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I’m pure soul

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@francesco-luppi
With you I’m not body
I’m pure soul
Ultimamente non mi sento parte di una comunità, di un gruppo, non mi sembra di avere un qualcosa da combattere e persone con cui farlo.
Sto pensando che possa essere in qualche modo motivo della mia solitudine e tristezza. Il senso di non appartenere a nulla, di non riuscire a trovare un qualcuno con cui confrontare e sentirmi compreso nei problemi che affronto in maniera giornaliera.
Ho mille gruppi tra cui scegliere; tra quelli con cui condivido lo stress giornaliero e il casino di vivere come giovani adulti in questa società capitalista e sfruttatrice, con un futuro alle porte precario e indeciso, o il gruppo con cui condivido la mia passione per la danza e le diverse arti. Gli amici gay con cui parlo di sveltine e sentimenti non ricambiati oppure la community online e i social a cui però non rivolgo la parola più tanto, se non per questo tipo di serate un po’ tristi.
Mi sembra sempre di non essere abbastanza per essere considerato parte di questi gruppi, come se avessi lo stress perenne di dover essere un pezzo fondamentale del gruppo, provare continuamente che sono capace e utile per gli altri e non inadatto come realmente mi sento. E quando sono sotto stress in questo modo, mi blocco. Non faccio più nulla, e mi chiudo in me stesso.
Mi sento a disagio davanti a queste persone e faccio sentire a disagio pure loro (forse). “Io non voglio stare qui con te” penso, quando probabilmente il vero motivo è che non voglio mostrare realmente il casino che sono in questo momento, e preferirei che loro si allontanassero da soli, perché non sono abbastanza e se mi pressano lo scopriranno.
La rivelazione sarà inevitabile.
Poi penso, “ma tutte queste cose sono solo nella mia testa”, questi gruppi possono essere la mia famiglia, forse lo sono anche, devo farmi amare e amarmi di più, e loro mi accetteranno senza altre pretese.
Però, non so, io non riesco
Ti senti meglio?
Voglio a rispondere a questa domanda che nessuno mi ha fatto, con un semplice no.
No perché ho fatto l’ennesima cazzata
Ho buttato all’aria 30€ da parte di un money slave stasera, per andare da uno sugar daddy che poi mi ha offerto pizza ai cereali riscaldata (storia vera).
E ancora più vero è il fatto che non ci ho rimediato nemmeno il cosiddetto “regalino”.
Va beh a parte gli scherzi, non è stata una brutta serata, era una persona tranquilla con le sue idee di relazione un po’ particolare e alquanto architettata in realtà; un modo diverso per velocizzare la conoscenza con gente, eliminare il superfluo e conoscere qualcuno che va oltre le apparenze. Questa cosa l’ho rispettata.
Lui mi ha detto “magari quando arriverò a 50 avrò già la possibilità di capire con chi stare perché avrò costruito un rapporto continuativo con una persona che mi potrà stare accanto”. Infatti penso sia molto probabile che dopo una creazione di una routine, è probabile che la gente si adegui a una situazione simile e duri più a lungo.
Ad ogni modo, abbiamo avuto un rapporto, soddisfacente, ma soprattutto rivelativo da parte di entrambi. Io mi sono rivelato molto più interessato al tipo solito con cui tedio tutti quanti nell’ultimo periodo, lui del suo sugar boy con cui si frequenta da 4 mesi.
Entrambi ci siamo consolati in un after sex pieno di rimorsi e tristezza parlando dei rispettivi frequentatori, con il sottofondo di Sanremo.
A me dispiace aver fatto questa scelta stasera, ma mi sentivo solo, non baciavo nessuno da un sacco e non avevo un rapporto intimo, uno a uno, da altrettanto. In più è stata una storia abbastanza particolare, che vorrei raccontare, ma non so se è il caso. Per quanto abbia aumentato il desiderio nei suoi confronti, non credo di poter comunque rovinarmi le possibilità di far crescere qualcosa.
Però lui allo stesso tempo mi dice delle balle...
Dice che non può uscire e a volte invece lo fa. Io capisco che possono essere cose importanti, ma non capisco perché non ha mai l’intenzione di scrivermi.
Allo stesso tempo penso sia stupido quello che dico; averlo fatto con qualcuno diverso da lui e pentirmene prima durante e dopo non significa che lui sia speciale e che mi rimane impresso in particolare modo, è perché l’idea di lui che ho per adesso è questo. Distante, irraggiungibile e non interessato.
