Uber-Simona 3 a 0
1)
Dopo averne apprezzato la comodità all'estero, mi ero scaricata l'app pronta per farne buon uso anche a Milano.
In verità, per pigrizia, abitudine, occasione, non avevo ancora avuto modo di cimentarmi e avevo anche un certo scetticismo dovuto al sentito dire "a Milano non ci sono macchine".
Ieri, grazie ad Anna che ovviamente in Messico ne abusa, al mio "chiamiamo un taxi" si contrappone un suo "Ma no! Chiamiamo un Uber!" Bene. Chiamiamolo. Estrae il suo smartphone e dice che Matteo ci aspetta tra 4 minuti con una Mercedes nera in via Joe Colombo. Usciamo dall'ufficio ilari tra le risate della mensa di Itaca Comunicazione e ci dirigiamo a passo di marcia verso la destinazione. Vedo in lontananza la Mercedes e mi dirigo col solito cipiglio comandino verso l'auto. Effettivamente nera, effettivamente Mercedes, effettivamente impeccabile come ogni Uber dev'essere.
Spalanco la porta e vedo sul sedile a noi destinato un casino degno della mia macchina –ORRORE! Ma gli Uber non sono quelle macchine perfettamente in ordine con anche il dolcetto per il cliente?!–. Comincio a spostare tubi da architetto, borse della spesa, fogli sparsi e zaini per farmi spazio e solo a quel punto alzo la testa verso Matteo su cui punto il mio dito. Lui, il Matteo presunto, un signore di bella presenza magari giusto un po' casual per il ruolo, mi guarda esterrefatto. A quel punto a me insorge un piccolissimo dubbio e accennando un sorriso dico: "Matteo?". Lui, appena un po' incazzato per questa cialtrona che si vuole infilare nella sua macchina, esclama: "Scusi ma lei chi è?". OPS:-)
La macchina di Uber, una mercedes nera impeccabile era 30m indietro con il suo Matteo incorporato.
2)
Alle 18, soddisfatta della precedente corsa, penso di riprovare in solitudine l'ebbrezza. Guardo l'app che Ricardo mi aveva fatto scaricare in Messico e studio i passaggi. Inizio correggendo la via dell'ufficio che la geolocalizzazione sbagliava (vedi paragrafo precedente) e sfioro l'app per capire se la modifica è andata a buon fine. Dopo di che mi distraggo e scendo a parlare con Ester e Monica. Passano 5 minuti e sento squillare il cellulare, mi precipito alla scrivania, vedo uno 06XXX, rispondo certa che sia un call center con l'imperdibile offerta di energia del giorno e invece è Giovanni. Di Uber. Che mi aspetta. In via Marco Polo. Con Una Mercedes nera. E lì, in un secondo balbettando delle scuse – "credevo di non averla chiamata, sì in effetti ho bisogno di un'auto, però tra qualche minuto, comunque ok scendo..." – raccolgo gli effetti personali e mi precipito giù. A quel punto, m'impunto e intrattengo per tutto il percorso una piacevole chiacchierata con Giovanni sul tema "Cerchiamo di capire bene come funziona stocazzo di sistema a Milano" E lui, destreggiandosi alla perfezione tra le vie, tesse le lodi della società, di come sia più semplice anche per loro la dinamica di fatturazione e come è facile per il cliente che non paga e ha la ricevuta in tempo reale via mail...e mi spiega che a Milano sono ben 500 macchine. Insomma bravo, bravi. Arrivo a destinazione e pago contenta quanto avrei pagato un taxi.
3) Dopo un paio d'ore sono a cena da mia mamma e di nuovo, ormai irretita da Uber, sentendomi anche piuttosto figa, attacco la pezza a Stefano sulla mia fantastica esperienza e su quanto siamo indietro e su quanto sono bravi. A dimostrazione delle mie parole prendo il telefono, apro l'app e dico "vedi? E' facilissimo! Ma bisogna stare attenti! Perché se clicchi poi lui arriva subito!" dico gasata sfiorando appena lo schermo.
Aaaaaaah "in 4 minuti arriva Abdul". Comincio a cliccare impazzita perché "hai 5 minuti per annullare la chiamata". Non so dove toccare e ormai ho anche il terrore che si presentino anche Matteo e Giovanni. Chiamo Abdul che mi dice "Signora no bisogno? Io arrivo" "no scusi ho sbagliato vorrei annullare la corsa" "non potere io, solo con app, ma io vengo se bisogno" "no grazie davvero, scusi, ok ho capito non si preoccupi". Torno sull'app, sudo, perché poi non è che sia così avanti sul tema 2.0, mi concentro e trovo la x "annulla la corsa". Fiuuu. Per ora, l'opzione più comoda resta: "Marina per favore mi chiami un taxi?"












