perdonati se non sei la soluzione a tutti i tuoi problemi.
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@guardoilcieloecercote
perdonati se non sei la soluzione a tutti i tuoi problemi.
Sei quella che di notte
Ascolta gli altri respirare
Vasco Brondi
Papà mi diceva...
per capire chi è un buon amico
organizza una festa
fai una festa bellissima
prendi buone birre
e dei vini sopra i tredici
prendi del buon cibo
e che la musica di sottofondo
sia bella, che possa accogliere tutti
mettila alta
ma non troppo
lascia che i vostri dialoghi
non vengano coperti dagli assoli,
invita amici, mi diceva, invitane tanti,
invita tutti gli amici che conosci
e poi finita la festa
lascia che ognuno prenda la via
che preferisce,
non forzare nessuno a rimanere
non convincere
non prolungare mai la festa
che le feste hanno origini più antiche di noi,
sanno loro quando finire,
tu saluta e augura la buonanotte a tutti
e osserva
osserva bene chi di sua volontà
resta ad aiutarti,
chi ti aiuterà a lavare i piatti
chi ti aiuterà a rimettere a posto
a sistemare le cose,
questi,
saranno i tuoi buoni amici,
quelli che non ti staranno accanto
quando la musica e il vino
gioiranno con le tue buone lune,
i buoni amici
sono quelli che rimarranno
anche quando la tua vita
avrà da offrire solo briciole e disordine
e alla fine di tutto,
mi diceva papà
ricorda, alla fine di ogni bellissima festa
alla fine di ogni momento epico
di ogni grande successo
e di ogni impresa riuscita,
vedrai che accanto a te
resteranno sempre pochissime persone,
ma quelle pochissime
ricordalo sempre,
valgono tutto.
~ Gio Evan ~
Questa fotografia è stata scattata in Irlanda nel 1972, e ritrae una ragazza che spara usando l'arma del suo fidanzato, caduto ferito in una battaglia contro l'esercito britannico.
L'uomo sopravvisse, trasportato in un luogo sicuro, grazie al sacrificio della sua ragazza che affrontò i soldati inglesi fino a rimanerne uccisa.
Quando il comandante del battaglione inglese scoprì di aver lottato contro una donna, ordinò ai suoi soldati di non toccarne il corpo e permise agli irlandesi di seppellirlo. Si dice che questi abbiano sentito il comandante inglese esclamare: "La regina non si preoccupa di noi come questa donna si è preoccupata per il suo uomo e la sua terra".
La foto è stata scelta come simbolo per la festa della donna in Irlanda, accanto alla frase: "Non aver paura di legarti con una donna forte. Può arrivare il giorno in cui lei sarà il tuo unico esercito."
Piero Lenoci
La persona che più ho amato al mondo è un viziato narcisista.
Il mio migliore amico è anaffettivo, ai limiti del patologico.
Mio padre lo era.
La dice molto lunga su di me
Anni fa, uno studente chiese all'antropologa Margaret Mead quale riteneva che fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra.
Ma non fu così.
Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l'osso guarisca.
Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi.
Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto in cui la civiltà inizia.
Quando e dove è iniziata la civiltà.
I’m the kind of girlfriend that would take random pictures of you just because I admire you so much
Iniziare a costruire case insieme per poi abitarle con altri.
In questa frase tutta l'evoluzione delle relazioni umane.
Ho bisogno di provare emozioni forti. Voglio sentire una stretta allo stomaco così forte da torcermi le budella. Voglio emozioni, voglio innamorarmi
“Ieri Virginia mi ha chiesto: “Papà,ma se tu e la mamma vi lasciate chi è che tiene due figlie e chi una?” Ero in cucina che stavo affettando le cipolle, la domanda mi ha colto di sorpresa. “In che senso,Virginia?”, ho detto. “Siamo tre sorelle”, ha detto,“la terza sorella non potete mica dividerla a metà!” Mi è venuto da ridere. Stavo per risponderle:“Non ti preoccupare, amore, la mamma ed io non ci lasceremo mai”, ma non volevo mentirle, perché so che ogni relazione s'inventa ogni giorno, e il torto più grande che puoi fare a te stesso, e agli altri, è proprio quello di crederti invincibile.“Virginia”, ho detto, “se per caso la mamma ed io un giorno ci separassimo vi vedremmo tutte e tre, un po’ io e un po’ la mamma, non ti preoccupare.” “Ma in Mrs. Doubtfire il papà vedeva i bambini solo il sabato”, ha detto. “Virginia, certe volte quando due genitori si lasciano possono succedere delle cose”, ho detto. “Magari non si sono lasciati bene, ma litigando. Ma la mamma ed io siamo stati sempre d'accordo che, se anche ci lasciassimo, voi verreste sempre prima di tutto. Hai capito? Sempre.” Mi ha fissato in silenzio.“Papà”, ha detto d'un tratto.“Ma l'amore può finire?“ Ci ho pensato un attimo prima di rispondere."L'amore non finisce”, ho detto,“sono le persone che cambiano.” “Le persone?”, ha detto. “Virginia”, ho detto,“anche gli adulti crescono, sai? Tu adesso sei una bambina grande, sette anni fa eri una bambina piccola. Funziona un pochino così anche per le mamme e i papà. Io quando ho conosciuto la mamma ero una persona diversa, lo era anche lei. L'importante, quando due persone si amano, è riuscire a cambiare insieme o rispettare i cambiamenti dell'altro. I genitori, con i propri figli, fanno proprio quella cosa lì, invece fra loro certe volte non ci riescono. E’ per quello che l'amore per i figli è l'unico che non finisce mai mai. "Ma tu”, ha detto,“quando hai incontrato la mamma, come hai fatto a sapere che era la mamma?"Non ho capito”, ho detto. “Come hai fatto a capire che volevi amarla?”, ha detto. “Ah,quello”, ho detto.“L'ho capito dopo circa dieci minuti. "E da cosa?”, ha detto. “Quando ci siamo incontrati la prima volta, si è sollevata i capelli dietro la nuca, sopra la testa, e si è fatta uno chignon senza neanche un elastico, solo annodandoli”, ho detto. “E allora?”, ha detto. “E allora lì ho capito che lei aveva disperatamente bisogno di un elastico”, ho detto.“E io dei suoi capelli.” “E tu ce l'avevi,l'elastico?”, ha detto. “No”, ho detto,“ma quando la mamma lo ha scoperto ormai mi voleva già bene.” “Papà!”, ha detto,“ma allora l'hai imbrogliata.” “Forse un pochino”, ho detto,“ma il punto è che la mamma è stata la prima che mi abbia mai fatto venire voglia di cercare un elastico, capisci che intendo?” Mi ha guardato per qualche secondo. “Tieni papà”, mi ha detto, sfilandosi l'elastico che le teneva su i capelli. “Così tu e la mamma non vi lasciate.” Lei ha riso, io per fortuna stavo affettando le cipolle.”
