E lo dico perché ho passato anni ad odiarla, con tutte le mie forze.
Ho sempre odiato il bus che non passava mai, le strade senza parcheggio (non conoscevo Milano, figa!), la lentezza tipica del sud che ricopriva OGNI cosa, persino il lavoro, mentre io ero troppo veloce, con troppa fame.
Troppa fame di crescere, troppa fame di viaggiare, di provare cose e conoscere persone nuove, di scoprire come ragiona il resto del mondo perché si sa, al sud ragionano un po' tutti allo stesso modo.
Bene signori e signore io ho sempre odiato la Calabria, fin quando non me ne sono andata.
Non ci vivrei mai, non ora, ma non la odio. Eppure non riesco a capire l'ansia che mi sale ogni volta che mi tocca tornarci..ma un secondo, facciamo un passo indietro.
Scusate la confusione, sono pensieri scomposti.
Ho sempre odiato la Calabria, fin quando non me ne sono andata; si perché quando te ne vai lasci la tua casa, nel bene e nel male, lasci le persone a cui vuoi bene, lasci una vita che non ti apparterrà ma nella quale gli altri continueranno a vivere, sarai semplicemente tu a non farne più parte e questo all'inizio è facile: quando tornerai tu sarai 'quella di Milano', la figa della situazione e per un po' andrà bene così, poi inizierai a sentire questo come un vero e proprio distacco e farà un po' paura, un po' male. Inizierai a pensare che prima quelle persone, quelle strade, quegli odori facevano parte della tua quotidianità mentre ora non è più così. Io l'ho capito poco tempo fa, quando la prima cosa che ho fatto atterrando in Calabria è stato guardare il cielo: era sera e a Milano non si vedono mai le stelle, vuoi per l'umidità, per la nebbia, per l'inquinamento, per le luci, e per me vedere la luna in modo così chiaro con Giove vicino e molte stelle di cui avevo dimenticato l'esistenza era assurdo. Mi sono quasi commossa. Sono tornata a casa e ho preso il mio telescopio e, iniziando a scrutare il cielo, pensavo 'amo Milano, ma queste stelle mi mancavano'.
Vi racconto un altro episodio: qualche tempo fa il mio quartiere ha organizzato varie feste a cui ho potuto partecipare essendo in Calabria per qualche mese. Vedere i miei amici, che purtroppo non sono più così amici perché abbiamo vite totalmente diverse, lì in quel campetto, mi ha fatto male. Lo so che stavate aspettando la mia felicità e inveece..
No aspettate però: ero felice di essere lì, ero felice di parlare con loro ed ero felice di rivederci tutti insieme come quattro anni fa, ma dentro ero distrutta. Perché? Perché non avevamo nulla da dirci.
Ma come? Sei a Milano e non hai niente da dire? Niente di nuovo sulla loro vita? NO.
Perché se tu sei in Calabria tu vivi come vive la Calabria: lenta, comoda, abitudinaria. Un luogo in cui non cambia mai un cazzo e quel poco che cambia non è oggetto di conversazione perché al calabrese non piacciono le novità, lo destabilizzano, preferisce parlare dei vecchi tempi.
Poi stai bene, perché sei con i tuoi amici, ma capisci che quello non è il tuo posto. È lì che senti il distacco e quando succede che fai?
Vi dico cosa ho fatto io: quando sono tornata a casa ho solo pensato 'perché?'
Perché il mio posto non è la Calabria?
Perché io sono cambiata mentre tutto qui è rimasto uguale?
Perché qui si vede il cielo?
Perché l'arcobaleno che finisce in mare mi rende così felice?
Perché quando sono giù mi manca Milano e quando sono a Milano mi mancano queste piccole cose?
Beh, non mi sono data una risposta.
So solo che esistono tre tipi di fuori sede (se così posso definirmi, essendo nata a Milano)
- il fuori sede che odia la sua nuova città e vorrebbe solo tornare a casa;
- il fuori sede che ama la sua nuova città e non tornerebbe a casa neanche se gli sparassero in fronte;
- i coglioni come me che stanno bene al nord ma desiderano i cieli del sud, ma non tornerebbero mai a vivere lì. (So che tutti adorano sto mare, ma io no. Odio andare al mare, ma lo amo d'inverno)