Innamorato dell’ex per giunta; ma perché sempre in sti casini mi devo infilare.
non so fare un cazzo
non so bene come introdurre questo argomento, ma semplicemente dirò:
tutto quello che faccio fa schifo, non vale un cazzo e non lo so fare per niente bene.
Ora che la base è costruita e ho espresso molto facilmente il concetto di questo post, andrò a spiegare meglio come mi sento a riguardo.
In base a come mi sveglio, capisco quante volte penserò di essere un fallito; l’ammontare varia molto dal clima esterno, se ho impegni durante la giornata, se questi impegni mi piacciono e mi soddisfano o se sono pesanti e non voglio veramente affrontarli (altra cosa da elaborare poi). Ovviamente non è il solo sentirmi un fallito, che è forse troppo generica come cosa, ma è il non saper fare nulla delle cose che credevo di saper fare, e quindi scoprirmi incompetente su tutto ciò che mi piace e in cui pensavo di essere bravo e magari avere un futuro in questo. Non essere bello, carino, apprezzabile e apprezzato. Essere una palla al piede, uno sputo, noioso, cretino e stupido. Non essere mai all’altezza della situazione e non saper gestire i problemi.
Sto notando per queste cose un sacco d’ansia che si crea, tipo, mi immagino di trovarmi nella situazione di un protagonista di un film, in cui, davanti a tante persone, deve fare un discorso e essere convincente e piacere, emozionare tutti. Ecco, io mi immagino di essere in una posizione simile, cosa che non succede in quel momento, ma penso a “ma se succedesse a me, in un futuro non troppo lontano? devo prepararmi, subito, all’instante, oddio sta succedendo adesso COSA FACCIO?!” MA CHE CAZZO, calmati La mia mente, sempre di più, non avendo un qualcosa di stabile al momento, fa questa cosa di mettersi in situazioni difficili da gestire e molto probabilmente impossibili, come a testarmi. Mettere alla prova abilità che vorrei, ma non possiedo e non posso avere senza aver provato o imparato prima. Un pò per sentirmi più stupido, un qualcosa in più in cui non sono bravo fin dall’inizio.
Vedo sempre di più che gente giovanissima sembra avere questi talenti innati, e che a un’età assurda, e sembrano anche diventare sempre più giovani. C’è sempre uno più bravo a fare queste cose che io non so fare, e lo sento sempre come una sfida, ma la realtà è che non me frega nulla, e non mi deve fregare nulla. Ma ahimè la mia testa non la pensa nella stessa maniera.
Se non hai questo livello di praticità nelle cose che ti piacciono e non capisci subito, allora hai fallito, non troverai mai un lavoro, non troverai mai nessuno che crede in te abbastanza, e in più tu non ci crederai mai abbastanza.
Ecco come mi sento, schiacciato sempre di più dalla forza della mia testa che mi dice di non provare nulla, di non continuare, di procrastinare nel caso perché pure quel modo ucciderà eventualmente le mie aspettative e il mio lavoro per imparare a migliorarmi e facilitare il processo di crescita.
Procrastinare uccide.
Tutte le volte che spingo avanti una cosa che non mi piace fare, ma so che mi fa bene, mi faccio del male. Penso sia per avere più tempo per me, e fare qualcosa che serva alla salute del mio corpo/mente, ma so che mento a me stesso. O non lo so in realtà. Non riesco a decidere delle mie azioni cosa è giusto e meglio per me o sbagliato e peggio per me.
Non so realmente molte volte quello che faccio perché lo faccio, il vero motivo. Ci sono sempre percentuali, ma poi mi chiedo “chi ha la maggioranza, qualcuno deve pure averla”. E io non lo so; o ho troppa paura di saperlo.
Beh sta di fatto che mentre che io volevo cercare di affrontare tutta questa merda che mi scorre nella testa, continuo a pensare a un tizio che non sarà mai nulla per me (perché so già che non può essere mio amico, non durerà mai), ed è semplicemente un altro modo di procrastinare nella mia vita di tutti i giorni; rincorrere ragazzi, non disponibili, credendo che lo siano perché “tu sei diverso dai soliti e non puoi non piacergli” e poi scoprire che vanno con altri e rimanerci male, maledicendo il mondo e dando la colpa a tutti tranne che a te, il creatore del magico mondo di stronzate in cui vivi.
