discorso diverso? Che non fate un pranzo, una cena, aperitivo senza toccare l’argomento politica, malaffare, mafie, Grillo, Lega, PD, il fascismo! Io, sempre restando nel tema dell’intellettuale del cazzo, non ho manco più la TV da 15 anni. Non vivo in Italia e non ho la TV da allora, né la macchina (tranne la parentesi negli USA), quindi non corro manco il rischio di ricevere input da fuori. Non guardo i Tg, leggo ogni tanto il giornale perché la sovraesposizione mediatica è il male di questa generazione che è forzatamente costretta a parlare di qualsiasi argomento diventi virale.
Beh io ho deciso di saltare una volta un giro e poi un altro e un altro ancora, perché l’Italia non è il centro del mondo, anzi, è piuttosto noiosa e alla fine mi sono chiamato fuori del tutto. Tanto tra un paio d’anni Salvini sarà stato cestinato e al suo posto ci sarà altro. Il 35% del M5S finirà boh, una parte tornerà nel PD annacquato o quello che ci sarà al posto suo, un’altra parte andrà a non lo so chi e ci sarà il nuovo pericolo fascista, con tatto di piazza dedicata a Mussolini e la gente che si scandalizzerà da dietro un PC e scriverà tanti post indignati e via così per altri 30 anni.
PS: alla gente non interessa la democrazia, tant’è che ormai viene pure distorta come concetto,dato che si ragiona “a maggioranza”, quando uno dei compiti della democrazia è proprio quello di dare voce e proteggere le minoranze. Comunque, sti cazzi della democrazia, alla gente interessa il benessere. Ripeto, la società è cambiata, io ne conosco solo una minima parte - quella Accademica, appunto - il resto sono speculazioni.
Grazie ancora spaam.
La mia convinzione è che questo Paese avrebbe bisogno di te e di moltissimi che attualmente sono all’estero. Non parlo più di politica durante i pasti. Ho perso amicizie di lunga data negli ultimi anni a causa di quanto sta accadendo. Provo ancora a fare attivismo anche se sempre meno. Come dissi a @kon-igi datemi ancora qualche anno prima di diventare un eremita scorbutico che non vuole sapere più nulla per esser lasciato in pace.
e ovviamente: