Il sapore della felicitá
Quanto dura la felicitá? Un secondo? Un minuto? Un ora? Un giorno? Un attimo? Ma quanto vorrei che durasse alléternitá..

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Il sapore della felicitá
Quanto dura la felicitá? Un secondo? Un minuto? Un ora? Un giorno? Un attimo? Ma quanto vorrei che durasse alléternitá..
L´inizio di tutta questa merda.
Tra tre mesi e due giorni festeggeró i miei venti anni. Ma si puó davvero dire che li festeggeró? Se questa vita non era nient´altro che un disastro? Bene.. da dove dovrei iniziare? Magari dal perché continuo a stare qui a scrivere tutto quello che nessuno mai leggerá. Magari perché sono stanca di tenermi tutto dentro e non ho nessuno con chi poterlo condividere. Quindi lo lascio qui questo post, per nessuno.
Sono nata e cresciuta in un paese prima poco conosciuto, dove tutti gli abitanti sono considerati i dipendenti dell´alcool. In una piccola campagna, che nessuno tranne gli abitanti mai conoscerá. In una casa bellissima, ma poco curata. Anzi, in due case. La vita in una era peggio di quella nell´altra. In quella prima vivevo con i miei genitori e una bisnonna. “Papa”, se cosí si puó chiamare, non faceva altro che bere, portare le puttane a casa e picchiare mia madre. Ricordo come oggi la mazza, che teneva sotto il letto, e quando io mi mettevo a piangere prendeva e cominciava a picchiarla. La ammazzava di botte. Mamma lavorava, mentre lui non faceva altro che rubarle i soldi per poter bere. Non tornava a casa per giorni, beh che dire, penso proprio che era un solievo, quando non c´era. Solo con il passar del tempo, mamma ha scoperto, che la tradiva con la sua migliore amica. Quando partoriva, stava con lei, non gliene importava proprio niente di noi. La bisnonna, unica persona che mi voleva bene, unica a cui importava di me. Quando qualcuno dei famigliari le veniva a fare visita e le portava qualcosa, frutta o dolci, li nascondeva sotto il cuscino e poi li dava a me. Soltanto con il tempo ho capito il valore di questo piccolo gesto. Non eravamo molto ricchi, anzi eravamo abbastanza poveri. Giá da piccola, mia madre mi ha insegnato il valore dei soldi, quando andavamo nel negozio, prima di chiedere qualcosa, chiedevo a mia madre dalle tre alle cinque volte se ha i soldi, e solo dopo mi permettevo di domandarle se sará capace di comprarmi qualche dolce. Quando avevo quattro anni, i miei avevano finalmente divorziato. Ci siamo trasferiti dai nonni, i genitori di mia madre. Credevo fosse un solievo, ma ci veniva a torturare anche qui, nonno dovette diverse volte difenderci. Poi non so se per fortuna o sfortuna, una volta ubriaco con i suoi amici ha preso a botte un ragazzo, l´hanno ucciso e mio padre dovette prendersi le colpe, a uno avrebbero dato di meno, che a un gruppo. Suo padre gli fece uscire e dovette fuggire in un altro paese, per anni non lo vedi ne senti. Nel frattempo avevo capito che la vita da nonni non era molto meglio dalla vita con il padre. Una volta nonno disse che dovevamo andare a fare visita ad alcuni dei suoi famigliari, mamma giá aveva altri piani, quindi ha disdetto. La prese a botte davanti a me, sulle scale, le rompó gli orecchini e mamma decise di andare all´estero per guadagnare dei soldi e cambiare finalmente qualcosa. Io rimasi con i suoi genitori.. a volte penso, che avrebbe fatto meglio a darmi in una casa famiglia, che a lasciarmi con loro. Un disastro assoluto. La situazione peggiorava da un giorno all´altro. Nonno beveva sempre di piú e non sembrava di poter o voler smettere. Aveva due compagnie e quando le perse entrambi, non ce la fece piú. Una volta era la persona piú ricca da noi e quando qualcuno aveva dei problemi veniva sempre da lui, lo rispettavano tutti. Nel frattempo mia nonna non riusciva ad accettarlo e continuava a svegliarmi