Ci siamo chiesti tutti cosa abbia scritto Fabrizio ad Ermal dopo il concerto al Forum. Quindi ecco com'è andata il primo giorno in cui si sono conosciuti.
- il primo giorno in cui si sono conosciuti, Fabrizio era diffidente ed Ermal scostante
- Ermal lo guardava male perché Fabrizio si era vestito come un pescatore, mentre lui era tutto perfettino, ma vabbè
- Fabrizio continuava a chiedersi per quale scherzo del destino si fosse ritrovato a parlare con quello sconosciuto, mentre l'ansia saliva perché lui è un tipo timido ed il palco di Sanremo gli ha sempre fatto un po’ paura
- durante le prove, lui sta dietro le quinte a scaldare la voce, ma ad un certo punto sente una voce bellissima provenire dall'esterno e deve assolutamente andare a vedere di chi si tratta
- a quel punto Fabrizio rimane affascinato da quel ragazzo che prima gli era sembrato un po’ antipatico, perché se ne stava sempre sulle sue e si vestiva come un maggiordomo
- decide di presentarsi come si deve, quindi quando Ermal scende dal palco va a salutarlo
- “ciao, sono Fabrizio” “sì, lo so, io sono Ermal”
- “hai una bella voce” “grazie”
- “vogliamo prendere un caffè insieme più tardi?” chiede Fabrizio ed Ermal annuisce (ovviamente, cioè, come fai a resistere al fascino di Fabri? bah)
- i due si vedono al bar di fianco al teatro. Fabrizio fuma una sigaretta e ne offre una ad Ermal (che bad boys)
- Ermal accetta e poi ordinano due caffè
- all'inizio non sanno bene cosa dirsi, ma poi Ermal (che è un chiacchierone) tira fuori una barzelletta molto stupida e Fabrizio inizia a ridere, così si ritrovano un'ora dopo a parlare senza sosta
- Ermal prova a spiegare a Fabrizio cosa muove le cose, ma invano
- intanto, Fabrizio si stupisce del modo in cui quel ragazzo parla di musica e gli sembra fin troppo competente per essere così giovane, come se fosse un ragazzo prodigio e questo non fa altro che accrescere la sua stima verso di lui
- ma adesso devono tornare in albergo per cambiarsi, perché poi dovranno cantare e non c'è più tempo per parlare o capire come mai non si siano incontrati prima, prima di Sanremo, prima di una gara della quale non gliene frega niente di vincere, perché tutto quello che vorrebbero fare è rimanere lì a parlare di note ed accordi e testi di canzoni mai scritti, ma è troppo tardi, troppo tardi
- allora tornano in albergo
- poi si rivedono prima di salire sul palco, ma per un secondo. Fabrizio augura buona fortuna ad Ermal, che non lo dà a vedere, ma è più pallido del solito e trema come una foglia
- però Fabrizio sa che sul palco starà subito meglio, ne è sicuro
- a fine serata, si rivedono casualmente sul tetto dell'albergo, dove si può fumare in pace guardando il cielo buio e c'è silenzio
- stavolta è Ermal ad offrire una sigaretta a Fabrizio
- fa freddo, ma l'adrenalina non li ha ancora lasciati ed il calore del fuoco contribuisce e far salire un po’ la temperatura
- “sono un tuo fan da lungo tempo, sai?” esordisce Ermal e Fabrizio alza un sopracciglio, stupito (ma di cosa ti stupisci poi, io boh) “grazie” risponde Fabrizio “figurati. Mi piacerebbe lavorare con te, un giorno” “già, sarebbe bello anche per me” (e poi, qualche mese dopo Fabrizio lo chiamerà per davvero. Piango)
- “torno in camera” dice Ermal, “a dormire?” chiede Fabrizio, “no, a mangiare” risponde Ermal e Fabrizio scoppia in una risata sommessa, perché si copre il viso con la mano (how cute)
- Ermal se ne va, ma Fabrizio non riesce a smettere di pensare alla persona che ha appena conosciuto e deve scrivere qualcosa a riguardo, perché gli prudono le mani e sente il bisogno fisico di mettere i propri pensieri su carta o su di uno schermo
- allora apre il blocco note sul telefono e prende a scrivere, ma Ermal non lo saprà mai e non dovrà saperlo mai
- però, dopo Assago, un anno dopo, Fabrizio sta rileggendo quel file e non può fare a meno di pensare che Ermal dovrebbe effettivamente sapere
- quindi lo rifila un po’ e poi glielo manda sottoforma di messaggio
- e cosa dice questo messaggio? vorremmo saperlo tutti
- immaginiamo che faccia pressappoco così:
- “la prima volta in cui ci siamo conosciuti, ho pensato davvero che fossi diffidente. Credevo che fossi spocchioso, che non parlassi perché ti credevo superiore, ma in realtà eri solo timido, come me. Mi hai parlato della musica come nessuno. Mi hai raccontato delle barzellette che non facevano minimamente ridere, ma proprio per questo, non riuscivo ad evitare di sorridere. E mi sono dovuto ricredere eccome su di te, perché sei un sopravvissuto come me, ma tu non lo dimostri, perché le cicatrici le nascondi bene. Ma il dolore nelle parole non è semplice da staccare. Ho voluto collaborare con te, anche se avevo paura, perché ci somigliamo e mi piaceva pensare di poter avere al mio fianco qualcuno con una voce come la tua. Meno male che l'ho fatto. Ti meriti questo traguardo, Ermal e sono felice di essere potuto essere sul quel palco con te. Ti voglio bene, fratellino”.