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Rainer Maria Rilke in his letter to Franz Kappus, 16 July 1903, featured in Letters to a Young Poet (translated by Charlie Louth)
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How i sleep knowing I’ll never bring a child into this world
Io sono consapevole del fatto che non farò mai niente di buono nella mia vita.
È sempre stato così e lo sarà per sempre.
Mentre gli altri si impegnavano per avere un futuro migliore, io cercavo solo dei modi per non sentire nulla.
Chiuso nella mia bolla a consumare ansiolitici per dormire il più possibile, anche quando ero sveglio.
Ora tutti gli altri stanno percorrendo la loro vita, e io invece sono ancora fermo ai blocchi di partenza.
E continuano i dubbi ad affondare le loro radici tra i miei pensieri,
Mi cullano nel buio della notte.
Vorrei attraversarti, trovare l’antidoto alla mia insonnia,
Che spontaneamente non mi consegneresti mai.
Vorrei conoscere le risposte che da mesi cerco invano, consapevole che mai queste assumeranno il suono della tua voce.
Non mi resta che la tortura
O la rassegnazione.
Ci siamo incontrate per caso. O forse sapevo che ti avrei trovata li, che prima o poi saresti arrivata. Sono rimasta in silenzio ad attendere il tuo arrivo, sempre più incerta della mia reazione, e forse troppo sicura della tua.
Sono uscita a fumare e una volta rientrata ti ho trovato affianco alla mia borsa, di spalle, avrei potuto tenere le sigarette con me e invece mi sono avvicinata, con la ridicola scusa di metterle al loro posto. Non ti sei neppure girata. Non hai detto nulla. I nostri occhi non si sono incrociati, eppure ho percepito il loro gelo, la collera e la paura.
Quattro lunghi e struggenti anni fa ti dissi che non saresti mai stata in grado di tenermi testa, ed è tuttora così, non hai avuto il coraggio di guardarmi, di sostenere lo sguardo, di rivolgermi la parola. E mentre tutti si scambiavano parole con tutti noi ci siamo evitate. Chissà se si sono accorti dell’immensa distanza che ci stava dividendo. Chissà se anche tu l’hai sofferta.
Te ne sei andata un giorno d’autunno, ti sei dileguata in altre braccia, senza neppure aver avuto il coraggio di dirmelo, lasciandomi con i miei mostruosi pensieri, che notte dopo notte continuano a respirare la mia aria.
Attendo il tuo ritorno.
Ma il giorno in cui avverrà io non ci sarò.
Mi auguro che in quel momento tu riesca a rassegnarti, che tu non spenda le tue energie in un’inutile ricerca, che la tua vita continui a seguire il flusso alla quale è destinata.
A me stessa auguro la forza di uscire da questo buio in cui annegando.
Vorrei solo capire che cazzo sta succedendo nella mia testa
life really is so simple when you sit back and realise you don’t actually have to do a lot of things. i don’t have to be on my phone constantly. i don’t have to sit inside all day. i don’t have to reply to peoples messages straight away. i don’t have to have what’s in my fridge. i can go out and get groceries and make things that I’m craving. i can go on a walk. i can turn my phone off for a day or two. i can sit and read for hours on end. i can journal for as long as i want. i can mediate. i can cook. i can clean. i can breathe deeply. i can get myself a tea or a coffee. i can have meaningful conversations with my family. i don’t have to be in a constant state of “online”. i can disconnect. I’m not obliged to be here. my name isn’t being called out on a list. i can leave. i can take time away. i am allowed to live.
“Someone you haven’t even met yet is wondering what it’d be like to know someone like you.”
— Iain Thomas
“Lascio le mie impronte su ogni cosa, per segnare il mio passaggio…ce ne sono di mie anche sul tuo cuore?”
Jazmin Lóng
Vorrei avere il coraggio di mettere un punto a questa vita. Far tacere ogni para, annullare i miei casini.
Non ricordo un periodo realmente felice o almeno sereno nella mia vita. Ci sono stati piccoli intervalli illusori, in cui mi sono sentita una ragazza normale, incastrati tra lunghi e infiniti periodi di crollo totale.
Non so cosa ci sia nella mia testa, forse mi sto inventando tutto, forse sono solo alla ricerca di una valida motivazione per ammazzarmi, forse non so apprezzare le cose belle della vita.
Non cosa cosa sia, ma sono stufa, è abbastanza sicura che non ne valga più la pena.
Lexotan is my new friend.
He killed the stupid voices in my head like nobody else did.
I love being drunk and feeling light.
And dance in my empty room.
Dance, dance, dance.
Take by the hand the monster in my head,
So we can dance together.
Tomorrow we’ll argue again and again.
But now we can just dance.
Yesterday a madman entered in the restaurant when I work.
It was all happening too fast to understand.
I saw his empty eyes coming towards me.
I was afraid of dying.
And of never seeing u again.
No one will ever love you as much as I do. Why isn't love enough?
Closer (2004)