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Se hai bisogno di parlare, ci sono
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Lasciamo perdere
Se hai bisogno di parlare, ci sono
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Abbastanza bene e tu?
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Un sole che splende per me soltanto
Come un diamante in mezzo al cuore
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He checked her pulse
MetaMoro step by step
Sanremo
“Lui è mio fratello, io lo difendo e quindi lo abbraccio”
“Ho trovato un nuovo amico e questo mi rende felice, questa è la vittoria più grande.”
Postcard registration in Porto
“Yo soy Ermal”
“Io so’ FaBBBBrizio”
Assago
“’Mazza quanto sei profumato Fabbrì!”
Eurovision
“(Fabrizio) è stato eletto il cantante più sexy dell’Eurofestival, […] ma io lo sapevo perché insomma… scelgo bene.”
“Mi prende sempre in giro, ma lo lascio fare. È giovane.”
“Il mio problema sai qual’è? […] A telecamere spente lui mi fa nero.”
Partita del cuore
“Ha corso per mezz’ora, per mezz’ora non ha toccato un pallone. Io direi che è stato scandaloso.”
“Senti, l’intervista la sta facendo a me. Levate.”
Assisi
“In questo momento sto scrivendo un album nuovo e la prima persona a cui voglio farlo ascoltare è Ermal.”
Olimpico
“Questo non è un sogno, è la realtà. È la tua realtà!”
“Questo è un nostro fratello, questo è un nostro fratello.”
Trento
“Penso che questo momento, questa fotografia sia la giusta chiusura di un cerchio.”
IMAGinACTION
“Un saluto a te, compare mio […] Ti mando un grande abbraccio e spero di sentirti, anzi, di vederti molto presto. Mi manchi…”
“È sempre un bel vedere Fabrizio.”
“Quegli occhi, quel paio di occhi che brillavano sembravano due fari, due torce… e quel sorriso, così accecante, sembrava… sembrava di vedere il sole quando lei rideva, credimi.
Quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell’espressione, ma è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro.
Tu pensi che io c’ho avuto soltanto un infarto, ma io ne ho avuti tre, quattro, non lo so nemmeno io quanti ce ne ho avuti!
Il primo sicuramente quando ci siamo visti la prima volta, poi il secondo quando mi ha accarezzato e il terzo quando ci siamo baciati qui.
Stavo per rimetterci le penne, lo sai.
Però se qualcuno mi facesse la fatidica domanda: “Ernesto, ne e’ valsa la pena?” Io risponderei: “Ne è valsa la pena! Ne è valsa veramente la pena!!!”
(Carlo Verdone - Manuale d’amore 2)
Call Me By Your Name (2017) | Skam Italia (2018)
Così perfetto.
Ho scritto questa cosetta, una OS MetaMoro, molto easy, senza impegno, insomma si fa quel che si può 🙈 Ve la lascio qui 💖
Ermal non poteva negare l’evidenza: quel videomessaggio di Fabrizio lo ha scombussolato, completamente. È andato avanti con l’intervista, ha fatto del suo meglio ma le parole dell’altro continuano ad essere lì, impresse nella mente. Una volta terminata l’intervista ha finto un impegno ed è corso via, e una volta solo, in macchina, ha dato sfogo ai suoi pensieri. Gli mancava Bizio, gli mancavano le loro chiacchierate, gli mancava il suo romanaccio e gli mancava persino la sua giacca da pescatore. Insomma, sta messo proprio male. E averlo risentito così, dopo mesi che non si parlavano perché troppo impegnati con i rispettivi lavori, lo ha travolto. O quantomeno questa è la scusa che Ermal si è dato ma in realtà lui avrebbe voluto contattarlo ogni singolo giorno ma la paura ha avuto la meglio. Fabrizio ha provato inizialmente a restare in contatto ma Ermal lo snobbava e spesso non lo rispondeva affatto, facendo così credere al primo che una volta finito il momento di “Non mi avete fatto niente”, non avesse più alcuna intenzione di avere a che fare con lui, per motivi però a lui completamente ignoti. Fabrizio credeva che quel percorso avesse portato alla nascita di una nuova amicizia, tutto quello che ha detto su Ermal lui lo pensa, crede davvero che sia stato una luce per lui, una luce che ha illuminato un cammino che spesso vedeva buio e pieno di ostacoli, ostacoli che non sono spariti, ma con Ermal ha imparato a riconoscerli, a scansarli o nel caso a rialzarsi col sorriso. Il sorriso. Il suo sorriso. Una delle sue fonti di luce. Poi ci sono gli occhi ed infine la sua anima. Quella brilla più di tutti. Ma nonostante la sua voglia di restare in contatto, la totale assenza di Ermal lo ha fatto sentire a disagio, fastidioso, non desiderato, per questo ha smesso di cercarlo. Ma quando, dopo mesi, gli hanno chiesto se avesse voglia di lasciare un videomessaggio per lui, non ci ha pensato su due volte, la mancanza era troppa e se questo era l’unico modo per comunicare con Ermal lo avrebbe sfruttato.
