I don’t want to be at the mercy of my emotions. I want to use them, to enjoy them, and to dominate them.
Oscar Wilde (via quotemadness)
Sweet Seals For You, Always
$LAYYYTER
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

❣ Chile in a Photography ❣
🩵 avery cochrane 🩵
𓃗
todays bird
Mike Driver
Xuebing Du
d e v o n
trying on a metaphor
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Cosmic Funnies
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Andulka

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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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@frawrites
I don’t want to be at the mercy of my emotions. I want to use them, to enjoy them, and to dominate them.
Oscar Wilde (via quotemadness)
Quando guardo una rosa, mi accorgo che le cose dell'universo non sono tenute a essere belle, eppure lo sono. Perché noi non riusciamo a raggiungere la bellezza di una rosa o dimentichiamo come si fa? Troppo concentrati sui risultati anziché sulle persone, trascuriamo di prenderci cura di noi stessi come esseri viventi, cioè chiamati a essere di giorno in giorno più vivi, capaci di un destino inedito, e ci accontentiamo di attraversare stancamente la ripetizione dei giorni senza gioia. Io credo accada perché spesso alla vita preferiamo il suo rivestimento, come se chi ha ricevuto un regalo si accontentasse del pacchetto per paura di rimanere deluso.
Alessandro D’Avenia (via maledettadaunangelo)
Mi sembra che stiamo dimenticando l'arte di essere felici, e che quando lo siamo, per paura che lo stato di grazia sia un'illusione, lo condanniamo a esaurirsi, come un giardiniere che non si fida del seme di rosa a causa della sua piccolezza e fragilità, e per questo decide di non curarlo.
Alessandro D’Avenia (via maledettadaunangelo)
I get way too sensitive when I get attached to someone. I can detect the slightest change in the tone of their voice, and suddenly I’m spending all day trying to figure out what I did wrong.
Brandon Stanton, Humans of New York (via theliteraryjournals)
libro, dal latino “liber” (corteccia).
Our fight is not over . . .
Mi dicevo " Se non oggi, domani", posticipando ogni volta di mostrarmi per quella che ero. Faceva male vedersi descritta con aggettivi che non sentivo miei, ma in quei casi la vigliaccheria superava sempre il coraggio e finivo, così, per diventare davvero quella che gli altri avevano costruito. In fondo, però, sapevo che avrei continuato a mostrare la mia vera natura alle sole persone che inconsapevolmente avevo già ritenuto meritevoli, perché da tempo profonde conoscitrici di un'indole che in un modo o nell'altro erano riuscite a rendere affine alla propria.
and so a hero never dies
In peace may you leave this shore. In love may you find the next. Safe passage on your travels until our final journey on the ground. May we meet again.
There are some things about myself I can’t explain to anyone. There are some things I don’t understand at all. I can’t tell what I think about things or what I’m after. I don’t know what my strengths are or what I’m supposed to do about them. But if I start thinking about these things in too much detail the whole thing gets scary.
Haruki Murakami, A Slow Boat to China (via wordsnquotes)
…vivere tota vita discendum est et, quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori.” “…for your whole lifetime you have to learn how to live, and, what maybe will surprise you even more, for your whole lifetime you have to learn how to die.
Lucius Annaeus Seneca, De Brevitate Vitae, Chapter 7 (via nev3r)
She never looked nice. She looked like art, and art wasn’t supposed to look nice; it was supposed to make you feel something.
Teen (via words-in-the-paradise)
Ho provato ad agire come avreste sempre voluto che agissi, ho provato a modificare pezzo per pezzo tutte quelle cose che non vi sono mai andate a genio di me; mi sono messa in discussione, mi sono chiesta più volte chi fossi davvero, andando alla ricerca di mille aggettivi diversi per trovare quelli che più si avvicinavano alla mia personalità, ho sottoposto me stessa a cambiamenti per il solo desiderio di piacere agli altri e, illudermi, così, di piacere anche a me stessa. Ma la verità è che è stato tutto invano: i cambiamenti non fanno per me, fingere di essere qualcuno che non sono neppure. E forse, dopo tutti questi tentativi, un aggettivo giusto per me l'ho trovato: "statico". Ecco, io sono assolutamente, indubbiamente e inevitabilmente una persona statica che faticherà sempre ad accettare le novità.
