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@zadigo
Jan Saudek. David Forever Lonely 1969.
L’amore vero non finisce mai. Un po’ rimane per sempre, si calcifica dentro di noi e diventa una pietra d’inciampo sul tragitto, che ogni tanto ci fa ruzzolare, ricordandoci che siamo frangibili.
— Mattia Insolia, La vita giovane
Quello che fa cadere le braccia con i razzisti che infestano il nostro paese, ed il mondo intero, non è tanto che siano ignoranti come delle capre e nemmeno che vedano il mondo con i fottuti paraocchi, ma è il fatto che ragionino come un bambino di cinque anni, con la medesima profondità analitica. Se un razzista professionista vede un uomo con i capelli ricci sparare a due con i capelli lisci, immediatamente sentenzierà che tutte le persone con i capelli ricci vogliono ammazzare quelli con i capelli lisci. E quindi, a quel punto, gli apparirà evidente e lapalissiano che noi (dai capelli lisci, razza superiore ed innocente per definizione) dobbiamo "rimpatriare" (o ripettinare) tutti i ricci.
Porcaccio Dio e porcaccio Allah e porcacci tutti gli INESISTENTI DEI o DII dell'universo, se un pazzo, dieci pazzi, o cento pazzi ammazzano qualcuno o tante persone, anche lo facessero per dichiarati motivi religiosi (ovviamente religione interpretata alla cazzo di cane!!!!!!!!) non significa che siamo di fronte a una guerra tra religioni, vuol solo dire che quello o quelli sono pazzi! Punto e basta. Sono criminali e vanno incarcerati. Aripunto e aribasta. Il discrimine, religioso, di pelle, di sesso, di colore dei capelli, è solo frutto e risultato del ragionamento, puerile, dei fottuti mentecatti razzisti.
Il razzista poi è talmente ignorante e stupido che nemmeno capisce di essere un razzista. Tra l'altro.
"Tu non riesci a credere che tutto si può esse creato da solo perché è troppo perfetto, allora te inventi uno che non solo s'è creato da solo lui, ma ha pure creato tutto il resto.
Ma allora te voi proprio complica' 'a vita!"
[Corrado Guzzanti, alias Don Florestano Pizzarro]
Valerie Heysen
Denis Frémond (French, b.1950)
"The World Without Ravel," 2019
Oil on canvas
120 x 120 cm
L'ennesimo MAGA tirato fuori di galera dalla 💩 arancione
Il Premio della Stampa Europea è andato a un’inchiesta del giornale olandese de Volkskrant. Si intitola “Quello che le ferite raccontano”. Se ne è parlato poco. Quasi niente.
Due giornalisti, Maud Effting e Willem Feenstra, hanno documentato 114 bambini sotto i 15 anni colpiti da una singola pallottola alla testa o al torace a Gaza. Diciassette medici e un’infermiera, americani, britannici, australiani, canadesi, olandesi, hanno testimoniato quello che hanno visto negli ospedali. Patologi forensi hanno analizzato le radiografie: colpi mirati, a lunga distanza, munizioni militari. L’esercito israeliano non ha risposto.
Francesco De Gregori (che amo, e che in questi giorni ha detto di avere le idee confuse su Gaza) ha citato Whitman: “contengo moltitudini”. È una delle frasi più belle della letteratura. Ma mi chiedo quante moltitudini ci stiano in una pallottola sola, sparata in testa a un bambino di tre anni.
Erri De Luca ha detto di essere sionista, di capire la posizione israeliana. Anche questo è un diritto. De Luca però è uno che le parole le pesa. E davanti a questa inchiesta, una parola gli mancherà.
Intanto ieri a Milano è arrivato il sudario con i nomi dei 18.457 bambini uccisi da Israele. Bambini non soldati. E nemmeno terroristi.
LEANDRO BARSOTTI