Capelli di sangue, cioccolata e rame fuso.
“Color scoiattolo”, disse una volta un lurido coglione pure inutile.
Folti come una foresta dai profumi esotici..
Occhi scuri da sonno Eterno, palpebre pesanti di chi ha già visto troppo ed ora vuole solo comandare, socchiusi ma attenti.
Altissima non entra nelle vite: le divora, le mastica, le schiaccia. Non desidera: POSSIEDE.
Qualche sera prima, sdraiata sul divano come una dea decaduta in procinto di deliziarsi con dell’uva fragola, lo aveva visto in televisione; il Manzo Canterino.
Lui, che cantava con quella voce calda, vischiosa, che penetra nelle mutandine bagnate e fa irritare l’ano agli uomini etero le cui mogli si sgrillettano lontano da loro.
Stivali texani lucidi, tamarri, imbarazzanti, petto depilato e ben oliato, cappello inclinato da puttana di lusso del west con sguardo socchiuso dal sole fastidioso.
Altissima aveva stretto gli occhi, due fessure furbette, un sorriso crudele le aveva piegato un angolo della bocca carnosa.
“Lo voglio” aveva detto semplicemente, senza nemmeno girarsi verso la Troia finanziaria seduta in silenzio accanto a lei. “Quel manzo, quel manzo mediterraneo canterino. Lo voglio ai miei piedi…Senti quale sarà il tuo prossimo regalo: lui. Mi darai soldi per farmi leccare gli stivali texani, i Margiela, da lui. E guarderai. Organizza!”
La troia aveva annuito, cazzo già mezzo duro nella gabbietta per l’umiliazione annunciata, ed aveva pagato, sbrodolando.
Ed eccola ora, Altissima, in prima fila sotto il palco del concerto manzesco, a storcere il naso immersa nel fetore nauseabondo dell’essere umano medio, noioso e prevedibile. Oltre che strillone.
Lui la nota subito, impossibile non farlo. La guarda e sente un pulpito nei pantaloni aderenti che gli enfatizzano il pacco. Le fan urlano, non sanno che è solo grazie ad Altissima se possono godere di un simile spettacolo.
Ecco ci siamo: è il momento di utilizzare le “Tecniche di Posa delle Signorine a Cui Non Puoi Dire di No”:
1) Schiena dritta - incurvatura lombare profonda che spinge il culo e le tettine in fuori come un’offerta alla Dea Madre.
2) Testa leggermente girata di tre quarti, collo esposto, vena che pulsa lenta ma stabile.
3) Capelli di sangue, cioccolata e rame tenuti da un lato come una colata sul suo petto.
4) Lo fissa. Non batte ciglio. Labbra leggermente schiuse, palpebra rilassata.
5) Abbassa lentamente, fa scivolare lo sguardo sul cazzo duro di lui, piano, lentissimo, per poi risalire ffino agli occhi.
6) Lo inchioda. Lo brucia.
Il Manzo Canterino, mentre canta d’amore e bella bella gente, sente la verga che gli implode.
Gli diventa di pietra bollente, cazzo traditore, pulsante. Fremente. Cazzo mietitore.
Ogni volta che lo sguardo di Altissima gli scruta il pacco e torna su, una scarica di umiliazione divina gli attraversa il basso ventre.
Sudore caldo gli cola sul petto oliato, si mischiano creando quel tipico incarnato da gladiatore sporco.
Non è il caldo delle luci. È Lei. È l’inferno che lo chiama dal basso e gli stringe le palle gia strette nei pantaloni. Altissima.
Finito il concerto, ancora con la verga che fa bizzeffe e che preme contro la stoffa scenica che odora di dietro le quinte, fa un cenno alla guardia.
“Falla venire dietro. Quella DEA coi capelli di sangue, cioccolato e rame e gli stivali texani chiaramente Maison Margiela”
Quando la guardia si avvicina, Altissima indica con un dito languido l’uomo nell’ombra alle sue spalle.
“Brav’uomo, ascolta…Lui viene con me. È la mia Troia finanziaria. Non si discute su questo, ti converrà farmi passare”
Li fanno passare, chiaro. Sempre.
Dietro le quinte, nel camerino illuminato da luci rosse e basse, indubbiamente kitsch come un bordello dell’Ade, Altissima si siede sulla poltrona di pelle nera appiccicosa come su un trono che sa di lussuria repressa e sudore altrui. Gambe accavallate, texani Margiela perfetti.
Il Manzo Canterino è in piedi davanti a lei, per ora.
Alto, famoso, ancora sudato eppure già piccolo di fronte a quella bellezza demoniaca da gigantessa delle menti e del potere.
Lei lo guarda con quegli occhi eternamente assonnati, attratta dal suo corpo da bestia di palcoscenico.
La sua voce è bassa, calda come sempre, velenosa.
Lui? Obbedisce, ridicolo ed eccitatissimo. Troppo eccitato per capire cosa stia succedendo, d’altronde lei sta ancora usando le “Tecniche di Posa delle Signorine a Cui Non Puoi Dire di No”.
