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(manga by ChiruChiru / translation by konekojita)
I made some Untamed/MDZS memes. pls help me (definitely spoilers here, soooo)
Doumeki's Character Profile From The 20072017 Yoneda Kou's Fanbook
Dohmeki Chikara (age 25)
Character profile
born on October, 28th Scorpio, type O 190cm/82kg Can be compared to: a dog (Golden Retriever) Likes: white rice, mochi rice, sleeping, appreciating movies, reading (crime novels), kendou (participated in the interhighs) Special skill: Kendou, Judou, Joint lock (in Judou) His type: He doesn’t say (he likes people with beautiful legs)
Parameters
Degree of doggyness: 5 Unequalled: 5 Patience: 5 Intelligence: 2 Broad-mindedness: 3.5 Pride: 1 Easily moved to tears: 3 Ability in combat: [off the charts!] 8
Burns easily in the sun
Because he doesn’t smile often, he is scary, but, because of that, the power of destruction of his smiling face is great!
He only drinks in moderation
His underwear are rather short boxer types
His normal clothes are Jeans and big/loose Tshirts
Surprisingly soft hair type
His eye sight isn’t good
His chest measures 107cm (Teasing his nipples makes him weak)
He doesn’t toss and turn in his sleep
He can crack the joints of his fingers.
When he was in primary school, he was going to the police kendou-club of his neighbourhood.
Shoe size: 29cm
There’s also this cute dialogue between Doumeki and his beloved boss:
Yash: Are you unexpectedly a crybaby? Up till volume 5, you cried twice… Doumeki: … I’ll pay attention not to cry in hard times. Yash: Since it’s cute, cry more! Doumeki: ……
_________________
My additions are in Italics.
Please let me know if I made any mistakes!
Awwwww, ehy only 2 for intelligence??? Awww, how mean!!!
I am hoping this nipple teasing weakness will be explored soon. x🤗x
I usually don’t much care for nipple teasing. But in this instance… 8D *drools*
eruriweek 25th aug: growing old
Art by おそら
※ Posted with written permission ※ Do not repost or remove the source
A RDR 1&2 commish for a lovely patron of mine!
【兵団幹部】それぞれの場所 | senken Please rate and support artist for their work
YGO Pridecember DAY 5: CELLO
▪▪▪
My fourth prompt (#4Chess) got into an accident; while I’m trying to solve the problem, have today’s prompt!💦
【エルリ】春はまだ遠くに senken
confused labrador puppy → handsome babe → fiery commander in 0,003 seconds
Drew Todoroki in his fantasy au outfit from my recent tododeku drawing.
I’m thinking that in this au he has no burn scar. c:
Animali Fantastici: I crimini di J.K. Rowling
Sanderson’s First Law of Magics: An author’s ability to solve conflict with magic is DIRECTLY PROPORTIONAL to how well the reader understands said magic.
Correva l’anno domini 2007. Adulti e bambini di tutto il mondo aspettavano trepidanti la conclusione della saga che li aveva tenuti col fiato sospeso per anni. Tra le svariate informazioni ricevute durante la lettura venivamo a sapere - precisamente a pagina 96 - che Hermione aveva obliviato i suoi genitori affinché assumessero identità diverse, si trasferissero in Australia, e non ricordassero di avere una figlia. Nella versione cinematografica, questa scena non viene narrata ma mostrata al pubblico:
È una scena toccante e dimostra quanto sia forte il personaggio di Hermione, disposta a rinunciare alla sua vita per portare avanti la missione che Silente ha affidato a Harry.
Passano 11 anni, praticamente l’età di Harry ne La Pietra Filosofale, esce Animali fantastici: I Crimini di Grindelwald e BAM! Pensavate di conoscere le regole della magia e il funzionamento degli incantesimi? Stolti! Ovviamente l’incantesimo per la cancellazione della memoria funziona solo sui ricordi negativi, sciocchini! Semplicemente non vi si voleva dire prima che l’esistenza di Hermione era per i suoi genitori un peso insopportabile e un infernale tormento e che non vedevano l’ora di liberarsi di lei, per questo e solo per questo motivo il suo incantesimo su di loro ha funzionato alla grande!
