(greysparkle)

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(greysparkle)
Coming. Soon. I can't believe it, after 4 years. It's nearly here. Falling from a mountain, crossing a deep sea, our friend Brahim Izdag is welcome here on the bloody ground of Iurop.
“The International Federation of the Phonographic Industry released their report of 2 million cassette tapes sold worldwide… Sales in the UK alone tripled last year.” When I told my parents I was w…
2 giugno. Festa della Repubblica Italiana. Esce il nuovo disco degli Sparkle in Grey. Una produzione metà svizzera metà italiana.
Include un sasso.
Voi cosa fareste con questo sasso?
From the forthcoming Sparkle in Grey Album "Thursday Evening"
Preview from “Thursday Evening” drawings: Matteo Uggeri (laptop, rhythms, field recordings, samples)
Preview from “Thursday Evening” drawings: Alberto Carozzi (guitars, bass).
Preview from “Thursday Evening” drawings: Franz Krostopovic (violin, keyboards)
Preview from "Thursday Evening" drawings: Cristiano Lupo (bass)
Buon Natale dagli Sparkle in Grey. Giugno 2012.
Ci mancava il Gods of Metal all'autogrill
Ciao Andrea, alla fine sono approdato in casa mia alle 2:15, dopo un viaggio liscio ma lento ed interrotto solo da una sosta caffé nel fatiscente autogril di Binasco, dove abbiamo incrociato una masnada di veterometallari al ritorno da una sorta di Gods of Metal che pare essersi svolto nelle stesse date delle nostre registrazioni (l'ho letto su una delle magliette dei tipi). A parte il rischio linciaggio dovuto al commento "Che razza di rovinati!" proferito da Simone, anche questa parte della tre giorni è stata liscia e piacevole. I tipi erano assordati dagli assoli metallici e non l'hanno sentito. Quindi: grazie davvero tanto a te e alla tua pazzesca famiglia, sopra a tutti Matilda e nonna Simona. Non so se questi giorni verranno ricordati nella storia della musica come quelli del Gods of Metal dei Rovinati o di Thursday Evening degli Sparkle in Grey. In ogni caso, per noi, è stato memorabile. Grazie. Teo
Questa la lettera che ho spedito lunedì 24 luglio per ringraziarlo di questi giorni incredibili. Settimana scorsa io e Al abbiamo ascoltato tutti i bounce in una bella serata di chiacchiere e Wild Turkey. Se ripensiamo a tutto quello che è successo dalle registrazini di "Mexico" ad oggi non sembra vero che ce l'abbiamo fatta e che ci sembrano brani bellissimi, pieni di rabbia e di vita. Speriamo piaceranno anche a chi li ascolterà, e speriamo non sia tra troppo tempo. Per ora giacciono sui nostri hard disk.
12 Luglio 2012
Italia - Inghilterra: 4-2 ai calci di rigore
[sì lo so che sta sera suonano i Death in June a Milano, ma questa è una cronaca di cose avvenute mesi fa]
ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Balzaretti; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo; Balotelli, Cassano. A disp.: De Sanctis, Sirigu, Ogbonna, Maggio, Giaccherini, Thiago Motta, Nocerino, Diamanti, Borini, Di Natale, Giovinco. All.: Prandelli.
INGHILTERRA (4-4-2): Hart; Johnson, Terry, Lescott, A. Cole; Milner, Parker, Gerrard, A. Young; Rooney, Welbeck. A disp: Green, Butland, Kelly, Baines, Jones, Jagielka, Henderson, Downing, Oxlade-Chamberlain, Walcott, Carroll, Defoe. All.: Hodgson.