Ermal è in lacrime, non sa come comportarsi, sa di essersi comportato malissimo con Fabrizio ma nel videomessaggio gli ha chiesto di chiamarlo e ha parlato con lui come se nulla fosse successo, come se non ci fosse stata la sua totale assenza in quei mesi. Assenza alla quale avrebbe dovuto dare una motivazione ma come può dire a Fabrizio che lo ha fatto solo per evitare di innamorarsi di lui? Per evitare di distruggere la loro amicizia che poi ha distrutto ugualmente per la sua assenza e per la sua paura? Ermal aveva ormai notato che per Fabrizio non provava più una semplice amicizia, le farfalle allo stomaco e i vari brividi che provava quando si sfioravano, quando l’altro gli toccava i capelli, erano stati un chiaro segnale: le cose stavano cambiando ma non dovevano cambiare. Il suono del suo cellulare lo fa sobbalzare, Fabrizio lo stava chiamando. Non poteva evitarlo, non ancora. Prova ad asciugarsi le lacrime e mascherare la voce. “Bizio” sussurra, non appena accetta la chiamata. “Hey ricciolì, finalmente me rispondi.” Ermal tira su col naso, era davvero dura non scoppiare a piangere in quel momento. “Ermal tutto bene?” chiede Fabrizio, non ricevendo risposte dall’altro. “S-si tutto bene...” “Ma stai a piagne?” “Nono, sono raffreddato” “A Ermal, nun me raccontà balle, che c’hai? Ti conosco ormai.” “Scusami Bizio, scusami se non mi sono fatto sentire più, scusami” e scoppia in lacrime, le ha trattenute per molto, forse troppo tempo ed ora che ha riascoltato la voce di Fabrizio un grande senso di colpa lo ha pervaso. “Ricciolì, hey, ma nu piagne, nun te preoccupa, semo stati impegnati, so cose che capitano ma nu piagne”. A Fabrizio sentirlo piangere lo stava ammazzando, avrebbe voluto abbracciarlo, stringerlo forte, dirgli che non era importante, che ora erano lì e potevano ricominciare. Maledetta distanza. “No Bizio sono stato uno stronzo e tu dovresti mandarmi a fanculo e non rincuorarmi per come mi sono comportato, smettila di essere così...così...” “Così come?” “Così perfetto.” “Credimi, so tutto tranne che perfetto ricciolì.” “Per me lo sei...” “Daje smettila che arrosisco, fa na cosa, ora calmate, torna a casa, riposa n’po e poi domani ce sentimo de novo, va bene?” “Vabbene Bizio, domani ti chiamo io, promesso” “Ma tu non fai promesse Ermal...” “Non le faccio perché ho paura di non riuscire a mantenerle e deludere le persone, ma questa non ho alcuna intenzione di infrangerla” Fabrizio sorride, “A domani ricciolì” “A domani Bizio” e riattacca, sorridendo. Averlo sentito anche se solo per pochi minuti gli ha fatto bene, non se lo merita. Lui non si merita Fabrizio nella sua vita. E questo pensiero fa scendere altre lacrime amare dai suoi occhi. Un suono dal suo cellulare segna l’arrivo di un nuovo messaggio, da Fabrizio. Ermal si asciuga un po’ il viso ed apre la chat, non c’è alcun messaggio ma Fabrizio gli ha inviato una canzone. Non la conosce, è del nuovo album dei Thegiornalisti, il titolo è “L’ultimo giorno della Terra”. Non riesce a capire come mai Bizio gli abbia mandato quella canzone ma quando le prime note e le prime parole iniziano a diffondersi nell’aria, qualcosa capisce.