la notte e portarmi con se nei bar per trovarlo. La storia finiva sempre nello stesso modo, dopo averlo trovato, litigavano e noi correvamo presto a casa, il mio compito era nascondermi, cosí non prendeva a botte anche a me, poi se non si calmava, andare dai vicini a chiedere aiuto. A volte mi nascondevo in giardino dietro casa, tra l´erba piú alta, altre negli armadi, dietro il divano, sotto le macchine.. nei nascondigli non facevo altro che sperare, che sarebbe venuto quel mio padre scomparso ad aiutarmi.. ero ancora una bambina, una di quelle che aveva paura dei ragni, del buio, di tutto in realta. Le peggiori erano le notti d´inverno, c´era na neve e faceva un freddo da paura, ma dall´altra parte mi dicevo, che almeno non c´erano gli insetti. Con gli anni le paure non passavano. Mamma tornava una o due volte all´anno, al massimo per una settimana, alcune volte solo per tre o quattro giorni. Ma anche in quei pochi giorni aveva del tempo per pichiarmi. I soldi mandava ogni mese, ma visto che il nonno non faceva altro che bere e la nonna non lavorava, andavano spesi per tutt´altro che per me. Portavo sempre gli stessi vestiti, quelli che portava mamma per quel poco che veniva. Tante volte mi ritrovavo dai vicini per chiedere di mangiare e al negozio per comprare cose in debbito, che poi veniva pagato dai soldi di mia madre. Una volta stavamo fuori e stavo giocando con una ragazza, mio nonno mi prese per capelli e mi tiró in macchina, trattenevo le lacrime come soltanto potevo, sapevo di non potermi permettere un lusso del genere. Dopo un pó si giró e mi chiese se faceva male, risposi di no e mi tiró un pugno in faccia, un paio di lacrime sceseró sulle guance, poi senza girarsi mi pose la stessa domanda, questa volta risposí di sí, altro pugno non arrivó, questa era la risposta giusta. Quando ci venne a fare visita sua sorella magiore, finirono di nuovo a litigare, ho cercato di fermarli e si arrabbio con me, prese una sedia vecchia di un legno pesantissimo e me la tiró contro, venne a prendermi mia zia, la sorella minore di mia madre, in realta la consideravo mia seconda madre allora, in ogni situazione del genere mi portava da se. Peccato che neanche lei fosse sana, al giorno di oggi ha la tuberculose e non si sa mai quando cadra, indossa i vestiti di mia cuggina di 13 anni e pesera quanto una bambina di 9 anni, magari anche di meno, ormai é solo ossa, niente carne..
Eh no, come potete immaginare, io non avevo amici, chi mai vorrebbe avere a che fare con una famiglia del genere. Giusto, nessuno. Tutti mi guardavano con una pena inspiegabile, insomma volgio dire, una ragazzina abbandonata dal padre, al quale non importava neanche un pó della sua vita, dalla madre partita all´estero con un altro uomo e con i nonni cosí. Una bambina acconciata male, affamata e senza nessuno che si prendesse cura di lei.
Dopo sei anni di vita del genere mia madre si decise a prendermi con se, all´estero. Sembrava tutto ideale, il suo compagno sembrava essere dolce e gentile, lei sembrava di essere felice. Ma non sempre é tutto come sembra..
Questo non era un nuovo inizio dopo una brutta vita, era molto peggio. Era un nuovo inferno!!!
Quella sensazione, che non mi abbandona mai.
La solitudine. Cosa mai potrebbe essere? Per qualcuno é una sensazione di noia, la mancanza di amici o fidanzati, la mancanza di uno dei membri della famiglia. Io la sento piú di tutto quando ho qualche gioia o qualche tristezza, che mi piacerebbe tanto condividere con qualcuno. Ma a essere sinceri, con chi? a chi? Niente amici, niente famigliari, niente fidanzato. Solo scuola e lavoro. Tutti sconosciuti. Tanti sconosciuti. Infinite conoscenze in tre paesi diversi e neanche una persona di cui potersi fidare. Con cui condividere le gioie, le tristezze, le paure, i propri sentimenti.