Bye guys, see ya
sentire troppo o niente?
ultimamente sembra che le giornate siano sempre più simili tra di loro. io che non mi impegno minimante, nelle cose che vorrei fare, le rende ancora più noiose.
Non riesco a prendere una posizione a riguardo e continuo a procrastinare, cosa che ripeto ormai da una vita, sempre quello il problema. Ecco sembra sempre tutto uguale, É sempre tutto uguale!
Ma il vero problema penso stia più nella paura di oltrepassare questo scoglio. Lo scoglio = paura di fare effettivamente qualcosa e rischiare o di cambiare tutta la propria vita in meglio avendo tutto quello che vorrei (interessante ma molto, troppo, esageratamente ottimista come punto di vista) o rovinare tutto, cadere in depressione e iniziare a odiare me stesso come sport agonistico per il resto della mia vita, scoprendo tutto d’un tratto che ciò che faccio non vale un emerito CAZZO.
Un buono a nulla, un impedito che si è inventato nella sua vita di saper far qualcosa e volta dopo volta gli viene ripetuto che non ne vale la pena proseguire il suo stupido sogno, quindi sai che c’è, non provarci nemmeno. MEGLIO
Stai a casa, pensa di consolarti con piccole storie d’amore sullo schermo e musica eccessivamente gay e assordante, e rimboccati le coperte bene a modo perché da quel letto non uscirai più.
Sono momenti così che mi fanno pensare sia meglio tornare dallo psicologo.
Ma penso tra me e me, “Tranquillo, sai come gestirlo, sai qual è il tuo problema”, però continuo a evitarlo e nonostante lo stia scrivendo qui, forse, lo sto allontanando ancora di più.
So cos’è, so come potrei migliorare, ma sembra che io stia facendo di tutto per non affrontarlo.
Ogni giorno mi riempio di piccole cose da fare, come se fossero più importanti di scrivere il mio CV, o pubblicare lavori fatti, fare lezione di cose che effetivamente sono utili per la mia carriera.
Per non parlare delle esibizioni invece, delle ball, del gareggiare o dei vestiti da preparare. Io non so come, ma 0 creatività e 0 sforzo, sempre a ogni evento con l’outfit sbagliato e creato all’ultimo con cose a casissimo, costose e non, ma sempre non efficace.
Mi sento inadatto alla scena, non voglio nemmeno essere loro amico, non voglio far parte di questa cosa. Però allo stesso tempo non lo so, non capisco se questa mia frase sia dettata dalla paura di non essere abbastanza, nonostante mi piaccia ballare, so di essere bravo, ma so anche che nei momenti di stress non do sempre del mio meglio, perché non so gestirlo. Oppure perché realmente non mi importa. Non saprei proprio cosa scegliere. Cosa sia effettivamente vero o no.
Penso che però una cosa sia certa, vorrei trovarmi un lavoro con cui mantenermi veramente e mantenere questa mia passione.
Però lo dico come se il ballo non potesse essere un lavoro. Ovvio che potrebbe essere una strada, ma non so se sia o possa essere la mia, non qui, non ora. Ma se non ora quando?
A ogni modo, sono molto stressato per la ball di domani. Il look non è il massimo, ma non importa più di tanto. I tacchi non so se mi reggeranno e l’ansia di sbagliare come la volta a Verona (storia che tengo per un’altra volta) mi sta pressando l’anima.
11-01-2020
Vorrei tanto che le storie che creo nella mia testa e che continuano a disturbarmi ogni giorno non fossero collegate a ragazzi, ma ahimè.
In realtà sono una grande valvola di sfogo di tutte le mie insicurezze e precedono ogni mio meltdown per molti più fattori che influenzano la mia vita, diciamo che aiutano ad aprire il vaso di Pandora, liberando ogni mia piccola insicurezza e cazzata che mina la mia felicità o la ricerca di essa.
Questa volta sto scrivendo in uno di quei momenti in cui ci si trova prima della caduta nell’oblio, quindi diciamo che sono riuscito a convincermi a fare uno sforzo un pelo prima, per poter ragionare bene sulla cazzata che sto per intraprendere, cercando di aggrapparmi alla possibilità di salvarmi da questo schianto (molto probabile e in arrivo molto presto).
Tuttavia iniziamo da capo.
