Sarà un caso ma i romanzi, le poesie e i racconti che ci propina la professoressa Berti sono tutti di scrittori morti da una vita. Dante Alighieri, Petrarca e quell’altro di cui mi sfugge il nome sono del 1300 o giú di lí. Alessandro Manzoni, 1873. Giacomo Leopardi, 1837. Ugo Foscolo, 1827. Per dire: sui libri non c’è nemmeno la foto di questa gente qua! Come fai a capirli, ad appassionarti a loro, a quello che hanno scritto? Io, dirò un’eresia, lo so, ma trovo piú interessante la «Posta di Cioè» della Divina Commedia o dell’Infinito di Leopardi, che sarà anche una poesia immortale, ma dopo che l’ho letta e magari l’ho pure capita tutto finisce lí.
"Caro Cioè, è vero che per far crescere il seno bisogna mangiare molti funghi?"
"Caro Cioè, una curiosità: per fare l’amore bisogna essere nudi?"
Questo ho bisogno di sapere, ora. Non me ne può fregare di meno di quella benedetta siepe di Leopardi!
- Stefano Tofani, In fuga col Barone - Nel mondo di Calvino, Einaudi