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Il Madame Tussauds. Uno dei ricordi più belli che ho di Londra è inevitabilmente legato a te, probabilmente è perché c'eri tu. Uno dei pochi posti solo nostri, non contaminati dal viaggio successivo. Ricordo che io volevo andare nel tunnel degli orrori, mia madre me ne aveva parlato non so quante volte ed ero gasatissima, ma tu avevi paura.
Mi hai detto "vai tu, ti aspetto qui", già mi amavi. Io non sono andata, già ti amavo.
Certi legami non sono deboli mai.
Ilaria Sansò
i feel like being a 13 year old girl in 1847 and reading “whatever our souls are made of his and mine are the same” in wuthering heights for the first time is the same feeling as when ur 13 and born to die comes out and u listen to video games for the first time
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Ci penserà la vita a ricordarti che il nostro non è mai un addio. Ci penserà la vita a ricordarti di me, una me tosta da aver avuto la capacità di amare uno più testardo di lei. Ci penserà la vita a ricordarti che potevamo essere. Cosa o chi non ha importanza. Potevamo. Ci penserà la vita a farti raccogliere ancora i ricordi di anni fa, di un passato che non traspare mai. Mentre qui, di trasparente, ci sei proprio tu. Ci penserà la vita a ricordarti i miei “sono qui”, anche quelli. Soprattutto quelli. Esserci. Con te.
Ci penserà la vita a farti incontrare me lì, proprio lì, dove abbiamo cominciato a perdere. A perderci. Ma io lì non ci sono più.
Ci penserà la vita a ricordarti dei miei occhi addosso a te mentre scendevi quelle scale ed il tuo “fai la brava, sai?” Ci penserà la vita a ricordarti di quel pullman bloccato e tu che passi, mi vedi prendendo il cellulare e chiamando qualcuno per essere abbracciato da me, per avere la possibilità di dire quanto mi potesse amare. Ci penserà la vita a guardarti con occhi diversi. Ci penserà la vita stessa a farti tacere quando passerà una canzone e mi verrai a cercare. Ci penserà la vita stessa a ricordarti che tu, tu, un posto meraviglioso ce l'avevi. Ed era con me. Ci penserà la vita a non farti avere più la pazienza di un tempo. E chi ti calmerà poi? Ci penserà la vita stessa a farti stare sereno per quando esploderai ed io non ci sarò. Ci penserà la vita a ricordarti dei miei capelli lunghi con cui nascondevi il viso pieno d'amore. Ci penserà la vita a ricordarti che dovrai essere forte ad ogni impatto. Ci penserà la vita a ricordarti che ho amato tutto ciò che condiviso con te. In modo sufficiente da essere piena. Ci penserà la vita a ricordarti che io tutte le difficoltà le ho superate con tenacia. Anche senza te. Ci penserà la vita a ricordarti del mio: “mi sei mancato e adesso che t'abbraccio non mi sembra vero.” Ci penserà la vita, la mia interlocutrice, a ricordarti che. Perché io non posso più. Ci penserà la vita perché io, sì, ci penso e ti penso. E tace tutto lì. Tutto finisce lì.
Ilaria Sansò
[Quando ho perso davvero. Quando ho perso, fallito e restituito alla vita tutto di te.]
Grazie a te ho capito tante cose di me. Mi hai insegnato che mi piace il mistero, mi piace chi sta bene con se stesso e con il suo mistero. Mi hai insegnato che mi metto a correre quando la luce è lontana, ma poi mi fermo quando sto per raggiungerla; che non dimentico neanche un passo della mia corsa, neanche un intoppo o un'agevolazione, neanche quella scatola di fiammiferi calpestata per sbaglio. Non dimentico come mi sentivo e come ti sentivo. Come ti cercavo e come mi sfuggivi. Come mi cercavi e come ti sfuggivo. E non dimentico come, alla fine, siamo sfuggiti entrambi a noi stessi.