Apro le chat, lo vedo, gli scrivo dopo che lui mi aveva evitato da giorni su Tinder, con il rischio di sembrare assillante e patetico. Mi risponde, scopro che non ha Tinder sul cellulare ma solo su pc (chi cazzo usa tinder sul pc?!) Parliamo e ci piacciamo. Ci accordiamo per uscire. Serata passata molto bene e io gli dico che mi piace e lui risponde grazie.
Detto questo io devo veramente ragionare su come funzionano le relazioni, qualsiasi relazione.
C’è qualcosa che mi sfugge; la velocità della cosa per esempio.
Perché gli ho detto che mi piace e non me lo sono tenuto per me una volta che poteva filare tutto liscio. Perché poi rispondere “grazie” faccia di merda, potevi ricambiarlo magari constatando il fatto che fisicamente ti piaccio o intellettualmente o una cazzata simile. Cioè tutta la sera e un solo “sei simpatico”???
Sto sempre pensando di più che io sia troppo impaziente. Appena qualcosa va bene, per me è un semaforo verde che mi dice “ok ti puoi buttare” quando in realtà se ti viene fatto presente che non vuole una relazione né scopare, probabilmente non hai la liberatoria per fare proprio nulla.
Siete amici No Conoscenti
Si, vi trovate bene insieme, ma no e NO, smettila di credere che possa significare di più. Soprattutto se continui con questi salti temporali assurdi. Smettila di pensare che in tempo due giorni sia ai tuoi piedi, se poi in altrettanti si caverà dai maroni dicendoti che non funziona o tu ti annoi.
Usa il tempo che ti viene dato per conoscere meglio la persona. Dai tempo alle cose di crescere, ma addirittura, prima ancora, di nascere. Non vedrai mai la luce di nulla se non ti prendi il tempo di capire se può funzionare, se ha senso provarci o se è solo una perdita tempo.
Per questo non vedo un futuro nemmeno questa volta, perché mi conosco. Se mi prendo troppo tempo mi annoio e lo allontano. Se faccio velocemente mi ripeterà che non cerca nulla e mi allontanerà lui.
E pensare che la cosa più giusta e semplice per risolvere il problema sarebbe ASPETTARE. Calma, e pace. Pensare ai propri e reali problemi. Essere se stessi e pensare a come migliorare se stessi.
Lui infatti non c’entra nulla mi verrebbe da dire. Rappresenta al massimo tutti i motivi per cui io ce l’ho con me stesso. I motivi per cui le soluzioni alle cose nella mia vita non funzionano.
Saltano sempre fuori in situazioni così poiché mi concentro su cose inutili, come una possibile relazione con una persona di cui non ho mai avuto bisogno e di cui non avrò bisogno, capendo così quanto sia sceso in basso pur di procrastinare e bendarmi la vista davanti ai problemi veri.
Hi
Scrivo qualcosa solo perché sento che devo buttare giù un po’ di cose e voglio provare a vedere se sto meglio poi
Vediamo un po’, prima di tutto questi giorni sono stati un po’ pesi. Le giornate lavorative sono ricominciate e con il fatto che non ho più un lavoro fisso e a cui presentarmi tutti i giorni, ora è strano stare a casa.
Svegliarsi tardi o presto, solo perché voglio. Provare in tutti i modi ad andare a letto il prima possibile non riuscendoci mai (e non provandoci realmente). Tutto questo per smettere di sentirmi un fannullone giorno dopo giorno sempre di più.
Sto procrastinando sempre di più, non riesco a portare avanti nulla, e le richieste di cose da fare aumentano sempre. Finisco sempre per mettere le cose meno importanti davanti e più quelle che effettivamente mi aiuterebbero a crescere. Tipo oggi, che ho deciso di guardare serie tv, fare qualche lavoro per la vecchia agenzia (che però devo fare da contratto, anche se si dovrebbero arrangiare qualche volta) e cose in casa inutili.
Poi sono qui, a scrivere, anche se penso a quanto sia utile per mettere in ordine le idee.
Oggi era un continuo mettere un problema sopra l’altro, mattone dopo mattone. Piano piano dimenticandoli, ma allo stesso tempo accumulandoli, si amalgamano diventando una cosa sola e poi inseparabili. È così che poi si creano i motivi per tornare dallo psicologo.
Mi farebbe piacere tornarci, ma penso di aver appreso i metodi per gestire alcune cose. Ma non mi sento per niente sicuro di me, forse questo è il problema più grosso.
Per ora mi limito a questo, poi si vedrà se continuerò a confidarmi qui sopra