-Credo di essere diventata pazza.-Esordì la ragazza rompendo l’ imbarazzante silenzio che era calato tra di loro. -Perché? -Sono gelosa. -Oh, ma non sei pazza. Capita a tutti, prima o poi. È perché tieni così tanto a una persona che… -Io non parlo di persone. Le persone non mi interessano. -E cosa, allora?-Il ragazzo la guardò con curiosità, chiedendosi se tutte le dicerie sul suo conto fossero vere, se la ragazza dai lunghi capelli corvini e gli occhi verdi come aghi di pino, fosse davvero una tipa strana o come lei stessa si era definita, “pazza”. -La vedi quella farfalla? Il ragazzo seguì la direzione del suo indice, sforzandosi di seguire il filo di un discorso che non aveva nè inizio nè fine. Annuì, la farfalla che volteggiava leggera nell’ aria appena sopra le loro teste, la vedeva bene in tutto il suo splendore, variopinta di colori così vivaci da riuscir a far sorridere anche la più triste dell’universo, ma un istante dopo si rese conto del fatto che la persona più triste dell’universo ce l’avesse proprio accanto. -Lei è libera, può uscire dalla sua gabbia ogni qual volta lo desideri, io no. Io sono rinchiusa in questo labirinto intricato di emozioni indesiderate e ci resterò ancora a lungo. Temo che quel lasso di tempo si chiami ‘per sempre’.
Francesca Barracca. (via persempresignificatantotempo)
Questa mattina ho ritrovato un saggio breve sulla fedeltà a partire dal mondo classico fino ad oggi che feci in quinto ginnasio. L'ho riletto e ora mi chiedo perché io non riesca più a scrivere così: La fedeltà è, in assoluto, il valore più degno e meritevole di considerazione, l'unica virtù alla base di ogni sorta di valore che possa realmente definirsi tale. Potremmo persino affermare che essa sia alla base della nostra stessa esistenza, che essa abbia giocato un ruolo fondamentale nel regolare le norme e le certezze alle quali tutt'oggi ci affidiamo, a partire dalla nostra stessa religione. Del resto lo stesso atto di Dio del concedere le Tavole Dell'Alleanza ad un uomo apparentemente qualunque non è forse dovuto a un patto di fedeltà reciproca? E la nostra stessa fede nella religione, non deriva forse da un vero e proprio desiderio di porre fiducia in un qualcosa di superiore che sia in grado di trovare una risposta più o meno soddisfacente riguardo gli interrogativi che più ci affligono? E' nella natura dell'uomo dedicarsi alla ricerca di certezze, almeno per dare un senso alla propria vita e la fedeltà si inserisce in questo contesto proprio come quel sentimento, quel ''legame che unisce l'uomo con l'uomo, un legame interiore, iniziato da libera scelta''. E', infatti, il filosofo Tischner, proprio come G. Marcel che nel suo Homo Viator fa una distinzione di significato tra obbedienza e fedeltà, che ci presenta un concetto di quest'ultima legato alla libertà, alla scelta personale di porsi metaforicamente, al servizio di un qualcosa o di qualcuno. Il cavaliere, protagonista indiscusso di quell'amor cortese tipico del feudalesimo, che ama la sua donna a tal punto da prostarsi ai suoi piedi e a giurarle fedeltà quasi allo stesso modo in cui un uomo fa con il proprio signore, mettendosi a servizio di quest'ultima rappresenta una perfetta testimonianza del pensiero di Tischner riguardo la fedeltà intesa Core il percorso attraverso il quale si compiono numerosi atti non solo per la felicità di colui al quale si è ormai legati da un vincolo indissolubile, ma anche per la propria realizzazione personale. Scegliere di essere fedeli alle proprie convinzioni, ai propri ideali, ma soprattutto alla persona amata per tutto il resto della vita è una promessa che tutti , prima o poi, nel corso della propria esistenza, si ritrovano a fare principalmente a se stessi, cercando di mantenere fede alla parola data, rispettando il rapporto con l'altro e tentando attraverso la coerenza, di agire sempre nella piena osservazione di una morale che rappresenti un vero e proprio modello al quale ispirarsi. Ma qual è il reale rapporto che si instaura tra morale e fedeltà e che permette di accostare termini così apparentemente diversi? Nella società contemporanea, il vero concetto di fedeltà è stato sostituito con una serie di convinzioni che non hanno nulla a che vedere con