Arbitro: Viktor Kassai (Ung) "Eh no cazzo, io avevo detto che la partita la voglio vedere. Io da qui non me ne vado. E poi mi portate a casa. Qui si sfiora l'incidente diplomantico." Una fottuta partita di calcio rischa di rovinare un week end meraviglioso quando Simone s'impunta e vuole a tutti i costi restare qui per il match. Nessuno di noi altri quattro è particolarmente interessato, e tutti preferiremmo tornarcene nelle nostre casette e al massimo seguire il tutto con l'autoradio, ma per il batterista evidentemente è questione di vita o di morte, dunque uno dei due driver (io o Al) si deve sacrificare e ripartire da qui non prima delle 22:30. Se poi ci dovesse esser la sfiga dei supplementari (i rigori li escludiamo) l'orario di arrivo a casa sarebbe non prima delle 2:00 di notte. Ecco, tutti sapete com'è andata a finire quella partita, ormai, quindi non vi terrò in sospeso. vi basti sapere che alla fine mi sono ritrovato a tirare madonne in occasione dei due pali, del gol annullato a Nocerino, del rigore sbagliato da Montolivo (povero!), per poi esultare sulle parate di quella gran brava persona, simpatica e sopratutto colta e onesta di Buffon. Come trattenere poi l'urlo di gioia sul sigillo finale di Diamanti? Un miracolo che le bimbe Serrapiglio, che dormivano nella stanza accanto al salotto dove abbiamo visto la partita (per inciso 'la saletta di registrazione di Franz' al primo piano) non si siano svegliate e che Luca (che dormiva) o Andrea (che con noi vedeva la partita) non ci abbiano sbattuti fuori. Invece alla fine è stata una gran serata, sopratutto grazie al gran finale culinario passato a mangiare avanzi sul divano (e che avanzi!) bevendo birre e altro Ilario (ormai lo chiamo così il barbera di Ilaria), certamente la preparazione ideale a un lungo viaggio notturno.
Thursday Evening (Ieri) pt. III - merda mi ero dimenticato dei tom
Tom: Simone
Le cuffie che sto indossando non so a chi appartengano (le mie le ha Simo) ma la pellicina nera che le ricopre si sta fondendo con la mia testa, sciolta dal caldo e diluita nel sudore. Decido quindi di levarmele per esclamare "Bene, abbiamo finito ciao, io vado in piscina ad affogarmi" ma il diligente batteraio mi ferma e mi chiede di Ieri (il brano, non il giorno). "Ma non dovevamo registrare dei tom?". La voglia di far finta di nulla e dirgli che aveva capito male è tanta, ma sono pur sempre un fottuto milanese e l'efficienza viene prima di tutto. Quindi reindosso i due opossum che si incollano definitivamente alle mie tempie e Andrea (che ormai da Gesù Cristo è diventato un Bonzo buddista dalla pazienza inarrivabile) manda le registrazioni dell'altro ieri di Ieri (Dio aiutami, un dio qualunque mi aiuti) e dopo qualche indicazione Simone riesce a replicare, migliorandola, la base che avevo campionato da Black Hole dei James (un pezzo della madonna - ma registrato forse con un walkman). Ormai vivrò con queste cuffie molli sulla testa per sempre, ma ne valeva la pena: i tom accarezzati da Simone ci stanno così bene che penso rimuoverò tutti i suoni della mia base dalla prima parte.
Der Mauer - funkyfunkyfunky gelo
Batteria: Simone
Quando l'abbiamo suonata le prime volte, Der Mauer era una sorta di delirio jazz con due bassi e la batteria che svisavano sulle mie basi elettroniche fisse come chiodi, tanto è vero che la prima volta che la s'è suonata live, al matrimonio di Cris e Michela (Ippodromo di S. Siro, forse la location più VIP in cui abbiamo mai calcato un palco), ne è uscito un casino sovrumano. Quando poi Franz ci ha piazzato il suo violino Der Mauer ha cambiato del tutto volto, e col tempo abbiamo perso per strada la batteria (e Al è passato alla chitarra), che però ci piaceva molto. Allora oggi tentiamo di capire se, a brano ormai stravolto, Simone riesce ancora a suonarci quello che s'era inventato a San Siro. Facciamo tre take in tutto, l'ultimo dei quali si conclude con una coda funky che non sembra c'entrare nulla né con la versione odierna né con quella originaria, ma che ci piace tantissimo. O meglio: piace a Simone, Andrea e a me, dato che tutti gli altri sono ormai nudi in piscina con con cocktail in una mano, sigaro nell'altra e mignotte dappertutto. Il caldo qui dentro è tale che potremmo dichiararci vincitori della gara di apnea, tanto è vero che oltre alla porta aperta teniamo i ventilatori accesi fottendocene allegramente di qualsiasi fruscio venga catturato dai microfoni [peraltro non so per quale trucco ma a riascoltare i pezzi i suoni risultano sempre pulitissimi].