Questa è solo una delle potenzialmente infinite contraddizioni che questo film ci ha tirato addosso con violenza, perché la Rowling è ormai diventata la novella George Lucas e a tutti trema il sederino al pensiero di dirle: “Madame Rowling, mi rincresce comunicarle che ha scritto un’emerita cazzata”. Non so bene se sia lei per prima a voler testare il livello di ipocrisia di chi la circonda. Magari torna a casa tutte le sere e scrive nel suo diario “Oggi ho scritto che Avada Kedavra serve a calmare il meteorismo e nessuno ha battuto ciglio. Domani intendo dire che Dobby era in realtà il fratellino perduto di Harry”.
Se chiunque altro al mondo avesse portato la sceneggiatura di questo film ad una casa di produzione, lo avrebbero rispedito all’università con un calcio nel didietro.
Mi è difficile mettere in ordine le mie critiche perché vorrei solo lamentarmi agitando i pugni in aria, ma prometto che tenterò di scrivere qualcosa di sensato.
Il film riprende non troppo tempo dopo la conclusione del precedente. Da quel momento in poi si pone l’obiettivo di annullare qualunque tipo di progresso raggiunto dal primo capitolo e contemporaneamente di contraddire tutto quello che succede nella saga principale, perché alla Rowling piacciono molto le decisioni retroattive, oltre che l’esposizione, il deus ex machina e le spiegazioni del tipo “è così perché sì”.
Uno dei maggiori problemi che ho con la realizzazione del film è proprio la preponderanza di esposizione. La regola base per gli scrittori, particolarmente per gli sceneggiatori, è “Show, don’t tell”. È stata codificata da Anton Cechov, la stessa persona che ha anche scritto “Remove everything that has no relevance to the story. If you say in the first chapter that there is a rifle hanging on the wall, in the second or third chapter it absolutely must go off. If it’s not going to be fired, it shouldn’t be hanging there,” regola altrettanto bellamente ignorata. Sembra che la Rowling abbia deciso di ignorare tutte le regole, persino quelle da lei stessa stabilite. Go big or go home. Ora, io accetterei il suo tentativo di ribellione alla codificazione se solo avesse prodotto un buon risultato. Questo, purtroppo, è a malapena mediocre.
Invece di mostrarci gli eventi, infatti, ce li racconta: Jacob ha riacquistato la memoria, Jacob e Queenie stanno insieme, Queenie e Tina hanno litigato, Queenie vuole una famiglia, Credence è vivo e sta cercando la sua vera madre, la gente pensa che Credence sia lo scomparso Corvus Lestrange, Nicolas Flamel è immortale perché è un alchimista, un maledictus è una donna che porta una maledizione del sangue che la costringe a trasformarsi - prima o poi permanentemente - in animale, tutta la storia di famiglia dei Lestrange, e così via. Ad un certo punto, quando compaiono quei drappi volanti in cielo, qualcuno annuncia persino che “Grindelwald ha chiamato a raccolta i suoi seguaci”. Più ci penso e più trovo esilarante che abbiano dovuto spiegarlo, neanche si trattasse di un film muto. La prima volta che sono apparsi i Mangiamorte nella saga principale è stato nel Calice di fuoco, e sebbene non sapessimo ancora chi fossero, il signor Weasley non è entrato nella tenda in cui tutti stavano festeggiando per annunciare seraficamente: “Voldemort ha inviato i Mangiamorte ad attaccarci”. Dice “It’s not the Irish. We’ve gotta get out of here. Now!”.
Per quanto riguarda la seconda regola che ho citato, più di un elemento viene introdotto e poi dimenticato: la ragazza che aiuta Newt con i suoi animali (a detta di mia madre, è servita a rassicurare gli animalisti del fatto che Newt non lascia gli animali incustoditi quando è via); l’aspirapolvere magico che pulisce il Ministero; l’uomo che viene introdotto come una figura importante e temibile e viene inviato dal Ministero a cercare Credence a Parigi; il Kappa; il fatto che Yusuf avesse un parassita e che Newt lo abbia salvato. Se in uno dei prossimi tre film la ragazza non sguinzaglia l’aspirapolvere contro Grindelwald e il parassita non gli attacca l’occhio buono, non mi sentirò ripagata di questi errori grossolani.