Non c'è da capire niente Devi solo calmarti Hai le lacrime che sanno di dolce Dove scappi così in mezzo alla notte? Devi solo giurarmi Che non lo rifarai mai più Se no, io sto male
“No Bizio non lo farò mai più, non scomparirò più...”
Crollano le stelle sopra i tetti di Milano Forse dovremmo fare l'amore In questa stanza del settimo piano Scendono dal cielo asteroidi come navi Forse dovremmo abbracciarci ancora Forse dovremmo tornare a Roma Per l'ultimo
“Magari potessimo fare l’amore Bizio, magari potessi riabbracciarti...”
Dai non è successo niente Non è il caso di stare Tutto il giorno con quel faccione E non scrivermi che mi vuoi bene Che non vuoi più tornare Che non vuoi più soffrire Perché così non vale
“Sto di merda Bizio ma sai cosa ti dico? Che ho voglia di soffrire di nuovo se soffrire vuol dire iniziare ad amare te...”
Crollano le stelle sopra i tetti di Milano Forse dovremmo fare l'amore In questa stanza del settimo piano Scendono dal cielo asteroidi come navi Forse dovremmo abbracciarci ancora Forse dovremmo tornare a Roma Per l'ultimo Per l'ultimo Giorno della Terra Giorno della Terra Giorno della Terra Giorno della Terra
“Se questo fosse l’ultimo giorno verrei da te. Immediatamente. E se non lo fosse? Cosa farei?”.
Ermal accende la macchina, si asciuga le lacrime, la canzone continua a suonare in ripetizione, unica destinazione: Roma, o meglio, Fabrizio.
È notte fonda quando arriva fuori casa di Fabrizio ma nota la luce accesa. Non vuole bussargli e farlo spaventare per l’ora tarda e decide quindi di contattarlo. “Bizio, sei sveglio?” Pochi secondi dopo arriva la risposta. “E so svejo si, sto a aspetta un messaggio tuo da ore, te manno na canzone e niente, nu dici niente, me potevi armeno di quanno sei arrivato a casa che ero preoccupato” Ermal gli risponde semplicemente scrivendo “Aprimi”. Qualche secondo dopo la porta si apre rivelando un Fabrizio completamente scettico. Ma con un sorriso a trentadue denti. “Ma che ce fai qui?” “Forse dovremmo abbracciarci ancora, giusto?” Ed Ermal gli si fionda tra le braccia, quelle braccia che lo fanno risentire protetto. E Fabrizio accetta volentieri quell’abbraccio, incastrando la sua testa nell’incavo del collo dell’altro e lo annusa, ha sempre amato farlo, sentendosi nuovamente a casa. “Me sei mancato Ermal, quanto me sei mancato!” e nel dirlo lo stringe ancora di più al suo corpo. “Scusami Bizio, sono stato uno stronzo, credevo di fare la cosa migliore allontanandomi da te ma alla fine ho fatto soffrire entrambi, scusami, scu...” Ma Fabrizio non gli permette di continuare e gli si fionda sulle labbra. Ermal è imbambolato, non ricambia nemmeno il bacio, resta lì, fermo, con gli occhi sgranati. Fabrizio si stacca allora, non era la reazione che sperava. “Scusa ma non sopportavo più le tue scuse e ho deciso di zittirti...dai entriamo che fa freddo fori, stamo ancora qua”, chiude la porta e conduce un Ermal ammutolito all’interno. “Daje accomodati sul divano, pijo du birre”, Fabrizio decisamente non sperava in quella reazione. “Bizio” lo chiama Ermal “vieni qui”. Fabrizio torna indietro, ora sono l’uno davanti all’altro. “L’hai fatto solo perché non volevi più sentirmi dire scusa?” E Fabrizio annuisce anche se dai suoi occhi trapela tutt’altro. “Quindi se io, tipo ora, ti chiedessi di nuovo scusa, tu cosa faresti?” E Fabrizio sorride, forse la reazione che voleva stava arrivando. “Potrei zittirte n’artra vorta” e nel dirlo gli si avvicina. “Beh allora, scusami Bizio, scusami, scusa-“ e anche stavolta viene interrotto. Ma Ermal ricambia finalmente quel bacio, quel bacio che ha tanto desiderato. Le loro labbra si uniscono, si scontrano ma ad Ermal non basta più, dischiude le sue e accarezza quelle di Fabrizio con la sua lingua, chiedendo gentilmente