The Harbour - gran finale noise per bambini
Basso+noise: Cris Laptop+noise+Crass: Teo Chitarra+noise: Al Batteria: Simone
Franz comincia a risentire della notte passata sullo spartito e la sua faccia si contrae sempre di più immersa nel sudore, così non appena sente la parola Harbour, pezzo in cui sino ad oggi non ha praticamente mai suonato, si denuda e si getta in piscina. Restiamo quindi solo in quattro, un po' intimoriti dal fatto che si tratta di una lunga traccia transgender che cambia molto forma dall'inzio à la Durutti Column al finale Yellow Swans, il tutto passando per i Konono N°1 e Thomas Brinkmann. Almeno questo è ciò che ci piace pensare. Poi magari chi lo ascolterà penserà a una brutta copia di Drupi. Partiamo e durante il finale mi emoziono come un bimbo quando vedo Al e Cris che si piegano in ginocchio sui distorsori e cominciano a smanettare le manopole con una mano mentre con l'altra massaggiano le corde... sarà la mia formazione da musicista elettronico, ma vedere volti chini su cursori e manopole mi esalta sempre di più che vedere teste che si agitano dietro alle chitarre. Lo so, sarò un pervertito, ma questa immagine e la massa di suoni che tiriamo fuori sul finale di Harbours mi fa venire i brividi di gioia. Oltre a tutto questo c'è Simone che mena sui tamburi come un torello passando dai 4/4 ai suoi ritmi misti africani sulla sequenza di Fibonacci (parole sue) guardandosi sempre in giro mentre suona con lo sguardo di uno che sente cose che noi non vediamo. Fantastico. Durante il secondo take poi si presenta la scena che forse mi rimarrà di più impressa (dopo il video col pollo tirato a Richard Benson, s'intende): Luca che accompagna per mano la piccola Matilda proprio sul finale. Gli occhioni azzurri della bimba ci guardano incuriositi e meno stupiti di quanto si potrebbe pensare ("Vive in una casa di musicisti ed è abituata ad anni di Airchamber, cosa vuoi che la spaventi ormai?" mi dirà poi il babbo, fiero) mentre le bordate di feedback e campionamenti bruti sfilano nell'aria minacciose. PS: sì, tenevamo la porta dello studio aperta mentre registravamo. Il caldo ci stava ammazzando.
Samba Lombarda - inno al moderato entusiasmo
Violino: Franz Basso: Cris Laptop: Teo Chitarra: Al Batteria: Simone
Sono quasi le quattro e avremmo voluto cominciare alle due, ma non ci scoraggiamo e partiamo con un'altro dei pezzi per "Brahim Izdag", quella Samba Lombarda nata una sera in cui entrando al Silos abbiamo trovato Simone che si esercitava su ritmi sudamericani. Ci è molto piaciuto così abbiamo tentato di accompagnarlo con basso, chitarra e una base elettronica meno dritta di altre. A differenza di altri pezzi questo non è cambiato molto negli anni se si esclude la parte di violino, il quale entra solo dopo la pausa centrale e chiude assieme alla batteria in un finale molto folkeuforico distantissimo da qualsiasi altro pezzo nostro. Nonostante l'abbiamo suonata live solo due volte però ecco che già al primo take ne abbiamo una versione decente e col secondo e terzo quelle 'buone da tenere'. A Serrapiglio pare piacere molto e la mia idea di condividere questa e Minka Minka su un disco con la loro orchestra multietnica si fa sempre più vivace. Per rendere tutto più brasileiro e rinfrescante viene gentilmente offerta dalla Casa del Nocino una gustosa anguria affettata e riposta al centro della saletta. Che meraviglia!