Le regole che la Rowling ha stabilito, poi, hanno bisogno di un lungo minuto di silenzio. Come accennavo, improvvisamente obliviare significa “cancellare soltanto i brutti ricordi” (viene da chiedersi se la memoria sia tornata anche a qualche altro babbano obliviato tramite la pioggia magica, magari uno fanatico degli attacchi terroristici che si era goduto lo spettacolo). Accio serve a recuperare lo Snaso anche se nel film precedente Newt l’ha dovuto fisicamente inseguire tutto il tempo, oltre al fatto che su Pottemore c’è scritto che Accio funziona solo sugli oggetti (ma a questo punto tendo a pensare che Pottermore non sia da considerarsi canonico). Voldemort pronuncia sempre Avada Kedavra ad alta voce (come anche Bellatrix quando uccide Sirius e Peter Minus quando uccide Cedric) e in questo film tutti lanciano anatemi che uccidono come se fossero al Laser Game. Improvvisamente esistono incantesimi per rintracciare le persone (Newt, che è stato espulso da Hogwarts e quindi non ha completato la sua educazione, lo conosce, mentre Hermione, “la più brillante strega della sua età”, non l’ha usato per cercare Ron), per attraversare i muri, per creare draghi di fuoco capaci di distruggere Parigi (mentre quelle mezze calzette dei Mangiamorte sono andate personalmente a far casino per Londra e sono state in grado solo di far crollare un ponte, incapaci! Per forza Voldemort li trattava malissimo).
Non contenta di aver infranto le sue stesse regole, quelle di Sanderson sulla magia e quelle di Cechov sulla scrittura, la Rowling decide di infrangere anche quelle del buonsenso. Dovremmo infatti credere che la McGranitt sia così badass che insegnava a Hogwarts otto anni prima di venire al mondo (prima che diciate “magari era una parente”: viene riportata nei credits come Minerva McGrannit, oltre al fatto che il cognome veniva dal padre, che era un babbano proveniente da una famiglia di babbani). Dovremmo non ricordarci che Silente insegnava Trasfigurazione, e non Difesa Contro le Arti Oscure, solo perché alla Rowling serviva un motivo per inserire un molliccio nella trama. Dovremmo non sapere che i genitori di Silente sono morti da troppo tempo per poter aver concepito Credence (oltre al fatto che mi pare un attimo improbabile che Silente padre andasse in giro a figliare mentre era ad Azkaban). Dovremmo lasciar passare il fatto che lo Specchio delle Brame fa vedere quello che più si desidera al mondo, non il teaser trailer delle fanfiction che avremmo voluto scrivere (in questo caso, “Il queer-baiting di Silente e Grindelwald”). Dovremmo essere stati in bagno mentre Ollivander diceva che “è la bacchetta a scegliere il mago, Signor Potter” e a lavare i piatti durante tutta la spiegazione su come la fedeltà delle bacchette debba essere ottenuta dal mago, altrimenti che Credence usi una bacchetta regalatagli e sia pure perfettamente in grado di eseguire le magie desiderate è completamente inaccettabile. Avremmo dovuto essere andati ad aprire la porta al corriere di Amazon mentre si diceva che Bathilda Bath era l’unica a conoscere la storia di Ariana Silente, raccontatale da Kendra Silente, mentre i figli Albus e Aberforth non avevano mai fatto menzione ad anima viva (eccetto Grindelwald, peraltro bisnipote di Bathilda) di aver avuto una sorella, se non vogliamo pensare “Che caz” mentre, in maniera molto casual, Silente dice a una qualunque Lestrange di avere una sorella defunta.
Ancora amareggiata dal non essere stata in grado di spedirci fuori dalla sala cinematografica, la Rowling rincara la dose. Decide che nessuno, in questo film, necessita di un character arc. Newt non ha bisogno di un character arc perché è un protagonista da flat-arc, come Obi Wan Kenobi o Marty McFly. È già un tipo di eroe a cui si aspira, che si ammira. In questo tipo di storie, sono i personaggi secondari che devono avere un percorso, mentre potremmo quasi dire che il massimo esempio di character arc ce l’ha Leta Lestrange, ma purtroppo muore prima che io abbia il tempo di affezionarmi a lei in qualsivoglia modo.