quest'ultimo: si tende a voler far prevalere una propria opinione solo per giustificare un comportamento sbagliato. Nell'ambito dell'amore coniugale, infatti, spesso sentiamo parlare di ''tradimento'', ''divorzio'', parole che, effettivamente, fanno pensare alla rottura del patto di fedeltà stipulato con la cerimonia del matrimonio. E' quando si intraprendono relazioni extra-coniugali o semplicemente ci si stufa di condividere la propria esistenza con l'altro, che bisognerebbe prestare maggiore attenzione alla propria morale il cui compito dovrebbe essere quello di condurre a una sorta di compromesso, a una soluzione che sia in grado di rinnovare il giuramento di fedeltà, un giuramento del quale spesso ci si dimentica, attratti da un qualcosa che va al di là della nostra stessa ragione: è pur sempre vero che reprimere il desiderio di rompere quella quotidianità scandita da gesti compiuti per lo più per il bene dell'altro, è un'azione che richiede valori e qualità morali che non tutti possiedono allo stesso modo. E lo stesso tradimento, l'infedeltà amorosa è uno dei temi ricorrenti e più ampiamente discussi anche nella letteratura fin dai tempi più remoti. Non è forse Catullo, figlio di quella cultura latina che celebrava la Fides come uno dei valori più importanti che permetteva ad un esercito di combattere in difesa della propria città e che ne esaltava il ruolo attraverso la personificazione divina, che giura amore eterno alla propria amata, convinto di poter persuadere quest'ultima alla fedeltà reciproca che sarà, tuttavia, ben presto distrutta dalla stessa Lesbia e provocherà nel poeta acute sofferenze e dolori? Ovviamente, l'infedeltà non può non suscitare sconforto e rabbia nell'animo di coloro che pongono fiducia in tale valore e alimentare il desiderio di un riscatto della propria umiliazione, una vera e propria vendetta di cui si sono serviti autori appartenenti alle epoche più diverse per mettere in scena uno dei drammi più diffusi della società: donne desiderose di provare un nuovo tipo d'amore, come la Emma Bovary di cui Flaubert ci descrive la complessa personalià borghese sullo scenario di turbolente e momentanee passioni; donne che non possono sfuggire al desiderio di amare e di venir corrisposte, pur venendo meno alla fiducia posta nel nel vincolo coniugale: Francesca da Rimini, donna dal linguaggio cortese e di rafinata cultura, dinanzi alle cui dolci parole Dante prova pietà, non ha colpa, se non quella di aver tradito il marito, tuttavia di ciò non bisognerebbe tener conto, se si considera l' indescrivibile passione che la spinge a seguire il suo grande amore nell'Inferno, giurando fedeltà ad un'eternità condivisa. Eppure, per quanto la fedeltà possa essere legata ad aspetti negativi, essa rappresenta pur sempre un approdo sicuro al quale fissare la propria ancora, se si è alla ricerca di un qualcosa o un qualcuno che ci dia sostegno e ricambi la nostra dedizione. Nel caso degli uomini, questo concetto sembra assumere meno valore rispetto a quello che riguarda il mondo animale. Si dice, infatti, che il cane sia il migliore amico dell'uomo, che egli dimostri una fedeltà nei confronti del proprio padrone di cui neppur gli uomini sono capaci e potremmo persino affermare che ciò sia vero, che la tenera storia del cane Hachiko, dalla quale è stato tratto l'ononimo film, sia uno degli esempi più commoventi al quale possiamo far riferimento, poichè è del tutto improbabile che un uomo decida di recarsi ogni giorno alla stazione in attesa di un ritorno che non avverrà. Questa reale dimostrazione di fedeltà rappresenta un modello al quale noi uomini dovremmo affidarci per giungere, attraverso un iter costituito da veri e propri atti, alla piena comprensione del termine ''fedeltà'', poichè la fedeltà stessa si manifesta negli atti. ''La vera esistenza dell'uomo è il suo atto'', scriveva Hegel e non possiamo far a meno di essere d'accordo con il filosofo poichè, in fondo, neanche le parole e le promesse possono realmente garantirci la piena fedeltà da parte di uomini che hanno ormai smesso di credere in simili valori, preferendo aver fede nelle proprie convinzioni, piuttosto che nel vincolo amoroso o nella sincerità di un rapporto di amicizia.