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Bosco incantato #bosco #wood #magic #ig_livorno #ig_tuscany #igerslivorno #photo #foto #igersitalia #toscana ##tuscany #leaf (presso Livorno, Italy)
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Pharrell Williams presents Happy â the world's first 24 hour music video.
Il Natale di Emma
27…28…29….30 ! Ma Emma nel girarsi non trovò il cortile dove di solito giocava con gli altri amici dell’orfanotrofio, bensì ai piedi del bosco più bello e innevato che avesse mai visto nella sua piccola vita. La neve arrivava fino alle sue esili ginocchia, ma non provò né sorpresa né stupore; non aveva freddo perché era tutta vestita tutta di punto con soffici pantaloni, un giaccone imbottito di pelo riccioloso caldissimo, una lunga sciarpa, guanti grandi quasi il doppio della sua mano e per finire un bianco cappello di lana con due lunghissime trecce rosse ai lati. Il bosco era popolato di abeti stracarichi di neve dove i rami pendevano verso il basso come getti di fontana diviso da un piccolo sentiero.
Emma non aveva la benché minima paura, anzi al contrario si sentiva serena e sicura come in un posto già conosciuto; iniziò a addentrarsi dentro il bosco perché sapeva che tutto aveva un senso, anche un bosco innevato. Mentre camminava vedeva lepri, piccoli scoiattoli prima correre e poi tornare indietro insieme a lei ma a debita distanza, come per condurla in un luogo preciso. Non sapeva né il giorno né l’ora, anche se intravedeva il sole che lentamente discendeva verso la montagna per riposarsi e lasciar posto al manto stellato. La piccola Emma canticchiava una filastrocca: “Quando saremo vicini all'acqua berremo dal fondo, guarderemo le pietre sul letto del fiume. Lo capisco dai tuoi occhi che non hai mai visto la sponda del fiume”.
Poi, in lontananza, vide una piccola casa fatta di pietra e legno con un comignolo fumante; i piccoli amici si fermarono prima di un ponticello che serviva a non guadare un vivace torrente di montagna. Era chiaro che Emma era arrivata a destinazione; dentro di se, li ringraziò per la compagnia e lentamente piano si avviò verso la porta. Avvicinandosi vide che la finestra emetteva bagliori di luce calda, quindi pulì con il guanto il vetro appannato dal freddo e sorrise quando vide che dentro c’era un grande camino con grandi ciocchi di legno ardenti che scoppiettavano dando un senso di calore e sicurezza.
Girò l’angolo e si trovo davanti alla porta con una grande maniglia di ferro battuto; era sicura di poter entrare e cosi spinse la maniglia verso il basso facendo aprire la stessa in un coro di scricchiolii. La casa era piena di persone che però apparivano ai suoi giovani occhi, non nitidissime e soprattutto con movimenti rallentati ma anche di questo non se ne preoccupò anzi le pareva la cosa più naturale e ovvia.
Fu un uomo grosso come un taglialegna, con una barba foltissima ed occhi marroni chiari, la prima persona che si accorse di Emma:” Oh finalmente sei arrivata piccola adesso possiamo andare tutti a mangiare. La mamma ha fatto un bell’arrosto di carne con tantissime patate cotte sotto la cenere. Sentirai che bontà !”. Emma abbassò lo sguardo come per scusarsi del suo involontario ritardo. Con piccoli, titubanti passi accompagnati anche li dallo scricchiolio del pavimento. Si mise perfettamente nel mezzo del tavolo, come fosse una Regina, apparecchiato con tovaglie bianche e deliziosi pizzi e merletti verdi. A lato persone che non aveva mai visto ma che aveva sempre conosciuto: lo zio con il sigaro spento sempre in bocca, la zia che lo rimbeccava sempre perché non si toglieva mai il capello e lo stesso che ribatteva della sua eterna acidità. E poi due ragazzini apparentemente della sua età: uno che le sorrideva sempre, l’altro che arrossiva come un peperone non appena veniva catturato dal suo sorriso.
Accadde poi quello che aveva pregato per una vita; la sua piccola vita fatta di regole, campi sterrati e cieli grigi si dissolse; usci da una stanza con una grande zuppiera tra le due braccia possenti, una donna bella in forma come le donne che governano una casa devono essere, con un grembiule che le cingeva tutta la vita. Aveva il volto di un angelo, i capelli neri con una lunga coda di cavallo. Servì per prima Emma con due generosi mestoli di zuppa. Si avvicinò e le sussurrò “Buon appetito e mangia quanto vuoi, mia luce.” La sua successiva carezza le sciolse il cuore mentre due rivoli di gioia le scendevano dalle sue gote paffutelle. Tutto andò come in una fiaba; le pietanze succulente, le parole e le risate degli astanti a tavola. Dopo mangiato, Emma riuscì perfino a giocare con i due bambini seduti vicino al camino con dei trenini sempre e ovviamente di legno.
“Emma, tesoro, vieni qui……..” Sua madre, con l’aria felice ma provata, l’aspettava con le braccia aperte:” Sono qui, Mamma, sono sempre stata qui.” E così seduta sulle gambe di sua madre, abbracciata, stringendola e nascondendosi dentro di lei….4…3…2…1………
Per D, M e L.