Un cambiamento (se di “cambiamento” si può parlare quando è così repentino) in peggio ce l’ha sicuramente Queenie. Da un lato ho pensato che è ovviamente sotto la maledizione Imperio, ma mi rincresce ammettere che Queenie non inizia a peggiorare dopo aver incontrato Grindelwald. A inizio film la ritroviamo in compagnia di un Jacob che lei ha incantato per costringerlo a sposarla, e questa cosa non può in alcun modo passare inosservata. Non solo l’intera scena è costruita male perché le motivazioni di Queenie vengono dal nulla (avremmo potuto vedere Queenie che interagisce con dei bambini al parco o che guarda nostalgicamente delle famiglie, piuttosto che sentirle dire che vorrebbe il matrimonio e dei figli), ma non si può fingere che quello che ha fatto non sia grave. Non è una bravata da ragazzina eccessivamente innamorata. Lo sappiamo già cosa succede quando una strega costringe un babbano a sposarla tramite l’uso della magia, perché è stato il caso dei genitori di Voldemort, che infatti hanno concepito un bambino corrotto nella sua essenza. Era un’ottima parabola sul consenso ed è stata ignorata. Queenie ne ha di strada da fare se intende farsi perdonare.
Purtroppo, la maggior parte di questi problemi è dettata dal fatto che la Rowling non è capace di scrivere per il cinema. Oltre ai palesi errori, è stata eccessivamente pigra nella costruzione di qualunque cosa. I suoi personaggi, Grindelwald compreso, sono estremamente anonimi. Theseus Scamander e Tina avrebbero potuto essere la stessa persona, tanto sono ben caratterizzati (trovo esilarante che a Tina non sia fregato proprio nulla quando la sorella si è unita a Grindelwald. Mi sarei allarmata più io per una mia vicina di casa di quanto abbia fatto lei per la sua una familiare). Tutte le donne di questo film, eccetto Leta Lestrange, svolgono un ruolo puramente ornamentale. Il cattivo di Capitan America: Civil War aveva delle motivazioni più solide di Grindelwald, che invece somiglia tanto ad Apocalisse nell’omonimo prequel di X-Men. Credence, invece che essere un personaggio con una caratterizzazione precisa, è un mero Hitchcockiano McGuffin, un espediente per muovere la storia, di cui frega qualcosa a tutti i personaggi ma non allo spettatore. Il legame sentimentale tra Silente e Grindelwald, che potrebbe essere il motivo che impedisce al primo di voler combattere il secondo (oltre al fatto che Grindelwald potrebbe sapere chi tra di loro ha prodotto l’incantesimo che ha ucciso la sorella Ariana e Silente non lo ha mai voluto sapere, temendo di scoprire che era stato lui stesso), viene sostituito da un deus ex machina privo di qualunque valore sentimentale (non sia mai che qualcuno pensi che una persona come Silente abbia una psicologia complessa e un’emotività!) come un patto di sangue, perché un banale voto infrangibile non poteva essere rubato dallo Snaso. La donna che lavora al Ministero e fa da guardia agli archivi è poi una cattiva da cartone animato: fa entrare Newt e Tina negli archivi, pur sapendo che mentono sulla loro identità, fa loro portare a termine tutta la loro ricerca, e solo dopo che hanno finito sguinzaglia i suoi gatti magici. È scrittura estremamente pigra.
A questo punto però Yates si ricorda che in quanto regista ha un minimo di autorevolezza e decide di usarla per dare man forte alla Rowling, a cui dice: “Se non riesci a farli scappare tu con la sceneggiatura, ci penserò io: renderò il film così buio che non sapranno neanche cosa stanno guardando”. Infatti, la palette di colori di questo film spazia dal grigio grafite al grigio fumo, passando per il grigio cenere per arrivare al grigio carbone. Sentivo i miei vasi retinici pulsare per lo sforzo di vedere qualcosa.
“E se qualcuno riesce a vedere al buio?”, chiede la Rowling.