Altissima allunga una gamba e appoggia gli stivali su un pouf davanti a sé, incrociandoli proprio davanti alla faccia di lui. Sorride beffarda, un angolo solo della bocca.
“Sai, la mia Troia finanziaria ha pagato molto caro stasera. Non a te, cazzone. Ha pagato a me, come sempre. Ha sborsato un sacco di soldi per regalarmi te: il Manzo Canterino in ginocchio che mi leccherà gli stivali come una cagna in calore davanti alla sua padrona. Per te è solo un privilegio osceno, degradante. Sei il mio regalo…Il cazzone texano famoso che la mia troia mi ha comprato per divertirmi questa notte”.
Lui la guarda dal basso, verga durissima, faccia rossa di vergogna e desiderio animalesco e sudaticcio. Altissima, regina demoniaca, gode del contrasto tra la star metrosexual urlata dalle folle e il servo genuflesso che ora è ridotto a raspa suole con la lingua. Lei piega leggermente la testa di lato scoprendosi il collo, proprio come impongono le famose “Tecniche di Posa delle Signorine a Cui Non Puoi Dire di No”. E lo guarda rilassando leggermente le sopracciglia.
“Comincia dalle suole, sono proprio davanti alla tua faccia, le vedi?”
Il Manzo Canterino si abbassa ancora di più. La lingua esce felpata, bagnata, tremante di eccitazione sacrilega. Inizia dalla suola dello stivale destro, sporca di polvere, terriccio e residui del palco. Disgustoso. Lecca lentamente, con devozione infernale, raccogliendo terra e umiliazione sulla lingua gonfia. Passa e ripassa sul cuoio ruvido come se stesse leccando l’Ano dell’Inferno stesso. Risale sul tacco, lungo le cuciture robuste e ben fatte, sui pattern texani tono su tono. Lecca ogni centimetro di cuoio pregiato, lasciando strisce lucide di bava densa che brillano sotto la luce rossa kitsch.
In un angolo, la Troia finanziaria assiste ingabbiato, con la piacevole tortura di sapere che i suoi soldi, ancora una volta, sono stati fottuti appositamente per fotterlo.
Altissima osserva il Manzo Canterino, una mano infilata tra i capelli di sangue, cioccolata e rame, l’altra che tiene un bicchiere di un qualche alcolico disgustoso da vip come fosse uno scettro del potere assoluto. Ogni tanto gli preme lo stivale sulla faccia, schiacciandogli il naso, la bocca, le guance, sporcandogli le labbra frementi di cuoio e vergogna.
“Più a fondo, Manzo. E tirati fuori il cazzo, fammi vedere”.
Lui obbedisce immediatamente, continuando a tenere la lingua premuta contro le suole ruvide. Si cala i pantaloni, ormai stretti quanto una cintura di castità. Ed eccolo lì: duro, imponente, maestoso, dritto come una montagna che non smette di crescere. Un cazzo degno di questo nome.
“Ovviamente non puoi mica toccarti, io mi sto solo rifacendo gli occhi, continua a leccare”.
Lui geme piano, lingua che lavora instancabile, passando e ripassando sulla parte dei tacchi, sulle punte affilate la squadrate.
Il cazzo gli pulsa dolorosamente, violaceo, le mani tremano dal desiderio di toccarlo mentre lecca gli stivali Margiela di Altissima con una fame vergognosa, quasi mistica, completamente perso. Eccitato come un cane rabbioso in un vicolo lebbroso.
Altissima ride, cupa, un suono basso, infernale…Che a lui vibra dritto nelle palle.
“E ricordati che io non sono mica una groupie, specificalo quando racconterai questa storia ai tuoi amici”.
Il Manzo annuisce ansimante, madido di sudore, cazzo violaceo e pulsante. Altissima prende il suo portafogli dalla borsetta e si rivolge alla figura nell’angolo: “troia, dammi il tuo di portafogli”.
La Troia finanziaria scatta in ginocchio a lato della sua Unica Padrona e glielo consegna. Lei glielo sfila con un gesto scocciato.
“Guarda il manzo come è eccitato eppure continua a leccare, guarda…. Ed ascolta il rumore di me che ti fotto altri soldi”.
Altra risata pregna di veleno e quell’affetto rassegnato che si prova solo per una Troia Finanziaria così devota.
E poi… Frush, frush, frush…
Banconota dopo banconota. Da un portafogli all’altro. Uno si svuota. L’altro si gonfia. Due cazzi pulsano impotenti, sempre più eccitati nella loro umiliazione.
Altissima stacca di netto gli stivali dalla lingua del Manzo e si alza. Butta il portafogli vuoto contro la Troia Finanziaria.
La Troia scatta in piedi e la segue, silenziosa e devota, come una falena pericolosamente attratta dal fuoco. Quel fuoco che vive nei capelli di sangue, cioccolata e rame di Altissima.
Il Manzo Canterino resta lì, in ginocchio, a cazzo asciutto e lingua sozza, abbandonato in un eterno limbo di desiderio insoddisfatto che si ricorderà per sempre.
Perché certi abissi possono essere bassissimi o Altissimi, a seconda di dove ti trovi.