Comunque a metà mese circa sono passati due anni da quando D. è morto. Quest'anno non ho scritto a nessuno, non ho organizzato nulla, quasi non ci ho pensato. Lo scrivo qui, ora. Speravo di sognarlo, ma non è successo. Non è vero che il dolore rimane sempre lo stesso, altrimenti non si potrebbe vivere. Lui invece rimane sempre lo stesso, un giovane dalla camminata dondolante e dai contorni sfumati, una nebulosa di ricordi che si sovrappongono, dolci, amari, nostalgia a denti serrati. Ci saranno altre occasioni, altri momenti per riportarlo tra noi. Per ora lascio andare questo pensiero, che si dissolva e si perda su una piana di asfalto rovente.