A quel punto il team che si occupava del montaggio entra in gioco proponendo: “Ritagliamo la pellicola a mano e poi incolliamo i pezzi che vogliamo tenere in ordine casuale e con lo sputo”. E così ci sono passaggi repentini da una scena all’altra e bacchette che minacciano Jacob e poi scompaiono nel nulla. Mi hanno fatto rimpiangere le pessime, pessime riprese delle scene di Quidditch nel Principe Mezzosangue.
Il team guarda il prodotto finito e qualcuno esclama: “Ci sono rimasti 5 euro nel budget. Io direi di usarne 3 per far volare delle lenzuola grigie in questo punto e i restanti 2 per realizzare questi gatti malvagi in quest’altro punto”.
Hanno applaudito tutti, hanno annunciato che il lavoro era terminato e sono andati a bere un tè corretto.
Il lettore attento a questo punto esclamerà: “Questo film ti ha fatto proprio schifo!”. Ebbene, io dichiaro che no, non mi ha fatto schifo. È vero che gli aspetti positivi sono in numero di gran lunga inferiore a quelli negativi. Uno che ho apprezzato parecchio è, ad esempio, il flashback su Newt e Leta. L’attore che interpreta il giovane Newt è stato eccezionale nel replicare le movenze di Eddie Redmayne, la storia di Leta mi interessava più di quanto Credence non mi interesserà mai e tutto era luminoso come ai tempi in cui David Yates non era ancora stato assunto. Ho amato anche i momenti con gli animali e avrei voluto che fossero di più, oltre al fatto che avrei voluto vedere il Circo per più di tre minuti, dato che nel trailer sembrava una cosa importante.
Il punto è che mi sento presa in giro. Non è un problema per me che si punti sulla nostalgia per portarmi al cinema, perché è un meccanismo che funziona. Tuttavia, se vuoi puntare unicamente sui miei ricordi, quantomeno fallo bene, azzeccando i dettagli. Altrimenti io mi aspetto che nel prossimo film annunci che Credence è in realtà Edvige. So che molti dicono che, se siamo veri fan, dovremmo riuscire a guardare questo film senza criticarlo, ma proprio perché sono una vera fan non amo molto che ci propinino gli scarti delle loro idee e pretendano che li elogiamo. Non è che se una persona che ammiro mi dà uno schiaffo devo essere contenta del privilegio che mi ha elargito toccandomi.
Credo che questi film avrebbero dovuto trattare di tutt’altro. Vorrei che potessimo tornare indietro nel tempo e proporre una saga cinematografica che tratta di Newt Scamander, esploratore, che durante un viaggio a New York conosce il babbano Jacob, l’auror Tina e la legilimens Queenie e in loro compagnia esplora diverse parti del mondo in cerca di animali fantastici, rimanendo di volta in volta coinvolto nelle vicende locali. O, quantomeno, vorrei tornare indietro nel tempo, far scrivere le sceneggiature a qualcuno che lo sa fare e non assumere David Yates come regista. Se penso che eravamo a un passo dall’averlo come regista per Lo Hobbit, mi vengono i singulti. Avremmo passato 12 ore nel buio pesto a chiederci chi diamine stesse parlando con chi. Gli ultimi quattro film di Harry Potter sono i peggiori tra gli originali otto (il fandom e la critica sono stati piuttosto d’accordo, per una volta), eppure hanno scelto di affidare la regia, ancora una volta, a David Yates.
Purtroppo, nulla di quello che voglio si può fare, quindi queste sono alcune tra le mie previsioni:
1. Grindelwald mente su Credence, dimostrando così che la Rowling non sa più scrivere. Infatti, sebbene ci avesse più volte indirizzati verso conclusioni sbagliate, non ci aveva mai apertamente mentito (con una bugia da telenovela, poi, come quella dei neonati scambiati).
2. La Rowling sta cercando di riscrivere il canone, come hanno già fatto i prequel di X-Men. Il prossimo film infatti potrebbe intitolarsi Animali Fantastici: Giorni di un futuro passato.
3. La Rowling spiegherà che la McGranitt è nel film perché ha usato la giratempo per tornare indietro di anni e insegnare a Hogwarts prima di nascere così da poter accumulare esperienza lavorativa e battere la concorrenza al momento dell’assunzione.
Venom x Eddie ~
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