Caro diario, cosa voglio dalla vita?
Premetto che vorrei discutere su tanti di quei argomenti che questo semplice post su Tumblr rischierebbe di trasformarsi in un diario segreto. Ma cercherò di fare le cose con calma e ordine.
Mi hanno sempre fatto credere da piccolina che bisognava credere in sé stessi, in ciò che si era, e lasciarsi guidare verso quella che sarebbe stata la propria strada. Libri, film, racconti, favole... tutte cose che ci spingono a credere nei nostri sogni, perché questi prima o poi si realizzeranno.
Belle parole, nulla da dire. Eppure non esiste alcuna fiaba che parli di quale potrebbe mai essere la sorte di chi, come me, non sa cosa fare nella propria vita. Nessun racconto che narri o moralizzi la vita di chi aveva mille sogni, e ora che è arrivato il momento di crescere e spiccare il volo, non ne ha più nessuno.
Togliereste mai il ramo sotto alle piccole zampe di un uccellino appena nato che non ha ancora imparato a volare?
Beh, è come mi sento in questo periodo.
Non che non mi senta matura, anzi. Fin da piccola, sono stata una bambina che si interrogava, come qualsiasi altro bambino, su cosa fare da grande e sognava di fare le cose più disparate: la stilista, la criminologa, il medico legale, la cantante, la sceneggiatrice, la scrittrice, ...
Tanti, forse troppi, erano i miei interessi... nessuno dei quali ho mai continuato a portare avanti, non per pigrizia ma forse per mancanza di fiducia in me stessa e di possibilità. Crescendo, sono stata sempre troppo concentrata a fare ciò che andava fatto, come andare bene a scuola e rendere orgogliosi i miei genitori. Mi sono diplomata e, anche in quel frangente, ho scelto di cominciare l'Università. Chi mi conosce da tanto e chi mi ha vissuto in quel periodo sa benissimo che, anche quando si trattò di scegliere il tipo di facoltà da frequentare, scelsi quella più giusta da frequentare.
"Fare ciò che è giusto, non ciò che piace": questa frase ha caratterizzato la mia intera vita. Possiamo incolpare il senso del dovere, il poco coraggio, ma la situazione attuale è piuttosto chiara.
Mi sono laureata alla triennale di Economia Aziendale, l'ultima materia che avrei voluto vedere dopo il diploma. Chiamatemi anche masochista, ve lo concedo.
Ora, che devo decidere tra l'andare avanti col mio percorso per non lasciare nulla in sospeso e fermarmi, scegliendo davvero cosa voglio farne della mia vita, sono in bilico. Sono ad un bivio e, in questo momento, preferisco cento volte gettarmi nel baratro dell'incertezza piuttosto che scegliere ciò che non mi piacerà mai solo perché è giusto che sia così.
Tuttavia, ciò non significa che io abbia capito che cosa voglio dalla vita. Purtroppo noi giovani ci troviamo anche in una situazione politica ed economica per la quale non ci è più concesso di "scegliere" tra ciò che dobbiamo e ciò che "vogliamo" fare della nostra vita. Questo complica il quadro della situazione.
Dovrei cominciare a delimitare il sogno della mia vita, il mio futuro.
Eppure è come se dovessi cominciare a comporre un puzzle con pezzi tutti diversi tra loro.
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Start by saying that I will discuss about so many topics that this simple post on Tumblr could be transformed into a secret diary. But I will try to do things slowly and order.
As a baby, I was always led to believe that you had to believe in yourself, in what you had, and to be guided towards what would have been their own way. Books, movies, stories, fairy tales ... all things that drive us to believe in our dreams, because sooner or later these will be realized.
Fine words, nothing to say. Yet there is no fairy tale that speaks of which may never be the fate of those who, like me, does not know what to do in their lives. No story that narrates moralizzi or the lives of those who had a thousand dreams, and now that it's time to grow up and take flight, they are no longer anyone.
Could you ever remove branch under small paws of a baby bird that has not yet learned to fly?
Well, that's how I feel at this time.
Not that I do not feel mature, indeed. Even as a child, I was a little girl who wondered, like any other child, on what to do when you grow and dreamed of doing many different things: the designer, the criminologist, the coroner, singer, screenwriter, novelist, ...
Many, perhaps too many, were my interests ... none of which I continued to carry on, not out of laziness but perhaps for lack of confidence in myself and possibility. Growing up, I was always too focused on doing what had to be done, how to do well in school and make my parents proud. I graduated and, even at that moment, I chose to start the University. Those who know me by now and who I lived at that time knows that, even when it came to choosing the type of faculty to attend, I chose the right one to attend.
"Do what is right, not what they like": this phrase has characterized my entire life. We can blame the sense of duty, a little courage, but the current situation is quite clear.
I graduated from the three-year Business Economy, the last matter that I wanted to see after graduation. Call even masochistic, I grant you.
Now, I have to decide between going on with my journey to leave nothing outstanding and stop me, choosing really what I do with my life, are in the balance. Are at a crossroads and, at this time, I prefer a hundred times to throw into the abyss of uncertainty rather than choose what I do not like it just because it's rightly so.
However, this does not mean that I have figured out what I want from life. Unfortunately we young people we are also in a political and economic situation for which there is no longer allowed to "choose" between what we have and what we "want" to do with our lives. This complicates the picture of the situation.
I should begin to define the dream of my life, my future.
Yet it is as if I were to begin to put together a puzzle with pieces all different.
(sorry for the English, MAYBE correct!)