Lasciati andare mi hanno detto
Lasciati andare mi hanno detto. La vita é solo una. Poi sono stati i primi a criticarmi. Poi sono stati loro a cancellarmi dalle loro vite. A cacciarmi. Le persone che io ritenevo la mia famiglia. Ma ancora non avevo capito, che la famiglia é sempre la prima di cui non ci si deve fidare. Sono le prime persone che ti diranno: te l´avevo detto, non ascolti mai, fai di testa tua, rimarrai da sola, nessuno vorrá mai stare con una come te. Eh si. Lo devo ammettere questa volta, avevano proprio ragione. Sono da sola. Nessuno vuole avere niente a che fare con una persona di merda come me. Ma mi sento comunque migliore di tutti loro, che non sanno fare nient´altro che guidicare. Eh no, non mi lascieró andare piú, penseró prima di fare e se non mipiacerá non l´ho faró. Saró me stessa, quella seria, stronza, egoista. E no, non mi importa cosa e chi penserá di me. Perché? Perché non avró piú rimpianti. Solo quelli di non aver fatto qualcosa, che avrei tanto voluto. Ma quelli li accetto volentieri. Sempre meglio rimpiangere di non averlo fatto che di averlo fatto.
Rieccomi...
Ormai ho quasi vent´anni e mi ritrovo di nuovo qui a scrivere. Se é cambiato qualcosa? Beh, mi sono di nuovo trasferita. Sto sempre a studiare, Ho imparato un´altra lingua, quinta per essere precisa. Ho smesso di suonare il piano. Ho cominciato a lavorare. Non mi sto neanche piú sentendo con nessuno dall´Italia. Dalla casa famiglia non si sono fatti sentire piú. E non mi sto chiedendo neanche piú se sono felice o meno. Ho capito di non essere in grado di esserlo. Questa sono. Una ragazza antipatica che vede sempre un bicchiere mezzo vuoto. Quella che anche stando in mezzo a tantissime persone si isola. Quella che non beve solo perché ha paura di mostrarsi per quella che é. Voglio dire, nessuno deve sapere cosa ho passato e quanto sono stufa di tutta questa merda che mi circonda. Cosa ne devo fare della mia vita? Quest´anno faccio la maturita, poi mi aspetta l´universita. E cosa mai cambiera? Niente. Ecco tutto. La mia vita rimane sempre la stessa. Sempre a fare schifo. Ma é successa una cosa in tutti questi anni. Una cosa bella. L´unica cosa bella. Ho assaporato la felicita. Eh si, mi sono sentita felice per un paio di ore. Era una sera di dicembre. Il 25 di Dicembre. Mi sono vista con ragazzo che ho amato per sei anni e mezzo, a dire il vero non ne sono neanche piú sicura se sia amore o qualche tipo di malattia psicologica. Ma si, é unico ragazzo per il quale io sia stata capace di provare qualcosa. Mi sono lasciata andare. Mi sono lasciata baciare. Erano state le uniche ore, che non ho pensato. La mia mente é sempre qui, a rovinarmi la vita, a farmi centinaia di domande che non abbiano risposte. Ma va bene, tralasciamo tutta questa parte. Il fatto essenziale é che l´ho soltanto assaporata, per capire che non potró mai esserlo per davvero. L´unica persona con la quale la mia mente si spegne e si lascia andare almeno per un pó. Persona che non é in grado di provare emozioni. Persona che voleva portarmi soltanto a letto. Persona che si trova a 1500 km da me. L´ho assaporato per accettare di non poter essere felice mai.
Primo bacio, la rovina della mia vita, dei miei sogni e la storia di come sono stata una puttana.
il mio primo bacio sono stata obbligata a darlo, quel ragazzo era il fidanzato di una mia amica, anche se non eravamo molto amiche, lei era la migliore amica della cugina della mia migliore amica, io stavo zitta per tanto tempo, lo sapeva solo lui e la mia migliore amica, mi fidavo di lei, ma avevo dimenticato che lei era anche la bff di quel ragazzo, e che avrebbe detto e fatto qualsiasi cosa lui le avrebbe chiesto, mi avevano detto di stare zitta, di non peggiorare la cosa, perché quei due in quel momento non stavano insieme e la ragazza passava tempi difficili per la morte del padre, quindi stavo zitta, solo dopo ho capito quanto avevo sbagliato a non dirlo a nessuno e stare zitta, pensavo che stessi facendo bene e che comunque se un giorno uscisse fuori avrei ragione io, perché non volevo, ma tutto é andato contro di me, la vita mi aveva giocato un brutto scherzo.