l’accesso. Accesso subito consentito: in fondo era questa la reazione che sperava di ottenere Fabrizio. Quando le loro labbra si staccano, le loro fronti restano unite e i loro occhi si intrecciano. “Nun hai idea da quanto te voglio.” “Sono un completo cretino.” “Perché?” “Perché ho deciso di allontanarmi per paura di innamorarmi di te ma la cosa è stata stupida perché punto primo, anche tu mi volevi e punto secondo, mi sono lo stesso innamorato di te.” “Sei un completo cretino.” “Hey!” controbatte Ermal dandogli un piccolo pugno sulla spalla al quale Fabrizio risponde ridendo. “È a verità ao!” “Si ma se lo dico io va bene, se lo dici tu no” “Te sei capito solo tu ma se te interessa, so cretino pure io” “Ah questo lo so” “Scemo!” gli dice Fabrizio “Dico sur serio” “Perché?” “Perché dovevo prenne n treno mesi fa pe te venì a prenne, conoscendo le pippe mentali che te fai. E invece me so limitato a messaggiarte e a credere che stavi mejo senza de me. Ah e nel frattempo me so innamorato pure io, ma so dettagli.” “Dettagli un cazzo” urla Ermal con un sorrisone enorme. “Ao, e che so ste parole?” “Sta zitto e baciami.” Fabrizio sorride e lo bacia, eccome se lo bacia, lo bacia come se non lo avesse mai fatto prima, lo bacia come se fosse la cosa più importante e come se da questo ne dipendesse la sua vita. E forse è così. Ma stavolta le labbra vanno oltre, arrivano al collo, lasciano morsi e dolci leccate. Fabrizio lascia cadere la giacca di Ermal a terra portando di continuo la mano tra i suoi ricci, magnetici per lui. I baci si susseguono, le carezze non sono da meno, presto le maglie raggiungono il pavimento e quando anche i pantaloni diventano di troppo, le raggiungono. Arrivano alla stanza da letto, il tutto senza mai staccarsi, troppo desiderosi l’uno dell’altro e di recuperare il tempo perso. Giunti dinanzi al letto Ermal spinge Fabrizio sopra ad esso e gli si mette a cavalcioni. “Non te facevo così aggressivo” “Non lo sono mai stato ma con te è tutto diverso” “Sta cosa me piace” Ermal sorride e riprende a baciarlo e a strusciarglisi addosso, le loro erezioni ormai evidenti al di sotto dei boxer e decide così di liberare Fabrizio da quell’ultimo indumento. Ermal lo guarda, lo guarda con passione, prima Fabrizio poi la sua erezione, prima Fabrizio poi la sua erezione per un tempo che pare infinito e poi, senza mai staccare gli occhi da quelli di Fabrizio, glielo prende in bocca ed inizia a succhiarlo. Fabrizio crede di essere in paradiso. Avere Ermal lì, tra le sue gambe, con il suo pene in bocca e con lo sguardo incastrato nel suo è decisamente troppo. I gemiti aumentano, non crede di riuscire a trattenersi per molto così ferma Ermal con una mano. “Se nun te fermi scoppio” Erma sorride a quella battuta, che è pura verità e prova a baciarlo ma Fabrizio lo prende per i fianchi e lo incastra tra il letto e il suo corpo. “Credo che questi so diventati de troppo” dice Fabrizio indicando i boxer del riccio e sfilandoli. Gli prende l’elezione, gliela massaggia, i movimenti sono lenti ma decisi, stesso ritmo che poi riceve dalla sua bocca. Ermal geme, lo tiene per i capelli ma non ne può più. “Ti prego Fabrizio, basta, prendimi” Fabrizio si ferma e lo guarda, il suo sguardo è sicuro, si bagna allora un dito ed inizia a penetrarlo per prepararlo, prima con uno poi due ed infine tre dita. Quando sembra essere pronto, Fabrizio si lubrifica l’erezione e lo penetra lentamente, lasciando ad Ermal il tempo di abituarsi. Le spinte da lente aumentano pian piano velocità,provocando maggiore piacere ad entrambi, che gemono ed urlano l’uno il nome dell’altro fino al raggiungimento dell’orgasmo. Una volta ripuliti i due si accoccolano sul letto, con Ermal poggiato al petto di Fabrizio e tra varie coccole e sorrisi si addormentano.