Dopo due mesi mi ero fidanzata con un ragazzo, é stato il ragazzo migliore che avevo mai conosciuto in vita mia, mi voleva bene e gli avevo raccontato quella stroria, quindi quando quel ragazzo mi aveva bloccato in una casa abbandonata e mi aveva dato uno schiaffo, lui mi aveva diffeso e quel ragazzo gli avevo detto che ci sono andata a letto, ma il mio ragazzo aveva comunque creduto a me, dopo un po di tempo andava in giro raccontandolo a tutti, non gli importava se era vero o no, alla fine andó dalla sua ragazza e gli disse la stessa cosa, mia migliore amica disse che non sapeva niente, che facevo schifo e mi si mise contro, si ero distrutta dal fatto che la persone quale diffendevo sempre, nella ragione o nel torto, che la persona che chiamavo mia sorella, che la persona alla quale volevo un bene esagerato, sapendo la veritá mi aveva voltato le spalle, tutti i miei amici non erano piú miei amici, ma nemici. E lí ho capito che gli amici non esistono, che a nessuno interessa la veritá, tutti vanno dalla parte del piú forte, loro sapevo che ero debole, che mi bastava una brutta parola e scoppiavo a piangere, che non mi sapevo diffendere. Tutti stanno solo nel loro momento del bisogno, a nessuno interessa davvero di te, avevo capito che nessuno di loro mi voleva bene davvero, che a nessuno importava cosa provassi io, urlavo che non era vero, ma il senso di farlo se poi nessuno aveva intenzione di ascoltare. Nessuno mi voleva ascoltare. Tutti mi davano torto, tutti ferivano solo, avevo paura anche di andare al negozio giú da noi, tutti mi fischiavano dietro, dicevano che sono una puttana, se andavo a fare una passeggiata la fidanzata insieme alla mia migliore amica e altre sue amiche, mi fermavano, mi prendevano in giro e riprendevano tutto sul video, quali poi venivano mandati a tutti quanti, una volta mi ha fermato con la domanda “come va con i pesci?”, dopo una discussione mi aveva detto di stare zitta o mi spaccava la bottiglia in testa, dietro a lei stavano altre 6 o 7 ragazze, quindi mi sono stata zitta, lei continuava, poi vennero un paio di ragazzi quali erano amici di classe della mia migliore amica e sembrava che mi volessero aiutare ad andarmene da lí, ma solo dopo ho capito che era tutto il loro piano, quando quei ragazzi avevano cominciato a mettermi le mani sul sedere, come a una PUTTANA. Non so magari me lo meritavo, magari facevo tanto schifo, ma fino ad ora non capisco perché sono stata proprio io. Tutto faceva cosí schifo, tutto faceva cosí male. Ogni sguardo, ogni parola, ogni gesto. Per me era una ferita in piú, una ferita che non dimenticheró mai. Una ferita che non passerá mai. Volevo persino morire, a scuola andava tutto male, a casa con mia madre e il secondo marito ancora peggio, mi tagliavo le mani, le gambe, la pancia e fumavo, fumavo tanto, due pacchetti di marlboro rosse al giorno, fumavo a scuola, in strada, persino a casa, nel bagno mentre mi lavavo sapendo anche che i miei genitori stavano a casa, non mi importava piú di niente, ero sola. E credo che essere soli é la cosa peggiore che possa capitare nella vita di una persona che vede tutto negativo e mai niente positivo. Sentirsi sola é la cosa peggiore che si possa fare a una persona debole come me. Essere soli uccide le persone, le rovina, le fa male.
Le cicatrici sulla pelle rimarranno per sempre. Rimarranno per ricordarci quello che abbiamo passato, quanto abbiamo sofferto e come siamo sopravvissuti.
Mi sono guardata allo specchio, dritto negli occhi
E ho capito che non ce l’avrei mai fatta
-millystyl
Le cicatrici sulla pelle rimarranno per sempre. Rimarranno per ricordarci quello che abbiamo passato, quanto abbiamo sofferto e come siamo sopravvissuti.
Mi chiamo Amy ho cinque anni, mia sorella si chiama Lilith e ne ha 16. Lilith una volta è tornata a casa piangendo, mi ha detto di non dirlo alla mamma e che andava tutto bene. Lilith a volte si chiude in bagno per ore dopo aver cenato. Lilith ha tutti i temperini rotti, ma non so il perché. Lilith nasconde sempre le mani nelle maniche. Lilith ha sempre i maglioni lunghi. Lilith a volte fissa il vuoto per lunghi istanti. Lilith ha sempre la musica nelle orecchie e non mi sente quando parlo. Lilith ha sempre dei graffi sulle braccia ma dice che è stato il nostro gatto. Lilith ha smesso di mangiare i dolci che fa la mamma. Lilith ha smesso di mangiare la pizza che fa la mamma. Lilith ha smesso di mangiare l’arrosto che fa la mamma. Lilith non si porta più la merenda a scuola. Lilith ha smesso di mangiare i panini buonissimi della mamma. Lilith ha smesso di mangiare. Lilith beve tanta acqua. Lilith a volte mangia, ma dopo scappa in bagno, non capisco perchè. Lilith viene sempre sgridata dalla mamma perché a scuola va male. Lilith fuma di nascosto dalla mamma. Lilith va a scuola senza zaino. Lilith oggi non è tornata da scuola. La mamma oggi piange. Lilith oggi mi è mancata. La mamma continua a piangere, anche papà piange. Lilith ha dimenticato il telefono sul mio letto e continua a suonare. Lilith non è tornata ed è sera. Mamma e Papà mi hanno lasciata dalla nonna tutto il giorno oggi. Mamma e Papà sono tornati piangendo oggi. Lilith non c’è più. Mi chiamo Amy ho 16 anni mia sorella si chiamava Lilith e si è suicidata quando avevo 5 anni. Da quando Liilith non c’è più, i miei continuano a litigare. Da quando Lilith non c’è più, la mamma è andata in depressione e mio padre si è fissato col lavoro. Da quando Lilith non c’è più, il suo armadio non è più stato aperto. Da quando Lilith non c’è più, il gatto graffia anche le mie braccia. Da quando Lilith non c’è più, la mamma non cucina più niente di buono. Da quando Lilith non c’è più, la nonna non sa più chi sono. Da quando Lilith non c’è più, penso di essere un errore. Da quando Lilith non c’è più, la mamma non mi ha mai abbracciata. Da quando Lilith non c’è più, mi manca come l’aria. Da quando Lilith non c’è più, sto come stava lei. Ora so come stava Lilith. Ora non mangio più nemmeno io. Ora vado male a scuola anche io. Ora fumo di nascosto anche io. Ora ascolto sempre musica anche io. Ora aiuto tutti per non dover affrontare il dolore che ho io. Ora piango tutti i giorni anche io. Oggi ho lasciato il telefono a casa anche io. Oggi non sono tornata a casa neanche io. Oggi ho preso una decisione importante. Oggi ho scritto una lettera. Oggi ho una pistola in mano. Oggi vado a trovare mia sorella Lilith.
baciando altri e vedendo te tra la folla, vedendo te lontano da me, lontano.. ma cosí vicinino ad altre, troppo vicino a tutti tranne me.
Anonimka 🌹
Sapete amare?
Ci sono giorni che mi chiedo se sono mai stata davvero innamorata, se quello che provavo fosse solo illusione o qualcosa di piú.. io so che lui non provava niente, e so che sono stata una stupida a credeci, una stupida ad aver creduto a una persona come lui, ma la veritá non sta in questo, la veritá sta nei suoi occhi nei miei, e nel mio cuore che scoppiava, prima dalle emozioni che non capivo, poi nella mia insicurezza a dire quello che provo, non conoscevo quelle parole, mi sembrava persino una stupidaggine a pensare che potessi provare qualcosa. Ma...avrei preferito non provare niente, non capire niente, non aver imparato tutte quelle parole che poi per anni gli urlavo dietro,che cercavo di fargli entrare dentro, che volevo che capisse quanto male mi faceva ogni suo sguardo altrove, ogni suo sguardo sulle ragazze altrue, quanto male faceva sentirmi dire che lo hanno visto con un altra, e so che non siamo mai stati niente, per anni ho scritto di te, per anni mi hanno scritto di te,per anni pensavo solo a te, baciando altri e vedendo te tra la folla, vedendo te lontano da me, lontano.. ma cosí vicinino ad altre, troppo vicino a tutti tranne me.