Il primo a svegliarsi è Fabrizio, la cui prima visione è il viso di Ermal addormentato, con i capelli sparati un po’ ovunque e le labbra leggermente aperte: un angelo. Sorride e passa una mano tra i capelli dell’addormentato il quale, sentendolo, si sveglia e sorride. “Buongiorno amore” gli dice sorridendo. E Fabrizio non risponde. “Cosa c’è Bizio?” “Credo che nun m’ abituerò mai alla tua visione appena sveglio, al tuo viso angelico e al modo in cui m’hai chiamato” “Perché tu non hai idea di quello che io ho davanti” “Un cretino?” “Anche. Ma lo amo alla follia questo cretino.” “Ti amo anche io, amore.” Ermal sorride e lo bacia. “Ma che ore sono?” gli chiede Ermal. “Ieri avemo fatto le ore piccole, so le tre” “Cazzo devo fare una chiamata importante scusami un attimo!” Ermal scende dal letto, si mette i boxer, prende il cellulare ed esce fuori al balcone che sta nella camera da letto, il tutto sotto lo sguardo confuso di Fabrizio. Qualche secondo dopo il telefono di quest’ultimo inizia a squillare, a chiamarlo è Ermal. Fabrizio lo guarda confuso ma Ermal è girato di spalle. Accetta la chiamata e si porta il telefono all’orecchio. “Ermal?” “Hey Bizio!” “Ma che te sei rincojonito?” “No, ma ieri ti ho fatto una promessa e come ti ho detto, non avevo alcuna intenzione di infrangerla” e nel dirlo si gira per guardarlo. Fabrizio incrocia il suo sguardo e sorride “E poi quello perfetto so io...” Ed Ermal di risposta gli sorride, perché lui perfetto non lo è per niente ma con Fabrizio al suo fianco un po’ inizia a credere di esserlo, perché è riuscito a meritarsi quell’uomo meraviglioso nella sua vita.
“Poi però avemo anche pomiciato, dai– se pò dì?”
“Il tuo cuore agitato sente sempre una gran mancanza, un non so che di meno di quello che sperava, un desiderio di qualche cosa, anzi di molto di più.”
— Giacomo Leopardi, Zibaldone
Mi sembra che sia passata un'eternità, ma un giorno solo.
“Camminare senza fretta, fare soltanto quello che spaventa. Lasciarsi vivere perché bellezza, mandare a fanculo tutta la tristezza.”
Ermal Meta - Voce del verbo
“Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande, visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire”
- il piccolo principe
Perché diversa è la tua vita, diresti che è un po’ più in salita ma ce l’hai fatta già altre volte.
Che ti ripeti che sei forte, che dopo tutto in fondo anche questa passerà. Passerà.
Domani, domani.
Domani, domani.
Dai che domani uscirà il sole anche se dentro piove.
Fabrizio Moro - Domani