-Anonimka 🌹
Chi sono io e chi siete voi? PS: conosciamoci un po´, se a qualcuno piace, fatemi sapere, saro´molto felice.
Dove non guardiamo vediamo solo trucco, vestiti firmati, e so anche che posti come quello che sto scrivendo io ci sono non tanti, ma tantissimi. Ma questo argomento mi tocca in prima persona.
Tutti mi conoscono come una ragazza sempre truccata per bene, vestita anche per bene, ma quella non sono io. Neanche quei capelli lisci perfetti sono miei, e neanche quei grandi occhi verdi pieni di sicurezza solo grazie a quella matita nera che sottolinea tutto, ma é come se non mettesse in evidenza solo il colore dei miei occhi verdi, come se mettesse in evidenza un altra persona, e quella persona non sono io. Quel rossetto che non posso mai dimenticare, che tengo in ogni tasca del giubbino, che tengo in ogni borsa che ho in casa, che ne ho cosí tanti che non ricordo neanche quanti ne ho persi, e ognuno di loro rappresenta un´altra persona. Come se fossi tante persone chiuse dentro a una sola.
- Quella con il rossetto rosso - é quella stronza, quella straffottente, quella che va a corteggiare, e me lo metto quando meno sono sicura di me, in quei giorni che nonostante 5000 amici su facebook nessuno mi pensa, e mi sento sola come non mai, quindi mi dico che devo ricordare agli altri che esisto, come se fosse un urlo di ´EI GUARDATEMI SONO QUI,NON POTETE DIMENTICARVI DI ME´.
- Con quello viola mi sento tumblr, stando nel pullman, mi siedo, accendo qualche canzone triste nelle cuffiette e guardo per ore fuori dal finestrino, come se mi perdessi nei miei pensieri, ma sapete il bello qual´é? e che é davvero cosí, mi sembra di stare in un mondo diverso, come se nessuno mi vedesse, come se nessuno potesse pensare ´quella é pazza´, come se esistessi solo io, quella canzone e i miei pensieri, e mi piacerebbe tanto che fosse davvero cosí.
Questi sono quelli che piú mi toccano. Sono quelli con quali riesco ad attirare piú sguardi per strada. Ma sapete cosa? Io non sono quella, ne quella con il rossetto rosa chiaro o quello fucsia, non sono quella con il rossetto rosso, bordo o viola. Io sono semplicemente quella struccata, quella che nessuno conosce, quella che in realta nessuno vuole conoscere. Perché in realtá vado bene cosí a tutti, perché cosí mi possono criticare, hanno di chi parlare, e secondo loro a me veramente non importa, perché quando qualcuno mi dice qualcosa riguardo a me, riguardo al mio modo di vestire, di parlare, di truccarmi, io semplicemente lo ascolto fino alla fine, poi gli domando se ha finito, mi giro e a testa alta me ne vado. Andandomene mi accendo una sigaretta e ripenso a tutto quello che mi é stato detto, a quelle cose brutte, sporche, quelle parole cosí cattive da risuonarmi continuamente in testa sempre con il volume piú alto. Da una parte hanno raggione, perché loro vedono solo quello che io voglio mostrarli, io vorrei anche che conoscessero quella vera me, ma cosa cambierá? NIENTE, ecco la risposta. Parleranno di altro, perché le persone parlano sempre, e parleranno sempre, sempre cose negative, ormai tutti pensano solo a se stessi, hanno bisogno di divertirsi e ti coprono di merda, e se sia la veritá o una bugia, a chi importa? A NESSUNO. Basta che si divertono, perché se non giudicare cos´altro possono fare? Dove possono trovare altri argomenti? Ormai nessuno parla di arte, di musica, nessuno va ai teatri, tutti preferiscono gli inciuci e i film con scene pornografiche.
- Anonimka 🌹
Ciao, sto da un po su tumblr, ma solo ora ho deciso di scrivere qualcosa, e ho in mente di continuare a scrivere, sicuramente tutti i miei post saranno anonimi, ma spero che almeno a qualcuno potranno piacere.
30-03-2019